Assegno unico INPS per i figli a carico: requisiti, domanda, importo e pagamenti per il 2024

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

L'assegno unico e universale è la prestazione erogata dall’INPS in favore delle famiglie con figli a carico. Il focus sulle novità per il 2024 e la guida per ricevere l'importo, dai requisiti alle maggiorazioni previste, fino alle date di pagamento. La mensilità di febbraio arriverà il 16, il 19 e il 20 del mese

Assegno unico INPS per i figli a carico: requisiti, domanda, importo e pagamenti per il 2024

L’assegno unico e universale per i figli a carico rappresenta la principale misura a sostegno della genitorialità in Italia. Previsto dal Dlgs n. 230/2021, è in vigore da marzo 2022, cioè da quando ha preso il posto degli ANF, gli assegni per il nucleo familiare.

La prestazione spetta alle famiglie con figli, a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni, senza limiti di età per i figli con disabilità.

L’importo non concorre alla formazione di reddito ai fini IRPEF e viene parametrato in base alla composizione del nucleo e al valore ISEE. Il pagamento dell’assegno per la mensilità di febbraio 2024 arriverà il 16, il 19 e il 20 del mese.

Anche per il 2024 sono previste diverse maggiorazioni dell’importo. Queste vengono riconosciute in presenza di specifiche condizioni del nucleo familiare.

Per poter ricevere la prestazione è necessario inviare la domanda all’INPS utilizzando i canali messi a disposizione dall’Istituto.

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Beneficiari e requisiti per l’assegno unico INPS

L’assegno unico e universale INPS per i figli a carico spetta alle famiglie che ne fanno domanda a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni. La prestazione, dunque, è riconosciuta anche per i figli maggiorenni, fino al compimento del ventunesimo anno, al rispetto di una delle seguenti condizioni:

  • frequentino l’università o corsi di formazione scolastica o professionale;
  • svolgano un tirocinio o attività lavorativa per un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • siano disoccupati e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolgano il servizio civile universale.

Possono beneficare dell’assegno anche le famiglie che hanno a carico figli con disabilità. In questo caso non si applica alcun limite di età.

Non sono molti i requisiti per ricevere la prestazione. L’assegno unico può essere richiesto da tutte le categorie di cittadini e cittadine: lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico sia del privato), lavoratori autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati ecc., anche in assenza di ISEE o con un valore superiore alla soglia di 45.574,96 euro.

Per poter fruire dell’assegno unico, i richiedenti devono essere in possesso di specifici requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia;
  • essere o essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Quanto spetta con l’assegno unico? Importo e maggiorazioni

L’assegno unico per i figli a carico non garantisce lo stesso importo a tutti i beneficiari. Il valore della prestazione, infatti, varia sulla base di determinati fattori:

  • il valore ISEE del nucleo familiare;
  • il numero di figli a carico e la loro età;
  • eventuali maggiorazioni riconosciute.

Nello specifico la somma erogata dall’INPS ogni mese è composta da:

  • una quota variabile;
  • una quota a titolo di maggiorazioni.

La prima è determinata in modo progressivo in base al valore ISEE del nucleo familiare.

Per il 2024, la variazione percentuale calcolata sulla base dei dati sui prezzi al consumo forniti dall’ISTAT il 7 novembre 2023 è pari al 5,4 per cento. Questo valore è utilizzato per determinare la rivalutazione annuale dell’importo dell’assegno.

L’INPS ha pubblicato le tabelle con la rivalutazione degli importi e le relative soglie ISEE nel messaggio n. 572 dell’8 febbraio.

Nel 2024 i valori sono in aumento rispetto all’anno passato. L’importo base della prestazione per figlio, senza alcuna maggiorazione, parte da un minimo di 57 euro, in assenza di ISEE o con un valore pari o superiore a 45.574,96 euro, fino a un massimo di 199,40 euro per ISEE fino a 17.090,61 euro.

L’importo dell’assegno, poi, può essere maggiorato sulla base di numerosi altri elementi. L’assegno, infatti, aumenta in caso di:

  • nuclei familiari numerosi (per i figli successivi al secondo);
  • figli fino a un anno d’età;
  • figli di età compresa tra 1 e 3 anni per i nuclei familiari con almeno tre figli;
  • madri di età inferiore a 21 anni;
  • nuclei con quattro o più figli;
  • genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
  • figli affetti da disabilità.

Le maggiorazioni previste per i nuclei con figli con meno di un anno d’età, con almeno quattro figli a carico e con figli disabili sono state introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 e sono in vigore dallo scorso gennaio. Nello specifico su tratta dei seguenti aumenti:

  • l’aumento del 50 per cento dell’importo per i figli con meno di un anno d’età;
  • l’aumento del 50 per cento della maggiorazione forfettaria per i nuclei con almeno quattro figli a carico;
  • la stabilizzazione, a regime, degli aumenti previsti per il 2022 in favore nuclei familiari con figli disabili.

