Rischio restituzione per il bonus 200 euro

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Bonus 200 euro: l'INPS chiarisce in quali casi l'Istituto potrà procedere al recupero dell'agevolazione.

Rischio restituzione per il bonus 200 euro

Restituzione Bonus 200 euro: in alcuni casi l’INPS può procedere al recupero dell’agevolazione erogata.

Il contributo verrà concesso dall’Istituto provvisoriamente. Il diritto al pagamento sarà effettivamente riconosciuto dopo le apposite verifiche.

I controlli INPS successivi all’erogazione dell’indennità una tantum riguarderanno, nello specifico, il superamento del limite di 35.000 euro in relazione al reddito percepito nel 2021. Un ulteriore aspetto che sarà preso in considerazione è anche quello dei controlli sulle pensioni percepite.

Nell’ipotesi in cui il trattamento che dà diritto a ricevere l’indennità venga revocato oppure viene meno la sussistenza di tale diritto, anche a prescindere dal reddito, il bonus percepito deve essere restituito.

Il recupero sarà effettuato secondo le modalità stabilite nella circolare numero 47/2018.

Bonus 200 euro a rischio restituzione: dall’INPS i casi di recupero

Nella circolare n. 73 del 24 giugno 2022 l’INPS ha fornito i dettagli relativi ai beneficiari e ai requisiti per poter usufruire del bonus 200 euro.

In particolare, viene specificato che le indennità erogate dall’Istituto stesso sono concesse solamente in via provvisoria. Questo perché l’INPS si riserva di procedere alle verifiche dei requisiti in un secondo momento e in caso di irregolarità può procedere al recupero delle somme.

Questa possibilità è stata prevista dallo stesso decreto legge che ha istituito il bonus 200 euro, il DL n. 50/2022, ovvero il Decreto Aiuti.

Il comma 5 dell’art. 32, infatti, prevede che:

“l’Ente erogatore procede alla verifica della situazione reddituale e, in caso di somme corrisposte in eccedenza, provvede alla notifica dell’indebito entro l’anno successivo a quello di acquisizione delle informazioni reddituali.”

I soggetti che ricevono i 200 euro del bonus da parte dell’INPS, dunque, non si vedono garantito il diritto. Il consolidamento avviene solamente in seguito all’esito delle verifiche da parte dell’Istituto.

In particolare, nella circolare numero 73 viene sottolineato che oggetto di controllo non sarà solamente il requisito reddituale, massimo 35.000 euro percepiti nel 2021, ma anche i vari trattamenti pensionistici.

I pensionati in possesso dei requisiti, infatti, riceveranno il bonus 200 euro automaticamente nel cedolino di luglio 2022.

Nell’ipotesi in cui la prestazione che ha consentito il riconoscimento del bonus venisse revocata, si perde il diritto a ricevere l’indennità. Lo stesso vale per tutte le circostanze in cui venga accertata successivamente la non sussistenza del diritto, anche a prescindere dal requisito reddituale.


In questi casi l’INPS procederà al recupero diretto dell’indebito secondo i criteri e le modalità specificate nella circolare n. 47/2018.

Bonus 200 euro: verifiche anche per l’indennità erogata dal datore di lavoro

L’INPS effettuerà controlli sui requisiti anche nel caso in cui il bonus 200 euro sia erogato dal datore di lavoro. In questo caso l’indennità verrà erogata nella busta paga del dipendente.

I lavoratori dipendenti, però, potrebbero ricevere il bonus due volte, da due datori di lavoro diversi, nel caso in cui abbiano un doppio contratto.

In questo caso l’Istituto comunicherà a ciascun datore di lavoro interessato la quota dell’indennità attribuita indebitamente, per la restituzione all’INPS e il recupero verso il dipendente. Le istruzioni operative verranno fornite tramite un ulteriore messaggio.

L’importo in questione sarà suddiviso in parti uguali tra i diversi datori di lavoro che hanno erogato l’indennità per lo stesso lavoratore, i quali poi saranno tenuti alla restituzione.

Si ricorda che i lavoratori dipendenti per poter ricevere il bonus 200 euro devono compilare e consegnare al datore di lavoro l’apposita certificazione.

INPS - Circolare n. 73 del 24 giugno 2022
Articoli 31 e 32 del decreto-legge del 17 maggio 2022, n. 50 - Indennità una tantum pari a 200 euro. Istruzioni applicative e contabili. Variazioni al piano dei conti

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