Arriva il primo via libera al nuovo permesso unico per soggiorno e lavoro. Come cambiano le regole
In arrivo la nuova procedura unica per il rilascio del permesso di soggiorno e di lavoro.
Nella riunione di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto che attua le disposizioni europee per i cittadini di Paesi terzi che soggiornano e lavorano nel territorio di uno Stato membro.
Si prevede l’introduzione di una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso di soggiorno e di lavoro.
Dai tempi per la domanda agli obblighi di trasparenza, tutte le novità in arrivo.
Permesso unico soggiorno e lavoro: come cambiano le procedure
Novità in arrivo per la domanda di permesso di soggiorno e lavoro: si va verso una procedura unica.
A prevedere l’intervento è il nuovo decreto legislativo approvato in esame preliminare nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri del 20 gennaio.
Il provvedimento attua le disposizioni della direttiva UE 2024/1233 che disciplina una procedura unica di domanda per il rilascio di un “permesso unico” che possa consentire ai cittadini di Paesi non comunitari di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro. Il documento prevede anche un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno stato membro con l’obiettivo di uniformare le procedure amministrative.
Una delle principali novità introdotte dal decreto è la semplificazione dell’iter amministrativo per la domanda. La nuova procedura per ottenere il permesso unico prevede un limite massimo di 90 giorni per la conclusione della procedura di rilascio, salvo casi eccezionali.
Una previsione che mira a ridurre i tempi amministrativi e a rendere più prevedibile l’esito del procedimento per chi lo richiede.
Permesso unico soggiorno e lavoro: le altre novità in arrivo
Tra le principali novità del decreto, si legge inoltre nel comunicato stampa rilasciato a margine del CdM, c’è l’introduzione di un obbligo di trasparenza per il datore di lavoro.
Questo sarà tenuto ad informare tempestivamente il lavoratore straniero in merito ad ogni comunicazione relativa al nulla osta, ad esempio un avviso ricevuto dalle autorità competenti.
Un adempimento finalizzato a garantire a lavoratori e lavoratrici coinvolte nella procedura la piena consapevolezza sull’andamento della procedura.
Il provvedimento introduce anche disposizioni relative alle fasi successive alla domanda di nulla osta. Nello specifico, viene garantita una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro per cui i cittadini non comunitari titolari del permesso unico potranno cambiare datore di lavoro durante il periodo di validità del titolo, dopo averlo notificato alle autorità competenti.
Inoltre, nel caso in cui l’interessato perda il lavoro, e si trovi quindi in stato di disoccupazione, il permesso non verrà subito revocato. Si prevede, infatti, un periodo minimo di 3 mesi nel quale è consentito ai cittadini con permesso unico di rimanere in Italia per cercare un nuovo lavoro.
In questo modo, si mira a rafforzare le tutele contro lo sfruttamento lavorativo e favorendo l’integrazione regolare.
Per l’ufficialità delle novità e la loro operatività si attende la conclusione dell’iter di approvazione del decreto legislativo.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Permesso unico per soggiorno e lavoro: come cambiano le procedure