Per quanto riguarda i nuclei con figli disabili, infatti, la Legge di Bilancio dello scorso anno ha reso strutturali le modifiche introdotte in via temporanea nel 2022 e cioè:

  • l’assegno unico è erogato ai nuclei con figli disabili senza limiti di età con importi fino a un massimo di 189,20 euro per ISEE inferiore o uguale a 16.215 euro;
  • le maggiorazioni in funzione del grado di disabilità per i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni di età sono stabilmente equiparate a quelle dei figli disabili minorenni.

Inoltre, è confermato anche per il 2024 l’incremento di 120 euro al mese nel caso di nuclei con almeno un figlio a carico con disabilità, previsto dall’articolo 5, comma 9-bis, del DL n. 230/2021.

Il decreto lavoro, infine, ha previsto una ulteriore maggiorazione di 30 euro in favore delle famiglie con un solo genitore vedovo e lavoratore.

Il servizio INPS per la simulazione del calcolo e l’assistente virtuale

L’INPS dallo scorso anno ha messo a disposizione delle famiglie la nuova versione aggiornata del servizio che permette di simulare il calcolo dell’importo dell’assegno unico. In questo modo i cittadini e le cittadine possono avere un quadro più chiaro riguardo la prestazione economica spettante.

Il sistema automatizzato propone all’utente una serie di domande in successione che cambiano dinamicamente in base alle risposte fornite.

Compilando tutti i dati richiesti, gli interessati potranno calcolare l’importo dell’assegno che verrà corrisposto per l’anno in corso, comprensivo delle eventuali maggiorazioni.

Il servizio è disponibile sul sito dell’INPS alla voce “Simulatore” nel menu dei servizi dedicato all’assegno unico. L’utilizzo del simulatore non implica la presentazione della domanda che andrà inviata secondo le consuete modalità.

Un altro strumento implementato per semplificare la ricerca delle informazioni di interesse degli utenti è il nuovo assistente virtuale.

Si tratta di un chatbot che grazie all’intelligenza artificiale generativa è in grado di fornire tutti i dettagli in materia di assegno unico. Come annunciato dall’INPS nel messaggio del 12 febbraio, la novità è già disponibile sul sito istituzionale, nella sezione dedicata alla prestazione.

Nella chat si possono fare domande, chiedere di semplificare le risposte oppure di specificare meglio alcuni aspetti di interesse. L’assistente fornisce risposte coerenti rispetto alle informazioni ricevute nel corso del singolo colloquio e, all’occorrenza, può chiedere alcune precisazioni così da fornire risposte più mirate.

Come fare domanda per l’assegno unico per i figli a carico

Gli interessati che intendono richiedere l’assegno unico per i figli a carico devono inviare l’apposita domanda all’INPS.

Per farlo, i richiedenti in possesso dei requisiti previsti possono utilizzare i diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

La domanda può essere trasmessa da uno dei due genitori che esercita la responsabilità genitoriale a prescindere dalla convivenza con il figlio. Può essere inviata anche da un tutore o dagli stessi figli al compimento della maggiore età.

In fase di compilazione, il genitore richiedente può indicare le modalità di pagamento che preferisce ed eventualmente inserire anche i dati di pagamento dell’altro genitore nel caso di opzione per la ripartizione dell’assegno al 50 per cento. In caso di affidamento esclusivo, il richiedente potrà chiedere la corresponsione del 100 per cento dell’importo spettante.

La richiesta si può trasmettere direttamente online dal sito dell’Istituto, accedendo all’apposito servizio tramite credenziali SPID (almeno di livello 2), CIE o CNS.

In alternativa è possibile utilizzare l’App INPS Mobile, usufruire dei servizi offerti dagli istituti di patronato oppure chiamare il contact center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico).

La domanda ha una durata annuale, ma come chiarito dall’INPS, la prestazione viene rinnovata automaticamente senza il bisogno di presentare una nuova domanda per tutti i beneficiari che già ricevono l’assegno con una domanda in corso di validità.

I richiedenti, però, sono tenuti a comunicare all’INPS eventuali variazioni nelle informazioni indicate in precedenza, tramite la presentazione di una DSU aggiornata, come ad esempio:

  • la nascita di figli;
  • la variazione o inserimento della condizione di disabilità del figlio;
  • le variazioni della dichiarazione relativa alla frequenza scolastica/corso di formazione per il figlio maggiorenne (18-21 anni);
  • le modifiche attinenti all’eventuale separazione/matrimonio dei genitori;
  • i criteri di ripartizione dell’Assegno tra i due genitori sulla base del provvedimento del giudice o dell’accordo tra i genitori;
  • variazione delle condizioni per la spettanza delle maggiorazioni previste dagli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 230/2021;
  • variazioni delle modalità di pagamento prescelte dal richiedente e/o dall’eventuale altro genitore.

La domanda va, dunque, presentata solo per ricevere la prestazione per la prima volta oppure da chi ha una domanda con stato respinta, revocata o decaduta o nel caso di rinuncia.

