Assegno unico, anche il figlio maggiorenne può presentare domanda e ottenere il pagamento

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Assegno unico, anche il figlio o la figlia maggiorenne può presentare domanda e ottenere il pagamento direttamente sul suo conto corrente. La richiesta non deve partire necessariamente dai genitori. I requisiti e le istruzioni per ottenere l'importo mensile.

Assegno unico, anche il figlio maggiorenne può presentare domanda e ottenere il pagamento

Non solo il genitore, ma anche il figlio o la figlia, se maggiorenne e in presenza dei requisiti previsti, può presentare domanda per ottenere l’assegno unico introdotto a partire dal 1° marzo 2022: un importo mensile base da un minimo di 50 a un massimo di 175 euro.

Il pagamento, in questi casi, viene erogato direttamente sul conto corrente dei ragazzi e delle ragazze che ne fanno richiesta.

Lo chiarisce l’INPS nelle FAQ, risposte a domande frequenti, pubblicate sul portale istituzionale.

Assegno unico, anche il figlio maggiorenne può presentare domanda e ottenere il pagamento

L’assegno unico è uno strumento di sostegno economico per le famiglie che hanno figli a carico a partire dal 7° mese di gravidanza senza limiti di età in caso di disabilità e fino al compimento dei 21 anni, nel rispetto di determinate condizioni.

Avere un figlio a carico, quindi, è la chiave di accesso alla misura di sostegno. Ma anche esserlo in prima persona fa scattare la possibilità di richiedere l’erogazione degli importi mensili, presentando domanda direttamente all’INPS.

L’importo base, riconosciuto per un anno da marzo a febbraio, va da un massimo di 175 euro a figlio in presenza di un ISEE inferiore a 15.000 euro a un minimo di 50 euro con ISEE pari o sopra i 40.000 euro o in assenza di ISEE.

Di seguito una tabella di riepilogo per il calcolo elaborata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

È prevista, inoltre, una maggiorazione erogata con una riduzione graduale fino al 2025 per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo a cui si ha diritto risulta inferiore a quello che deriva dalla somma dei valori teorici dell’Assegno al Nucleo Familiare e delle detrazioni fiscali medie, che si sarebbero percepite nel regime precedente la riforma.

I benefici sono accessibili per i figli e le figlie maggiorenni fino a 21 anni, ma una volta raggiunti i 18 anni devono trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • frequentare un corso di formazione o professionale o universitario;
  • svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa con reddito inferiore a 8.000 euro annui;
  • aver effettuato la registrazione come disoccupati/e e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego
  • svolgere il servizio civile universale.

In caso di disabilità, non subentrano nuovi requisiti e il sostegno economico è riconosciuto senza limiti di età.

Assegno unico, istruzioni per il figlio che deve presentare domanda e ottenere il pagamento

A chiarire che anche le ragazze e i ragazzi possono direttamente presentare domanda per ottenere l’assegno unico è l’INPS.

Anche nelle FAQ, risposte a domande frequenti pubblicate sul portale istituzionale, si legge che superata la maggiore età la richiesta per ottenere l’assegno unico può partire sia dal genitore che direttamente dal figlio o dalla figlia.

Questi ultimi possono presentare “domanda anche successivamente a quella presentata dal genitore che, in questo caso, viene annullata e sostituita”.

Per procedere è necessario accedere al servizio online disponibile sul portale INPS e accessibile tramite:

  • SPID almeno di livello 2;
  • Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Nella homepage dell’area dedicata all’assegno unico è necessario selezionare “nuova domanda come figlio maggiorenne” e indicare i seguenti dati:

  • svolgimento di una delle attività che danno diritto a ricevere i benefici fino ai 21 anni;
  • convivenza con i genitori;
  • codice fiscale dei genitori.
DomandaPagamenti
Entro il 30 giugno A partire dal mese successivo alla domanda con recupero degli arretrati da marzo
Dopo il 30 giugno a partire dal mese successivo alla domanda

L’autonomia della richiesta rispetto ai genitori si conserva, inoltre, anche rispetto al riconoscimento degli importi.

Quando a presentare domanda è il figlio o la figlia maggiorenne, il pagamento dell’assegno unico viene erogato direttamente sul conto corrente di chi effettua la richiesta.

L’INPS specifica:

“In questo caso, l’IBAN deve essere intestato al figlio maggiorenne che richiede la prestazione o cointestato a lui”.

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