Whistleblowing, gli spunti operativi nell’approfondimento dei Commercialisti

Tommaso Gavi - Fisco

Whistleblowing, il nuovo approfondimento di FNC e CNDCEC, che è stato diffuso con il comunicato stampa del 12 febbraio 2021, intende fornire ai professionisti uno strumento utile e degli spunti operativi sul tema.

Whistleblowing, gli spunti operativi nell'approfondimento dei Commercialisti

Whistleblowing, in nuovo approfondimento di FNC e CNDCEC, diffuso con il comunicato stampa del 12 febbraio 2021 fornisce gli spunti operativi per i professionisti.

Il documento di studio è frutto anche delle osservazioni e dei contributi di ABI, Associazione bancaria italiana, AITRA, Associazione italiana trasparenza e anticorruzione, e AODV 231, Associazione dei componenti degli organismi di vigilanza ex d.lgs. 231/2001.

Lo studio prende le mosse da un riepilogo sulla normativa europea in materia e si sofferma sulle differenze e le similitudini della disciplina in ambito pubblico e privato.

Nello specifico vengono esaminati gli aspetti della disciplina che impattano sulle funzioni degli organi di controllo principalmente interessati: il responsabile per la prevenzione della corruzione e l’organismo di vigilanza.

Whistleblowing, gli spunti operativi nell’approfondimento dei Commercialisti

Il whistleblowing è il tema dell’approfondimento della Fondazione e del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Lo studio, dal titolo “La disciplina del whistleblowing: indicazioni e spunti operativi per i professionisti” è diffuso con il comunicato stampa del 12 febbraio 2021.

FNC e CNDCEC - Documento di approfondimento, diffuso con il comunicato stampa del 12 febbraio 2021
La disciplina del whistleblowing: indicazioni e spunti operativi per i professionisti.

Il lavoro è stato elaborato nell’ambito dell’area del “Diritto societario”, alla quale sono delegati i consiglieri nazionali Massimo Scotton e Lorenzo Sirch, e dell’area di delega “Sistemi di Amministrazione e controllo”, alla quale è delegato il Consigliere nazionale Raffaele Marcello.

La nuova pubblicazione si avvale, inoltre, anche delle osservazioni e dei contributi di:

  • ABI, Associazione bancaria italiana);
  • AITRA, Associazione italiana trasparenza e anticorruzione;
  • AODV 231, Associazione dei componenti degli organismi di vigilanza ex d.lgs. 231/2001.

La prima parte del documento si concentra sul riepilogo della normativa europea e internazionale sul whistleblowing, nonché sulla sua integrazione, nel nostro ordinamento, con altre normative di settore, come quella bancaria, finanziaria, assicurativa, antiriciclaggio ed altre.

Un’attenzione particolare viene posta sulle similitudini e sulle differenze che la stessa disciplina del whistleblowing presenta in ambito pubblico e privato.

Nello specifico vengono esaminati gli aspetti della disciplina che impattano sulle funzioni degli organi di controllo principalmente interessati:

  • il responsabile per la prevenzione della corruzione;
  • l’organismo di vigilanza.

Tali ruoli in alcune circostanze tendono a sovrapporsi. Le funzioni di controllo, sia nel pubblico sia nel privato, riguardano direttamente l’attività professionale dei commercialisti.

Whistleblowing: il ruolo del commercialista

Il ruolo del commercialista è determinante e il documento di studio intende essere uno strumento utile per i professionisti per migliorare il proprio ruolo.

I commercialisti, infatti, sono coinvolti in qualità di consulenti di società ed enti del settore pubblico e privato nelle attività di adeguamento dei modelli di organizzazione, gestione e controllo di cui al D. Lgs. 231/2001.

Dopo le modifiche introdotte dalla Legge n. 179/2017, infatti, tali modelli devono prevedere appositi canali per la segnalazione circostanziata di condotte illecite o di violazioni del medesimo modello, di cui i segnalanti siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte.

Per quanto riguarda i canali implementati dall’ente, devono garantire la riservatezza dell’identità del segnalante nelle attività di gestione della segnalazione.

Dal punto di vista aziendale, inoltre, il documento sottolinea l’importanza dell’adozione di un approccio integrato sul tema della compliance.

Il whistleblowing si deve infatti inserire in maniera organica nel sistema complessivo delle procedure già esistenti, per evitare duplicazioni o sovrapposizioni che rischierebbero di appesantire eccessivamente i processi operativi dell’ente.

In tale ricerca di equilibrio, un ruolo di primo piano è rivestito dai commercialisti.

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