La Legge di Bilancio 2026 prevede un nuovo esonero contributivo per favorire l'occupazione femminile, in particolare delle lavoratrici con figli
Un esonero contributivo per 2 anni per i datori di lavoro che assumono lavoratrici madri.
Questa in sintesi la nuova agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 con l’obiettivo di sostenere l’occupazione femminile.
Per le nuove assunzioni e trasformazioni in tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio i datori di lavoro possono ottenere uno sconto di 8.000 euro annui sulla contribuzione previdenziale dovuta.
Bonus assunzione donne: come funziona il nuovo esonero della Legge di Bilancio 2026
Da quest’anno arriva un nuovo esonero contributivo parziale per chi assume giovani, donne e nelle aree della ZES unica.
La Legge di Bilancio 2026 non ha riproposto le agevolazioni introdotte dal decreto Coesione e in vigore fino al 31 dicembre 2025 ma ne ha introdotte di nuove, sempre in favore delle stesse categorie.
A queste si aggiunge però anche un’altra novità, ovvero il nuovo esonero contributivo in favore dei datori di lavoro che assumono donne, in particolare quelle con figli.
La legge n. 199/2025, all’articolo 1, comma 210, introduce il nuovo esonero contributivo per i datori di lavoro che assumono lavoratrici madri di almeno 3 figli.
Nello specifico, l’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro che, a partire dal 1° gennaio 2026, assumono donne:
- madri di almeno 3 figli con meno di 18 anni;
- prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
In questi casi, i datori di lavoro possono ottenere un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, nel limite massimo di 8.000 euro annui, riparametrato e applicato su base mensile.
Sono esclusi premi e contributi dovuti all’INAIL, mentre resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Quanto dura l’esonero?
La durata massima dell’esonero varia da uno a due anni e dipende dal tipo di contratto con cui viene assunta la lavoratrice interessata:
- 12 mesi se assunta con contratto di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione;
- 18 mesi se il contratto è trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato;
- 24 mesi se assunta con contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Il nuovo esonero non può essere applicato ai rapporti di lavoro domestico е ai rapporti di apprendistato. Inoltre, non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, come ad esempio il bonus donne menzionato in precedenza, mentre è compatibile con la maxi deduzione del costo del lavoro.
La novità sarà una misura strutturale, sono infatti agevolate le assunzioni a partire dal 1° gennaio 2026, senza una data di scadenza come accade invece per i bonus giovani, donne e Zes. La Manovra stanzia:
- 5,7 milioni di euro per il 2026;
- 18,3 milioni di euro per il 2027;
- 24,7 milioni di euro per il 2028;
- 25,3 milioni di euro per il 2029;
- 25,9 milioni di euro per il 2030;
- 26,5 milioni di euro per il 2031;
- 27 milioni di euro per il 2032;
- 27,6 milioni di euro per il 2033;
- 28,2 milioni di euro per il 2034;
- 28,9 milioni di euro annui a partire dal 2035.
L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa fornendo i risultati dell’attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Se dall’attività di monitoraggio emerge, anche in via prospettica, il raggiungimento del limite di spesa, l’INPS non procede all’accoglimento delle ulteriori comunicazioni per l’accesso all’esonero contributivo.
Per i dettagli sarà necessario attendere la pubblicazione delle istruzioni operative.
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