Bonus centri estivi 2026, si apre la via dei rimborsi alle famiglie

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Bonus centri estivi 2026 alle famiglie: il Fondo stanziato dal Governo potrà essere utilizzato dai comuni anche per il rimborso dei costi, ma le regole specifiche saranno definite a livello locale

Bonus centri estivi 2026, si apre la via dei rimborsi alle famiglie

Possibilità di riconoscere un bonus per i centri estivi alle famiglie, attingendo ai fondi stanziati per le attività socio-educative a favore dei minori per l’anno 2026.

La novità emerge dalle linee guide sulle spese ammissibili al Fondo pubblicate dal Dipartimento per le politiche della famiglia il 30 giugno 2026.

Le indicazioni operative per i comuni ammettono quindi la possibilità di utilizzare le risorse assegnate per riconoscere una quota di rimborso per i costi legati alla frequenza dei centri estivi. A definire il perimetro specifico saranno in ogni caso i regolamenti approvati a livello locale.

Bonus centri estivi 2026, alle famiglie il rimborso dei costi sostenuti

Il Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato le linee guida operative relative al Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori per l’anno 2026.

La misura, introdotta dall’articolo 1, comma 222, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 , mette in campo un finanziamento pari a circa 69 milioni, destinato ai comuni che entro la fine di maggio hanno presentato domanda.

L’obiettivo è il potenziamento dei servizi socio-educativi territoriali, dei centri ricreativi e dei centri estivi per i minori di età compresa tra 0 e 17 anni.

Tra le novità più attese previste dal provvedimento, spicca la possibilità per le amministrazioni locali di erogare rimborsi diretti alle famiglie.

I comuni beneficiari delle risorse statali possono infatti predisporre rimborsi per le spese sostenute dalle famiglie i cui figli abbiano frequentato centri estivi o servizi socio-educativi, sia pubblici che privati.

A definire però le modalità effettive di utilizzo delle risorse saranno le diverse amministrazioni. In sostanza, è verosimile ipotizzare che le regole si differenzieranno a livello territoriale, creando un sistema di bonus a macchia di leopardo.

Per le famiglie diventa quindi centrale monitorare gli albi pretori e i siti istituzionali del proprio territorio, sia per conoscere le opportunità messe in campo che per la successiva erogazione del contributo, ove previsto.

Il pagamento sarà in ogni caso subordinato alla presentazione di una specifica domanda e della documentazione giustificativa (ricevute, fatture, attestazioni di pagamento) definita e richiesta dalle specifiche delibere di Giunta di ciascun Comune.

Non solo bonus centri estivi: tra le spese ammesse anche l’acquisto di beni, servizi e la manutenzione delle strutture

Per l’ammissibilità delle spese e il riconoscimento dei contributi, il Dipartimento ha fissato una crono-tabella fiscale e amministrativa che interesserà in particolare i comuni ammessi al Fondo.

Le iniziative e la frequenza dei centri estivi e delle attività socio-educative per i minori devono essere realizzate inderogabilmente tra il 1º giugno e il 31 dicembre 2026.

I Comuni dovranno assumere gli impegni di spesa entro il 31 dicembre 2026, mentre le relative somme potranno essere effettivamente liquidate entro il 31 luglio 2027.

Oltre ai rimborsi per le famiglie, i comuni possono utilizzare i fondi stanziati per una serie di interventi diretti a potenziare la rete dei servizi territoriali.

Le linee guida sulle spese ammissibili includono l’acquisizione di beni e servizi, i costi per la manutenzione e messa in sicurezza degli spazi dedicati alle attività, a patto che si tratti dei luoghi di effettiva fruizione del servizio, ma anche le spese per la sottoscrizione di protocolli, intese o contratti con enti pubblici e privati per l’affidamento in gestione o la collaborazione economica per gli interventi.

Una serie di costi direttamente collegati all’avvio dei progetti che potrebbero quindi impegnare parte dei fondi assegnati o l’intero importo.

Un punto che rende ancor più centrale monitorare le scelte sull’utilizzo delle risorse territorio per territorio, così da poter conoscere la possibilità o meno di beneficiare di una quota di rimborso delle spese sostenute per la frequenza dei centri estivi.