Per quanto riguarda i termini, si ricorda che per le domande presentate presentate dal 1° marzo al 30 giugno 2024, l’assegno unico spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per quelle successive al 30 giugno l’assegno viene erogato a partire dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinato sulla base dell’ISEE al momento della domanda.

Come ogni anno per continuare a ricevere tutto l’importo spettante nel corso del 2024 sarà necessario presentare l’ISEE aggiornato entro il 29 febbraio. Senza un modello aggiornato al 2024, infatti, dal 1° marzo l’assegno unico sarà erogato l’importo minimo.

Quando arrivano i pagamenti e gli arretrati dell’assegno unico: le date per febbraio 2024

Fino a qualche mese fa non c’era una data unica per il pagamento delle mensilità dell’assegno unico. Dallo scorso aprile, però, per agevolare ulteriormente le famiglie che percepiscono la prestazione e rispondere alle esigenze di certezza dei tempi di erogazione, l’Istituto e la Banca d’Italia concordano le date esatte dei pagamenti.

L’Istituto fa distinzione tra gli assegni che non hanno subito variazioni nel mese precedente e quelle che, invece, sono cambiati in ragione di mutamenti delle condizioni del nucleo familiare, come ad esempio la nascita di un nuovo figlio.

Nel messaggio del 2 gennaio, l’Istituto ha pubblicato il calendario dei pagamenti per il primo semestre del 2024. Di seguito le date di pagamento dell’assegno unico per le mensilità da gennaio a giugno.

MensilitàDate di pagamento dell’AUU
gennaio 2024 17, 18 e 19
febbraio 2024 16, 19 e 20
marzo 2024 18, 19 e 20
aprile 2024 17, 18 e 19
maggio 2024 15, 16 e 17
giugno 2024 17, 18 e 19

Queste date si riferiscono ai pagamenti per gli assegni che non hanno subito variazioni rispetto al mese precedente. Per chi presenta una nuova domanda la prima mensilità arriverà nell’ultima settimana del mese successivo a quella di presentazione della richiesta. Nella stessa data sarà accreditato anche l’importo delle mensilità spettanti nel caso in cui l’assegno sia stato oggetto di un conguaglio, a credito oppure a debito.

Il pagamento dell’assegno unico di febbraio 2024, dunque, arriverà il 16, il 19 e il 20 del mese in favore dei beneficiari del sostegno nei casi in cui l’assegno non abbia subito variazioni rispetto al mese precedente.

Le famiglie che, invece, ricevono un importo diverso da quello di dicembre oppure che hanno presentato una nuova domanda dovranno attendere qualche giorno in più, in quanto il pagamento sarà effettuato nell’ultima settimana del mese.

La mensilità di febbraio 2024 comprenderà anche il conguaglio con la somma spettante relativa al pagamento gennaio rivalutato sulla base dei nuovi valori.

Per controllare l’accredito INPS, così come lo stato della domanda presentata, è possibile collegarsi al fascicolo previdenziale del cittadino, disponibile nell’area riservata del Portale dell’Istituto, al quale si accede tramite le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Attraverso il Centro Notifiche, poi, è possibile controllare quando arriva l’assegno unico.

Assegno unico, reddito di cittadinanza e assegno di inclusione

L’assegno unico per i figli a carico finora è stato compatibile con il reddito di cittadinanza. Le famiglie che fino al 31 dicembre 2023 hanno beneficiato del sussidio economico, infatti, hanno ricevuto l’importo dell’assegno con le stesse modalità di pagamento del RdC, cioè tramite accredito diretto sull’apposita carta prepagata dal 27 del mese.

Con l’abolizione del reddito di cittadinanza i nuclei familiari con minori non perdono l’assegno unico ma devono prestare attenzione alle nuove modalità di erogazione.

Chi riceveva l’assegno unico sulla carta RdC, infatti, deve presentare una nuova domanda autonoma per l’assegno unico per continuare a beneficiare della prestazione per i figli a carico, che sarà erogata a parte.

Anche gli ex percettori del reddito di cittadinanza che presentano la domanda per l’assegno di inclusione (ADI), il nuovo strumento attivo da gennaio, devono presentare una nuova richiesta. La domanda per l’ADI, infatti, non comporta l’erogazione automatica dell’assegno unico, come invece accadeva con il reddito di cittadinanza.

Pertanto, le famiglie interessate, nel caso in cui non l’abbiano già fatto, devono presentare una nuova domanda entro il 29 febbraio per continuare a ricevere l’AUU senza interruzioni da marzo 2024.

L’importo dell’assegno spettante (senza le decurtazioni previste in presenza del reddito di cittadinanza) sarà comunque erogato come di consueto sulla carta del reddito di cittadinanza fino alla mensilità di febbraio 2024.

L’assegno unico spetta, fino alla sussistenza dei requisiti, anche alle famiglie con figli tra i 18 e i 21 anni, che hanno perso il reddito di cittadinanza. Anche in questo caso il pagamento sarà effettuato sulla carta RdC, sempre il 27 del mese, fino a quando non verrà presentare nuova domanda.

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