Come diventare commercialista: laurea, tirocinio ed esame di Stato

Redazione - Commercialisti ed esperti contabili

Come diventare commercialista: ecco il complesso iter per abilitarsi tra laurea, tirocinio ed esame di stato.

Come diventare commercialista: laurea, tirocinio ed esame di Stato

Diventare commercialista è uno dei possibili sbocchi professionali per chi ha studiato economia, è appassionato di fisco e contabilità e sogna di diventare un Dottore Commercialista.

Il commercialista è un professionista che svolge un’attività di consulenza in ambito commerciale, fiscale, societario e del lavoro e gestisce una serie di attività quali la tenuta della contabilità, la predisposizione del bilancio di esercizio e della dichiarazione dei redditi, la redazione dei libri contabili e del libro unico del lavoro (LUL) lo svolgimento di perizie tecniche, ispezioni e revisioni amministrative.

Negli ultimi anni la professione di commercialista si è fortemente evoluta grazie al digitale. La gestione telematica degli adempimenti, infatti, è pressoché totale ormai. Di conseguenza, un dottore commercialista oggi deve possedere solide conoscenze anche di informatica.

Per diventare dottore commercialista è necessario rispettare alcuni step che vi riepiloghiamo in questa semplice ma utile guida su come diventare commercialista.

Come diventare commercialista: la laurea

Per diventare commercialista bisogna scegliere una laurea specifica con indirizzo in discipline economiche.

È necessario ai fini dell’iscrizione all’albo di Dottori Commercialisti, sezione A, la laurea magistrale o specialistica in economia.

Dal 1° gennaio 2008 non è più possiblie iscriversi al registro dei praticanti dottori commercialisti con una laurea in Giurisprudenza o in Scienze politiche, ma è necessario possedere:

  • laurea in economia (vecchio ordinamento);
  • laurea specialistica in scienze dell’Economia;
  • laurea specialistica in scienze economico-aziendali;
  • laurea magistrale in scenze dell’economia;
  • laurea magistrale in scenze economico-aziendali.

Come diventare commercialista: il tirocinio

Conseguita la laurea magistrale in economia, occorre poi svolgere un periodo di tirocinio di 18 mesi presso uno studio professionale di un dottore commercialista o esperto contabile che sia iscritto all’albo da almeno 5 anni.

Tale periodo non coincide con quello necessario per diventare revisore legale dei conti, la cui durata prevista rimane di 36 mesi. Ovviamente l’aspirante dottore commercialista può svolgere il tirocinio presso un professionista che abbia entrambi i titoli - commercialista e revisore - considerando:

  • che i primi 18 mesi danno titolo per sostenere l’esame di stato da commercialista;
  • che per abilitarsi come revisore legale occorre successivamente svolgere altri 18 mesi di pratica obbligatoria, per un totale complessivo pari a 36 mesi.

Il tirocinio è un requisito necessario richiesto per poter fare poi la domanda di ammissione all’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione di Dottore Commercialista (o di Esperto Contabile nel caso in cui si sia in possesso di laurea triennale e non di laurea specialistica).

L’aspirante commercialista può decidere di inziare il tirocinio contestualmente allo svolgimento della laurea magistrale, oppure svolgere una parte del tirocinio non superiore a 6 mesi in un Paese estero.

Il tirocinio da commercialista inizia con l’iscrizione al registro dei tirocinanti, che attulamente è suddiviso in due sezioni:

  • Sezione A -“Tirocinanti Dottori Commercialisti”, per coloro che hanno conseguito una laurea specialistica o magistrale;
  • Sezione B - “Tirocinanti Esperti Contabili”, per coloro che hanno conseguito la laurea triennale.

Come diventare commercialista: le materie da studiare per l’esame di Stato

Concluso il tirocinio, occorre superare l’esame di Stato che prevede tre prove scritte ed una prova orale.

Le prime due prove scritte vertono su alcune materie specifiche della professione del commercialista quali contabilità d’impresa, revisione aziendale, finanza aziendale, diritto privato, diritto commerciale, diritto tributario. La terza prova scritta ha un taglio pratico e consiste in un’esercitazione ovvero nella redazione di atti relativi al contenzioso tributario.

L’esame orale, invece, consiste in un colloquio davanti a una commissione di esperti e verte sulle materie affrontate nelle tre prove scritte ed eventualmente su altre discipline come economia, matematica, legislazione e deontologia professionale.

Ecco nel dettaglio le materie da studiare per l’esame di Stato per diventare dottore commercialista:

  • prima prova scritta (sono esentati coloro che provengono dalla sez. B dell’Albo):
    • Ragioneria generale e applicata;
    • revisione aziendale;
    • tecnica industriale e commerciale;
    • tecnica bancaria;
    • tecnica professionale;
    • finanza aziendale.
  • Seconda prova scritta:
    • diritto privato;
    • diritto commerciale;
    • diritto fallimentare;
    • diritto tributario;
    • diritto del lavoro e della previdenza sociale;
    • diritto processuale civile.
  • Terza prova (a contenuto pratico): esercitazione sulle materie previste per la prima prova scritta, ovvero redazione di atti relativi al contenzioso tributario.
  • Prova orale:
    • materie oggetto delle prove scritte;
    • informatica;
    • sistemi informativi;
    • economia;
    • politica economica;
    • matematica e statistica;
    • legislazione e deontologia professionale.

