Reddito di cittadinanza per massimo 7 mesi: le novità della Legge di Bilancio 2023

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

I beneficiari occupabili del reddito di cittadinanza potranno riceverlo per massimo 7 mensilità durante il prossimo anno. Il limite previsto dal disegno della Legge di Bilancio 2023 scende da 8 a 7. Lo annuncia alla Camera il Ministro dell'Economia

Reddito di cittadinanza per massimo 7 mesi: le novità della Legge di Bilancio 2023

In arrivo altre novità per il reddito di cittadinanza, i percettori occupabili potranno riceverlo solamente per un massimo di 7 mensilità.

Un mese in meno, dunque, rispetto a quanto previsto in precedenza. Lo conferma il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante l’intervento del 18 dicembre 2022 presso la Commissione Bilancio della Camera.

Nel 2023 il sostegno sarà mantenuto per i soggetti più fragili, come anziani e disabili, comprese le famiglie con minori a carico, anche se i genitori risultano occupabili.

I percettori del reddito di cittadinanza dovranno intraprendere obbligatoriamente dei percorsi di formazione o riqualificazione professionale per 6 mesi così da favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.

Per i datori di lavoro che li assumono a tempo indeterminato è previsto un aumento dell’esonero contributivo da 6.000 a 8.000 euro annui.

Reddito di cittadinanza per massimo 7 mesi: le novità della Legge di Bilancio 2023

Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto il 18 dicembre 2022 sulla Legge di Bilancio 2023 presso la Commissione Bilancio della Camera.

Tra i temi affrontati quello del reddito di cittadinanza. Una importante novità riguarda il nuovo limite massimo di mensilità per cui i beneficiari possono ricevere il sussidio, il quale scende da 8 a 7.

Il disegno della Legge di Bilancio 2023, infatti, prevede l’abolizione del sussidio dal 2024 e, per il prossimo anno, l’erogazione ridotta ad un limite massimo di mensilità al posto delle 18 e rinnovabili attuali.

La misura, come specificato nel testo della Manovra, riguarda in particolare i soggetti occupabili, cioè le persone tra i 18 e i 59 anni in grado di lavorare.

Come sottolineato anche dalla Ministra del Lavoro, infatti, il sussidio sarà mantenuto per i soggetti più fragili, come gli anziani e i disabili, compresi i nuclei familiari con minori, anche se i genitori sono in condizioni di occupabilità.

“Mi sento di ribadire che non vi è alcuna intenzione, da parte del Ministero o del Governo, di sottrarre tutele a chi non è nelle condizioni oggi di poter lavorare.”

La misura sarà abolita a partire dal 2024 per fare spazio a nuovi strumenti di sostegno alla povertà e che promuovano l’inclusione lavorativa.

Intanto, per il 2023, i percettori occupabili potranno beneficiare del reddito di cittadinanza per massimo 7 mesi anziché 8.

Reddito di cittadinanza: obbligo di formazione e bonus assunzione

Per quest’anno di transizione la Legge di Bilancio 2023 prevede anche altre novità per i beneficiari del reddito di cittadinanza, a partire dall’obbligo di formazione.

I percettori del sussidio, infatti, saranno tenuti a seguire un percorso di riqualificazione professionale per 6 mesi per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro.

In caso di mancata frequenza al programma di formazione assegnato, il beneficiario del reddito di cittadinanza perderà il diritto alla prestazione.

Il sussidio sarà revocato anche in caso di rifiuto della prima offerta di lavoro congrua ricevuta. Al momento i percettori perdono l’agevolazione al secondo rifiuto.

Per favorire l’inserimento lavorativo, la percezione del reddito di cittadinanza sarà compatibile, entro il limite di 3.000 euro, anche con il lavoro stagionale o intermittente.

Inoltre, come annunciato dal Ministro Giorgetti, è previsto un aumento dell’esonero contributivo in favore dei datori di lavoro che assumono i percettori del reddito di cittadinanza:

“si aumenta da seimila e ottomila euro la soglia massima per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a favore di datori di lavoro che assumono dal primo gennaio al 31 dicembre 2023 con contratto a tempo indeterminato i beneficiari del reddito di cittadinanza.”

I datori di lavoro, dunque, potranno ricevere uno sgravio sui contributi di 8.000 euro anziché di 6.000 per ogni assunzione a tempo indeterminato effettuata nel 2023.

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