Un anno di agevolazioni per le donne vittime di violenza maschile: assegno di inclusione, bonus bollette e altri sostegni garantiti a prescindere dall'ISEE. In campo 6 milioni di euro con la Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio 2026 introduce un anno di agevolazioni e sostegni economici per le donne vittime di violenza maschile: a prescindere dall’ISEE, coloro che saranno seguite dai centri antiviolenza e dalle case rifugio potranno beneficiare dell’assegno di inclusione, del bonus bollette e di altri aiuti.
Accanto a questa novità per il 2026 e il 2027, nella Manovra c’è anche una iniezione di fondi per il reddito di libertà, più generosa rispetto a quanto previsto in principio, nuovi stanziamenti per il Piano strategico nazionale contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, con sostegni specifici per le strutture e contributi per mettere in campo progetti educativi nelle scuole.
Dall’assegno di inclusione al bonus bollette: nessun limite ISEE per le donne vittime di violenza
Per i prossimi due anni le donne vittime di violenza di genere, destinatarie di interventi di protezione, potranno avere accesso a servizi, strumenti e agevolazioni subordinate all’ISEE, a prescindere dalle loro condizioni economiche.
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente si calcola su base familiare, tenendo conto della composizione del nucleo, e fotografa le condizioni patrimoniali e reddituali dei due anni precedenti.
Di conseguenza, le regole di calcolo dell’ISEE rischiano di essere penalizzanti per le donne vittime di violenza domestica che hanno bisogno di sostegno economico.
In questa direzione negli ultimi anni sono state adottate diverse novità.
Coloro che sono inserite nei programmi di protezione dei centri antiviolenza possono, ad esempio, richiedere l’ISEE per l’accesso alla richiesta di sostegni alla genitorialità e del reddito senza considerare la situazione reddituale dell’altro genitore, nei casi in cui questi sia escluso dalla potestà genitoriale sui figli o sia soggetto a provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare, oppure se sia stata accertata l’estraneità del genitore in termini di rapporti affettivi ed economici.
Allo stesso modo, per l’accesso all’assegno di inclusione chi si trova in un percorso di protezione relativo alla violenza di genere costituisce nucleo ISEE indipendente.
Con le novità della Legge di Bilancio 2026, si fa un passo avanti: a prescindere dalla condizione economica che emerge dal calcolo dell’Indicatore, si potrà richiedere l’assegno di inclusione che è riservato alla famiglie che non superano la soglia dei 10.140 euro, il bonus bollette o l’accesso al Fondo per l’acquisto della prima casa, solo per fare qualche esempio.
Un decreto attuativo, da adottare entro 30 giorni, dovrà stabilire come si tradurrà dalla teoria alla pratica questa agevolazione che può contare su 6 milioni di euro nel 2026 e nel 2027 e dovrà essere garantita alle donne vittime di violenza maschile per i primi dodici mesi successivi alla presa in carico dai centri antiviolenza e dalle case rifugio.
Legge di Bilancio 2026: novità anche per il reddito di libertà
La novità rientra in un pacchetto di interventi sulla violenza di genere che sono stati inseriti nella Manovra 2026 durante l’iter parlamentare.
Dal 2026 cresce anche la dotazione del reddito di libertà, che prevede fino a 500 euro mensili (530 con l’ultimo intervento) per 12 mesi alle donne vittime di violenza in condizioni di povertà legata a uno stato di bisogno straordinario o urgente seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali.
L’incremento della dotazione di 500.000 euro per il 2026 e di 4 milioni a partire dal 2027, nella versione rivista della Legge di Bilancio, è passato a:
- 5,5 milioni di euro per l’anno 2026;
- 9 milioni di euro per l’anno 2027;
- 4 milioni di euro annui dal 2028.
Uno dei punti deboli della misura, che pure ha il merito di favorire l’indipendenza economica per favorire la fuoriuscita dalla violenza, è proprio il bacino di risorse previsto ogni anno.
Considerando l’importo più alto, il reddito di libertà è stato garantito a una platea di meno di 2.000 donne, a fronte di quasi 24.000 accolte nei centri antiviolenza, secondo i dati Di.Re. relativi al 2024.
Con questa nuova iniezione di risorse, la platea potenziale di beneficiarie arriva circa a quota 2.600.
| Reddito di libertà | Fondi |
|---|---|
| 2026 | 16,5 milioni di euro |
| 2027 | 16 milioni di euro |
| Dal 2028 | 11 milioni di euro |
E, accanto alle somme da destinare direttamente alle vittime di violenza maschile, la Legge di Bilancio 2026 prevede anche un piano di interventi indiretti con un milione di euro per i prossimi due anni da investire nella realizzazione e nel rafforzamento delle iniziative e delle attività dei centri antiviolenza e delle case rifugio e 7 milioni di euro per il 2026 e il 2027 per progetti educativi da realizzare nelle scuole secondarie di primo e secondo grado sul contrasto alla violenza contro le donne, pari opportunità, consenso, diritto all’integrità fisica e rispetto reciproco.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Dall’assegno di inclusione al bonus bollette, sostegni senza limiti per le donne vittime di violenza