Bonus assunzioni donne svantaggiate: i settori tutelati per il 2026

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

In quali settori si potrà applicare bonus donne per il 2026? L’esonero contributivo spetta per l’assunzione di lavoratrici svantaggiate in attività con elevato gender gap

Bonus assunzioni donne svantaggiate: i settori tutelati per il 2026

In quali settori e professioni sarà possibile applicare l’esonero contributivo previsto dal bonus assunzione donne in condizioni svantaggiate per il 2026?

Come ogni anno, gli ambiti in cui sarà possibile beneficiarne sono stati individuati dall’apposito decreto del Ministero del Lavoro.

Gli incentivi spettano ai datori di lavoro che assumono lavoratrici svantaggiate che operano in settori con un gender gap, cioè una disparità di genere, superiore al 25 per cento.

Anche nel 2026 il settore con il gender gap maggiore si conferma quello delle costruzioni con un tasso di disparità dell’80,2 per cento.

Bonus assunzioni donne svantaggiate: i settori tutelati per il 2026

Arriva anche per il 2026 il documento di prassi del Ministero del Lavoro che individua i settori e le professioni caratterizzate da un elevato gender gap ai fini dell’applicazione del bonus per l’assunzione di donne in condizioni svantaggiate.

Il decreto n. 3975/2025 individua settori e professioni interessati sulla base delle elaborazioni effettuate dall’ISTAT in relazione al tasso di disparità medio del 2024, pari al 9,3 per cento.

L’incentivo in questione è quello previsto dai commi da 8 a 11 dell’articolo 4, della Legge Fornero. L’agevolazione mira a favorire l’assunzione di lavoratrici svantaggiate che vengono impiegate in settori caratterizzati da una disparità di genere superiore al 25 per cento (Regolamento UE n. 651/2014 art. 2, punto 4, lett. f).

I settori privati in cui sarà possibile assumere lavoratrici svantaggiate beneficiando dell’esonero contributivo sono:

  • agricoltura;
  • industria;
  • servizi.

Come mostrano i dati contenuti nella prima tabella allegata al decreto, il settore con il tasso di disparità di genere maggiore continua ad essere quello delle costruzioni (80,2 per cento), seguito da quello dell’industria estrattiva. Il divario minore, invece, si ritrova nei servizi della Pubblica Amministrazione e nelle attività culturali, sportive e di intrattenimento.

SEZIONI ATECO 2007 Percentuale Maschi Percentuali Femmine Tasso di disparità
Agricoltura 74,9 25,1 49,8
Industria
Costruzioni 90,1 9,9 80,2
Ind. estrattiva 86,2 13,8 72,4
Acqua e gestione rifiuti 82,9 17,1 65,7
Ind. manifatturiera 72 28 44
Ind. energetica 71,7 28,3 43,4
Servizi
Trasporto e magazzinaggio 78,2 21,8 56,4
Informazione e comunicazione 67,6 32,4 35,2
Servizi generali della PA 64,4 35,6 28,8
Attività culturali, sportive e di intrattenimento 55,9 44,1 11,7
Totale 54,7 45,3 9,3

Per quanto riguarda le professioni, invece, il gender gap più ampio si riscontra tra gli artigiani e gli operai metalmeccanici specializzati e installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche (96 per cento), una professione quasi completamente al maschile.

Di seguito la tabella completa allegata al decreto.

Ministero del Lavoro - Decreto del 31 dicembre 2025
Settori e professioni caratterizzati da tasso di disparità uomo donna

Bonus assunzione donne 2026: come funziona l’incentivo all’assunzione della legge fornero

In linea generale il bonus donne previsto dalla legge n. 92/2012, si applica per l’assunzione di lavoratrici in diverse condizioni di svantaggio.

Non sono previsti limiti di età, gli unici requisiti per potere beneficiare dell’agevolazione sono i seguenti:

  • assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenza in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea;
  • assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni senza limiti di residenza;
  • assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e attività lavorativa in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere.

L’esonero contributivo si applica anche per le assunzioni di donne con almeno 50 anni d’età e disoccupate da più di un anno.

Il decreto del Ministero del Lavoro definisce appunto la platea di lavoratrici individuate all’ultimo punto, quello relativo alle donne impiegate in settori con elevato gender gap.

L’esonero ha una durata di:

  • 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato o trasformazione da determinato;
  • 12 mesi per le assunzioni a tempo determinato.

La riduzione contributiva è pari al 50 per cento.

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