Commercialisti: il divieto di lavorare nella PA vale anche per i pensionati iscritti alla CNPDAC

Francesco Rodorigo - Commercialisti ed esperti contabili

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con il pronto ordini n. 188 del 4 novembre 2022, chiarisce come anche per i pensionati iscritti alla cassa dei commercialisti valga il divieto di assumere cariche e incarichi nella Pubblica Amministrazione. L'unica eccezione concessa è per i lavori svolti a titolo gratuito.

Commercialisti: il divieto di lavorare nella PA vale anche per i pensionati iscritti alla CNPDAC

Commercialisti, i pensionati iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti (CNPDAC) non possono lavorare nella PA.

I chiarimenti arrivano dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili tramite il pronto ordini n. 188 del 4 novembre 2022.

La disciplina di riferimento è il DL n. 95/2012, il quale ha introdotto il divieto per le amministrazioni pubbliche di conferire incarichi e cariche a pensionati, già lavoratori pubblici o privati.

Un successivo intervento interpretativo del Dipartimento della Funzione Pubblica ha determinato che quanto stabilito da tale legge debba essere applicato anche ai professionisti in pensione presso enti privati di previdenza obbligatoria, compresi i commercialisti.

Commercialisti: il divieto di lavorare nella PA vale anche per i pensionati iscritti alla CNPDAC

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), nel pronto ordini n. 188 del 4 novembre 2022, risponde ad una domanda circa la possibilità per gli ex-commercialisti ora in pensione di assumere cariche o incarichi nella Pubblica Amministrazione.

In particolare, si fa riferimento ai professionisti titolari del trattamento pensionistico erogato dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti, la CNPADC.

Il Consiglio ricorda che la disciplina di riferimento in materia è fornita dall’art. 5, comma 9 del DL n. 95/2012. Questo ha introdotto per le Amministrazioni Pubbliche il divieto di conferire a pensionati, già lavoratori pubblici o privati:

  • incarichi direttivi o dirigenziali;
  • cariche in organi di governo;
  • incarichi di studio o consulenza.

L’unica eccezione è rappresentata dalla possibilità per i pensionati di assumere tali cariche a titolo gratuito (con il limite di un anno per gli incarichi direttivi e dirigenziali).

“Gli incarichi, le cariche e le collaborazioni di cui ai periodi precedenti sono comunque consentiti a titolo gratuito. Per i soli incarichi dirigenziali e direttivi, ferma restando la gratuità, la durata non può essere superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione.”

Commercialisti: i professionisti in pensione iscritti alle casse private non possono lavorare nella PA

La norma ha subito diversi interventi di modifica. Uno su tutti quello relativo all’individuazione dei possibili soggetti abilitati a lavorare nella Pubblica Amministrazione.

Questa, infatti, è stata modificata (dal DL n. 90/2014) in modo da includere nel divieto non solo i pensionati lavoratori pubblici ma anche quelli privati.

Come sottolineato dalla Corte dei Conti, la norma comprende tutti i lavoratori, sia dipendenti sia autonomi, a prescindere dall’attività lavorativa svolta prima di andare in pensione.

“L’uso del termine “lavoratori” e non “dipendenti” va interpretato proprio al fine di comprendere tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi, a prescindere dall’attività lavorativa svolta prima di essere collocati in quiescenza.”

Questo, dunque, l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza. È stato confermato anche di recente nel parere del 18 dicembre 2020 del Dipartimento della Funzione Pubblica, il quale ha evidenziato che quanto disposto dall’articolo 5 del DL n. 95/2012 si applica anche a tutti i professionisti in pensione presso enti di previdenza obbligatoria.

“La norma si riferisce alla categoria dei “lavoratori” ricomprendendo sia dipendenti sia autonomi a prescindere dall’attività lavorativa svolta. A tali soggetti possono essere attribuiti incarichi di studio, consulenza, direttivi, dirigenziali, o cariche in organi di governo, ferma restando la gratuità.”

Pertanto, specifica il Consiglio, la norma in questione si riferisce anche ai lavoratori autonomi in pensione presso enti privati di previdenza obbligatoria come la CNPADC.

I commercialisti in pensione e iscritti alla relativa cassa di previdenza privata, dunque, non possono assumere cariche o incarichi presso la Pubblica Amministrazione, a meno che non lo facciano a titolo gratuito.

CNDCEC - Pronto ordini n. 188 del 4 novembre 2022
Pubbliche Amministrazioni - Divieto di conferimento di cariche e incarichi a pensionati

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