Dettaglio materie da studiare per diventare esperto contabile ed iscriversi alla sezione B dell’albo:

  • Prima prova scritta:
    • Contabilità generale;
    • Contabilità analitica e di gestione;
    • Disciplina dei bilanci di esercizio e consolidati;
    • Controllo della contabilità e dei bilanci.
  • Seconda prova scritta:
    • Diritto civile e commerciale;
    • Diritto fallimentare;
    • Diritto tributario;
    • Diritto del lavoro e della previdenza sociale;
    • Sistemi di informazione e informatica;
    • Economia politica e aziendale;
    • Principi fondamentali di gestione finanziaria, matematica e statistica.
  • Terza prova (a contenuto pratico): esercitazione sulle materie previste per la prima prova scritta.
  • Prova orale sulle materie oggetto delle prove scritte e questioni teorico-pratiche relative alle attività svolte durante il tirocinio, legislazione e deontologia professionale.

Esonero dalla prima prova per diventare dottore commercialista o esperto contabile

L’esonero dalla prima prova dell’esame di Stato per l’Accesso alla sezione A dell’Albo (Dottori Commercialisti) o alla sezione B dell’Albo (Esperti Contabili) può essere concesso esclusivamente a coloro che hanno conseguito un titolo di studio all’esito di uno dei corsi di laurea realizzati sulla base delle convenzioni tra Ordini territoriali e Università.

Per usufruire di tale agevolazione i candidati dovranno consegnare all’ufficio Esami di Stato, unitamente alla domanda di iscrizione all’esame, apposita istanza in cui si attesti il possesso dei requisiti. L’Università in cui si è deciso di svolgere l’esame provvederà d’ufficio alla verifica dei medesimi.

Come diventare commercialista o esperto contabile: iscrizione all’albo e Partita Iva

Superato l’esame di Stato, per diventare effettivamente commercialista bisogna iscriversi nell’albo Sezione A che è quello specifico per i dottori commercialisti.

Contestualmente all’iscrizione occorre altresì aprire una Partita Iva con codice Ateco:

  • 692011 - Servizi forniti da dottori commercialisti (per gli iscritti alla sezione A);
  • 692013 - Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi (per gli iscritti alla sezione B).

La classificazione Ateco prevede anche il codice Ateco 692012, rubricato “Servizi forniti da ragionieri e periti commerciali”. Tale codice potrebbe considerarsi equivalente al 692013, tuttavia il codice 692012 si riferisce ad una figura professionale - quella dei ragionieri - che dal 2008 è stata assorbita nella sezione A e per la quale non esiste più un esame di stato specifico. L’albo si divide infatti in dottori commercialisti (sezione A) ed esperti contabili (sezione B).

Due casse di previdenza per lo stesso albo

Uno dei grandi paradossi sorti dopo l’unificazione degli albi di dottori e ragionieri commercialisti è quello della previdenza.

Ancora oggi, dopo più di dieci anni dall’unificazione, sono ancora due le casse di previdenza cui devono fare riferimento i professionisti abilitati alla professione di commercialista ed esperto contabile.

Ad oggi, infatti, i neo abilitati devono iscriversi:

L’anzianità contributiva dell’aspirante dottore commercialista o esperto contabile può essere incrementata già durante il tirocinio di abilitazione mediante l’istituto della preiscrizione. Attenzione però: in caso di apertura della partita IVA già durante il periodo di tirocinio, la preiscrizione medesima non esonera il tirocinante/titolare di partita IVA al versamento dei contributi alla gestione separata INPS professionisti senza cassa.

La formazione professionale continua dei dottori commercialisti e degli esperti contabili

Fondamentale poi la formazione professionale continua: i dottori commercialisti e gli esperti contabili devono seguire dei corsi di aggiornamento professionale e conseguire almeno 90 crediti nel corso di ogni triennio, con minimo 20 crediti l’anno di cui almeno 3 crediti formativi devono riguardare l’ordinamento, la deontologia, le tariffe e organizzazione dello studio professionale.

Il regolamento di riferimento è stato modificato dalla delibera del Consiglio Nazionale dello scorso 18 dicembre 2017, con entrata in vigore delle nuove norme con competenza successiva al 1° gennaio 2018.

Qual è la differenza tra commercialista ed esperto contabile?

Molti studenti e aspiranti commercialisti si chiedono quale sia la differenza sostanziale tra diventare dottore commercialista o esperto contabile.

Per ciò che attiene l’ordinaria gestione contabile, fiscale e del lavoro non ci sono differenze. Per queste attività, in effetti, non esistono “esclusive”.

Ad oggi le uniche attività che sono precluse agli esperti contabili rispetto ai fratelli maggiori commercialisti sono le seguenti:

  • il trasferimento delle quote societarie;
  • la rappresentanza presso le commissioni tributarie;
  • l’attività di revisione contabile delle società di capitali, salvo che il soggetto considerato non sia contemporaneamente revisore legale dei conti.