Bollette, verso un doppio bonus per il 2026. Novità anche per gli ISEE più alti

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Bonus di 90 euro per chi già beneficia dello sconto sulle bollette e nuove agevolazioni per gli ISEE fino a 25.000 euro: la bozza del nuovo decreto, atteso in Consiglio dei Ministri, delinea un doppio binario di misure per contenere i costi dell'energia

Bollette, verso un doppio bonus per il 2026. Novità anche per gli ISEE più alti

Un doppio bonus bollette in arrivo, finalizzato da un lato a prevedere maggiori sostegni per gli utenti più vulnerabili e dall’altro a introdurre un meccanismo facoltativo di agevolazioni per gli ISEE più alti.

La bozza del decreto bollette, atteso in Consiglio dei Ministri la prossima settimana dopo mesi di annunci, delinea un nuovo quadro di incentivi per contenere i costi dell’energia.

Si va verso una strategia di supporto differenziata, potenziando il bonus sociale sulle bollette ed estendendo la platea di contribuenti destinatari degli sconti sui consumi di luce e gas.

Bonus bollette, 90 euro in più nel 2026 per gli ISEE fino a 9.796 euro

Annunciato a dicembre, e poi rimasto in standby per questioni di copertura, il nuovo decreto per affrontare il tema dei costi dell’energia per famiglie e imprese si appresta ad approdare al tavolo del Consiglio dei Ministri.

Ad annunciarlo è stata la Premier Meloni il 12 febbraio 2026, prima del vertice UE sulla competitività tenutosi in Belgio. Il tema è noto: affrontare la questione dei prezzi, non solo per le famiglie ma anche per le imprese, e sul primo cluster di destinatari degli interventi si va verso una duplice novità.

In primis si punta a potenziare il bonus bollette già in vigore che, si ricorda, nel 2026 è indirizzato ai titolari di ISEE fino a 9.796 euro. La bozza del decreto energia in circolazione prevede lo stanziamento di risorse aggiuntive pari a 315 milioni di euro, destinate ad aumentare il valore degli sconti sulle bollette.

L’obiettivo è riconoscere un contributo straordinario di 90 euro sui consumi relativi alle forniture di energia elettrica, i cui criteri di riconoscimento saranno in ogni caso riconosciuti dall’ARERA.

Lo sconto extra andrebbe quindi ad affiancarsi al bonus già vigente sui consumi elettrici, che vanno da 146 euro a 204 euro circa sulla base della situazione familiare del beneficiario.

Un bonus facoltativo anche per gli ISEE fino a 25.000 euro

Al potenziamento del bonus sociale si affianca la novità che interesserebbe i contribuenti esclusi ad oggi dalla platea dei destinatari degli sconti, finalizzata anche a superare la questione relativa al venir meno del contributo extra di 250 euro introdotto lo scorso anno.

La bozza del decreto energia prevede per il 2026 e per il 2027 la possibilità per i venditori di energia elettrica di riconoscere ai clienti domestici residenti, non titolari di bonus sociale e con ISEE fino a 25.000 euro, un contributo straordinario a copertura dei costi.

L’agevolazione è vincolata a consumi contenuti, definiti in massimo 0,5 MWh per il primo bimestre dell’anno e meno di 3 MWh totali nei dodici mesi precedenti.

Il valore economico dello sconto verrebbe determinato sulla base dalla componente PE (prezzo energia) riferita ai costi di acquisto dell’energia stabiliti dall’ARERA.

A differenza del bonus sociale elettrico tradizionale, che viene riconosciuto automaticamente a tutti gli aventi diritto, il contributo per i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro si baserebbe su un’adesione volontaria da parte dei fornitori di energia.

Sulla base di quanto previsto ad oggi dal testo a disposizione, i venditori di energia elettrica non sarebbero obbligati per legge a erogare questo specifico sconto, ma avranno la facoltà o meno di aderirvi.

Per stimolare la partecipazione dei fornitori, il decreto prevede un meccanismo incentivante in ottica commerciale: l’ARERA rilascerà un’attestazione di adesione, che potrà essere utilizzata dalle aziende come leva di marketing e reputazione commerciale, qualificando l’operatore come aderente ai protocolli di sostegno alle famiglie.

Un incentivo la cui portata è tutta da definire e che, qualora confermato dal decreto atteso al tavolo del Consiglio dei Ministri, chiamerebbe in campo direttamente i venditori, per valutare le strategie commerciali da adottare per agevolare i propri clienti, attuali e potenziali.

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