Il 4 ottobre torna ad essere festa nazionale: si celebrerà San Francesco. Come verrà indicata la festività in busta paga?
Da quest’anno nel calendario delle festività dell’anno scolastico e lavorativo si aggiunge una nuova data.
Il 4 ottobre torna ad essere festa nazionale: si celebrerà San Francesco, patrono d’Italia e più in particolare i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà.
A prevedere la novità è stata la proposta di legge approvata definitivamente il 1° ottobre scorso e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. La legge n. 151/2025 ha infatti introdotto la festa nazionale di San Francesco d’Assisi in prossimità delle celebrazioni per la ricorrenza, nel 2026, dell’ottavo centenario della morte.
Al pari delle altre festività previste dalla Legge anche questa giornata sarà trattata in modo particolare per quanto riguarda la retribuzione di lavoratori e lavoratrici. Vediamo come cambia la busta paga.
Il 4 ottobre torna ad essere festa nazionale
Dal 2026 la giornata del 4 ottobre torna ad essere festa nazionale. La legge n. 151/2025 ha istituito la festa nazionale di San Francesco d’Assisi in occasione della ricorrenza, nel 2026, dell’ottavo centenario dalla morte del patrono d’Italia il quale, si legge nel testo della legge, incarna i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà.
Il testo della legge n. 151/2025 si compone di tre articoli che disciplinano rispettivamente l’istituzione della festa nazionale il 4 ottobre, le celebrazioni istituzionali previste per l’occasione e le relative disposizioni finanziarie e finali.
La giornata del 4 ottobre è stata fino al 2025 considerata solennità civile ma la disciplina relativa alla sua celebrazione ha più volte subito modifiche nel corso degli anni. Da ultimo nel 1977 quando fu abolita dalla legge n. 54. La nuova legge ripristina appunto la festività nazionale.
In occasione della giornata del 4 ottobre di ogni anno, si legge all’articolo 2, le scuole, le amministrazioni pubbliche e gli enti del Terzo settore possono favorire l’organizzazione di eventi, di manifestazioni e di celebrazioni che promuovano i princìpi e gli insegnamenti di San Francesco d’Assisi.
“Le istituzioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale possono promuovere in collaborazione con gli enti locali e le associazioni culturali e religiose, iniziative culturali, sociali ed educative, con particolare riguardo ai temi della pace, della fraternità tra i popoli, dell’inclusione sociale e della tutela dell’ambiente.”
Anche le scuole di ogni ordine e grado potranno promuovere, nell’ambito della propria autonomia, la realizzazione di attività didattiche e di progetti educativi dedicati.
Il tutto, però, senza che ne derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le uniche spese autorizzate, come vedremo anche più avanti, sono quelle che derivano dal pagamento delle indennità e delle maggiorazioni dei compensi corrisposte a lavoratori e lavoratrici del settore pubblico (comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e sanità) che svolgono l’attività nel giorno festivo.
Come cambia la busta paga?
Sebbene prevista nel 2025, la novità si applica da quest’anno, come detto, in occasione dell’ottavo centenario dalla morte del santo (1226-2026).
Ma come si traduce il nuovo giorno festivo nella busta paga di lavoratori e lavoratrici?
Attualmente, ricordiamo, come previsto dalla legge n. 260/1949, sono considerati giorni festivi nazionali, oltre alle domeniche:
- il 1° gennaio: Primo giorno dell’anno; Maria Santissima Madre di Dio;
- il 6 gennaio: Epifania del Signore;
- il lunedì dopo Pasqua;
- il 25 aprile: Anniversario della Liberazione;
- il 1° maggio: Festa del lavoro;
- il 2 giugno: Festa nazionale della Repubblica;
- il 15 agosto: Assunzione della Beata Vergine Maria;
- il 1° novembre: Tutti i Santi;
- l’8 dicembre: Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria;
- il 25 dicembre: Natale;
- il 26 dicembre: Santo Stefano.
Con l’approvazione definitiva della legge, il 4 ottobre si va, dunque, ad aggiungere a questo elenco. Di conseguenza, i lavoratori e lavoratrici dipendenti del settore privato, al pari degli altri giorni festivi, troveranno in busta paga la giornata festiva retribuita come se fosse lavorata. La retribuzione durante le festività è la normale retribuzione di fatto giornaliera, compresi gli accessori.
Chi viene pagato a ore, allo stesso modo, ha diritto alla normale retribuzione globale di fatto giornaliera compreso ogni accessorio e ragguagliata ad un sesto dell’orario settimanale di lavoro.
Chi, invece, sarà comunque impegnato nello svolgimento dell’attività lavorativa riceverà la maggiorazione prevista dal CCNL per il lavoro festivo.
Il ritorno del 4 ottobre come giornata di festa nazionale rappresenta quindi una buona notizia per lavoratori e lavoratrici dipendenti, dato che potranno godere di un giorno di festa retribuito o di una maggiorazione se svolgono comunque l’attività.
Come anticipato, è previsto uno stanziamento di fondi a copertura delle spese per i dipendenti della pubblica amministrazione impegnati nella giornata festiva, stimato in poco più di 10,6 milioni di euro.
Da segnalare, però, come la giornata di festa sarà effettivamente tale solo a partire dal 2027. Questo perché nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica e quindi non ci saranno grandi differenze in merito ai giorni lavorati per la generalità dei dipendenti.
Ad ogni modo, quando la festività cade di domenica spetta una retribuzione aggiuntiva, tipicamente pari a 1/26 della retribuzione mensile (1/6 per chi è pagato settimanalmente).
Come viene pagato il lavoro nei giorni festivi
Veniamo ora al caso di lavoratori e lavoratrici che effettivamente prestano servizio nel giorno della festa di San Francesco o nelle altre giornate festive.
Chi lavora il 4 ottobre ha diritto a una retribuzione maggiorata: oltre alla normale retribuzione globale di fatto giornaliera (dove, come detto, è già compreso ogni elemento accessorio) il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la retribuzione per le ore effettivamente lavorate, con la maggiorazione per il lavoro festivo, la cui percentuale è stabilita dal contratto collettivo di riferimento (il CCNL commercio, ad esempio, prevede una maggiorazione del 30 per cento). In alcuni casi potrebbe essere previsto anche un giorno di riposo compensativo.
Va sottolineato che le eventuali maggiorazioni contribuiscono alla formazione di reddito imponibile. Si pagano, quindi, IRPEF e contributi INPS.
La festività è indicata nel cedolino mensile di ottobre: i dettagli sulla festa del santo sono specificati nella busta paga.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: 4 ottobre festa nazionale: anche San Francesco entra in busta paga