Bonus nido: le novità per la domanda dal 2026

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Dal 2026 basta una sola domanda per ottenere il bonus asilo nido. Non dovrà più essere inviata di anno in anno

Bonus nido: le novità per la domanda dal 2026

Scatta da gennaio la nuova semplificazione delle procedure per ottenere il bonus asilo nido.

Fino ad oggi la richiesta doveva essere inviata di anno in anno, mentre dal 2026 basta l’invio di una sola domanda per ricevere la prestazione.

La domanda inviata dovrà essere solo confermata. Sarà poi sufficiente prenotare, di anno in anno, solo le risorse per ottenere i rimborsi.

Da quando si può fare domanda per il bonus nido 2026?

Bonus nido: le novità per la domanda dal 2026

Diventa operativa da quest’anno la nuova semplificazione della procedura di domanda per il bonus nido.

Si tratta della prestazione INPS che riconosce alle famiglie un contributo economico che arriva fino a un massimo di 3.600 euro per la frequenza degli asili nido dei bambini e delle bambine fino a 3 anni.

Le istruzioni sulle ultime novità approvate con il DL n. 95 del 2025, e operative dal 1° gennaio, sono state fornite dall’Istituto con la circolare numero 123 dello scorso settembre.

Da quest’anno, dunque, non sarà più necessario inviare una domanda ogni anno ma sarà sufficiente fornire tutti i dati richiesti una sola volta e poi confermare di volta in volta la domanda fornendo alcune informazioni sull’anno in corso.

Come specifica l’Istituto, le richieste inoltrate dai genitori “producono effetti per l’anno solare di riferimento e per gli anni successivi fino al mese di agosto dell’anno del compimento dei 3 anni di età del bambino”.

Nel 2026, quindi, si dovrà inviare la domanda normalmente come accaduto fino ad oggi. Dall’anno successivo a quello di presentazione della domanda, i genitori interessati dovranno, sempre tramite il servizio online dedicato al bonus asilo nido, solo prenotare le risorse, fornendo i seguenti dati:

  • le mensilità per le quali si richiede il contributo, massimo 11 mesi;
  • la documentazione che prova il pagamento di almeno una retta relativa a uno dei mesi per i quali si richiede il beneficio.

Come specificato dall’INPS, per la prenotazione delle risorse nel caso degli asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, è possibile allegare la documentazione da cui risulti l’iscrizione o l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.

Le stesse regole si applicano anche ai genitori che chiedono il contributo per le forme di supporto presso la propria abitazione per bambini e bambine che non possono frequentare l’asilo nido perché affetti da gravi patologie croniche certificate.

In questo caso sarà necessario specificare l’ulteriore annualità per la quale viene richiesto il bonus e allegare un’attestazione, rilasciata da un pediatra di libera scelta, che dichiari l’impossibilità del bambino a frequentare le strutture educative per la prima infanzia, per l’intero anno solare, a causa di una grave patologia cronica.

Come detto, la semplificazione si applica dal 2026, quindi per quest’anno le famiglie che intendono ottenere il bonus nido devono inviare la domanda secondo le consuete modalità. Dal prossimo potranno direttamente prenotare le risorse.

Il servizio di domanda per il 2026 non è ancora attivo. Al momento, quindi, non è possibile presentare la richiesta. Ad annunciare la data di apertura della finestra per l’invio sarà l’INPS tramite un’apposita comunicazione. Solitamente il via libera alla trasmissione della domanda per il bonus nido arriva tra febbraio e marzo dell’anno di riferimento. Nel 2025 è arrivato a fine marzo.

La domanda deve essere presentata con la relativa documentazione, esclusivamente in modalità telematica utilizzando uno dei seguenti canali:

  • sito dell’INPS, autenticandosi con SPID, CIE o CNS;
  • patronati.

Il servizio online per la presentazione della domanda è raggiungibile dal portale INPS, digitando nel motore di ricerca “bonus nido” e accedendo al servizio “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione”.

Ricordiamo che quest’anno, come specificato dal citato decreto, è possibile ottenere il rimborso delle rette anche per la frequenza di:

  • nidi e micronidi;
  • sezioni primavera;
  • servizi integrativi che concorrono all’educazione e alla cura dei bambini, “segnatamente spazi gioco e servizi educativi in contesti domiciliari, abilitati all’esercizio delle predette attività secondo le rispettive legislazioni regionali”.

Al contrario, il contributo non può essere richiesto per la frequenza di centri per bambini e famiglie, che accolgono bambini e bambine nei primi di mesi di vita con un adulto accompagnatore e per le spese sostenute per servizi diversi da quelli indicati, come servizi ricreativi, servizi pre-scuola, post-scuola, frequenza di centri per bambini e famiglie, che accolgono bambine e bambini dai primi mesi di vita insieme a un adulto accompagnatore.

Tutti gli importi del bonus asilo nido

Le richieste sono accolte secondo l’ordine cronologico e, pertanto, si consiglia di provvedere per tempo ad aggiornare l’ISEE al 2026. Questo perché l’importo spettante viene determinato proprio in base all’indicatore della situazione economica.

Valore del bonus asilo nido 2025ISEE minorenniImporto mensile
3.000 euro Fino a 25.000 euro 272,70 euro per 11 mensilità
2.500 euro Da 25.001 a 40.000 euro 227,20 per 11 mensilità
1.500 euro Da 40.001 136,30 euro per 11 mensilità

Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024 (in famiglie con ISEE sotto i 40.000 euro) l’importo massimo può arrivare a 3.600 euro.

In assenza, ricordiamo, il contributo verrà erogato ratealmente in misura complessiva non superiore a 1.500 euro annui. In caso di successiva presentazione verrà corrisposto l’importo maggiorato, senza però il conguaglio delle mensilità pregresse.

Ricordiamo che dallo scorso anno, la Legge di Bilancio 2025 ha previsto l’esclusione delle somme erogate a titolo di assegno unico dal calcolo dell’ISEE.

Il valore ISEE che, come detto, è necessario per determinare l’importo spettante del bonus nido, non terrà quindi conto delle somme ricevute con l’assegno unico.

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