Sanzioni dichiarazione dei redditi tardiva

Giuseppe Guarasci - Dichiarazione dei redditi

Dichiarazione dei redditi tardiva: sanzioni e normativa di riferimento.

Sanzioni dichiarazione dei redditi tardiva

Quali sono le sanzioni da pagare qualora ci si dimentichi di inviare la dichiarazione dei redditi entro il termine di scadenza? Entro quando si può considerare valida, tardiva oppure omessa una dichiarazione dei redditi?

In questo articolo riportiamo brevemente alcuni importanti passaggi della normativa sulle sanzioni tributarie previste in caso di dichiarazione dei redditi tardiva ovvero omessa.

Partiamo da un presupposto fondamentale: la normativa fiscale concede la possibilità di rimediare all’errore ove si rispettino i tempi previsti, versando una sanzione in misura ridotta contestualmente all’invio della dichiarazione entro i 90 giorni dalla scadenza ordinaria, che viene considerata tardiva, ma validamente presentata.

Sanzioni dichiarazione dei redditi tardiva (oltre la scadenza ordinaria ma entro i 90 giorni): il caso della dichiarazione omessa

Se la dichiarazione dei redditi è omessa alla scadenza ordinaria ma viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, essa si considera valida a tutti gli effetti.

Dopo il termine dei 90 giorni la dichiarazione, anche se inviata telematicamente, resta irrimediabilmente omessa.

Poiché per poter utilizzare il ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97) si presuppone che a monte esista una dichiarazione validamente presentata, in questo caso non è possibile ricorrere alla regolarizzazione spontanea.

In particolare, le sanzioni previste variano a seconda delle imposte dovute:

  • sanzioni dal 60% al 120% delle imposte dovute con un minimo di 200 euro;
  • sanzioni da 150 a 500 euro in caso di imposte non dovute.

Attenzione: in quest’ultimo caso non è prevista l’applicazione del ravvedimento operoso.

Le sanzioni da pagare in caso di dichiarazione dei redditi inviata in ritardo ma entro i 90 giorni dalla scadenza

In generale, le sanzioni previste per la dichiarazione tardivamente presentata nel termine di 90 giorni sono particolarmente contenute: la lettera c) del comma 1 dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97 prevede che in questo caso, la sanzione venga ridotta ad 1/10 del minimo.

In pratica, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione comporta il versamento della sanzione ridotta a 25 euro.

Ove, invece, emergano imposte dovute, è necessario ravvedere anche i versamenti non effettuati.

Attenzione: come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare numero 42/E del 2016 la sanzione ridotta di 25 euro deve intendersi per singola dichiarazione. In altre parole, ove il contribuente considerato si sia dimenticato di inviare la dichiarazione modello redditi e la dichiarazione Irap, la sanzione applicabile sarà pari ad euro 50 (25 per singola dichiarazione) in caso di invio entro i 90 giorni successivi alla scadenza.

L’anno di riferimento da indicare nel modello F24

La sanzione legata all’invio della dichiarazione tardiva deve essere versata mediante il modello F24 indicando il codice tributo 8911.

L’invio di una dichiarazione tardiva pone il problema di individuare l’anno di riferimento da indicare sul modello F24 relativo al versamento della sanzione.

Le soluzioni possibili sono due:

  • indicare l’anno in cui è stata commessa la violazione;
  • indicare il periodo d’imposta di riferimento della dichiarazione tardivamente presentata.

Il dubbio nasce in quanto dalle istruzioni presenti sul sito delle Entrate, si dice che il riferimento da indicare deve essere l’anno di imposta in cui si effettua il pagamento, ma questa indicazione è in contrasto con altre indicazioni, che vanno forse più correttamente in senso contrario, richiedendo di indicare il periodo nel quale è stata commessa la violazione.

Di conseguenza, se la dichiarazione dei redditi 2017 viene inviata in ritardo rispetto al termine di scadenza ordinario (31 ottobre) si dovrà indicare come anno di riferimento il 2017 e codice tributo 8911.