Visto di conformità, anche a revisori e tributaristi: la nota di AssoProfessioni e Confassociazioni

Tommaso Gavi - Fisco

Visto di conformità, AssoProfessioni e Confassociazioni scrivono al Ministro Franco. La richiesta: l'allargamento della possibilità di apposizione a revisori legali e tributaristi da inserire nella Legge di Bilancio 2022.

Visto di conformità, anche a revisori e tributaristi: la nota di AssoProfessioni e Confassociazioni

Visto di conformità, AssoProfessioni e Confassociazioni scrivono al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco per l’allargamento della possibilità di apposizione a revisori legali e tributaristi.

La nota congiunta viene diffusa dal comunicato stampa del 6 dicembre dell’Istituto nazionale tributaristi.

Il Segretario Generale di AssoProfessioni, Roberto Falcone, e il Presidente di Confassociazioni, Confederazioni nazionali delle associazioni professionali, Angelo Deiana chiedono di recuperare la misura prevista nel testo iniziale del Decreto fiscale 2022.

La misura inserita nell’articolo 5 comma 14 è stata infatti modificata nella legge di conversione del decreto.

Visto di conformità, la nota congiunta di AssoProfessioni e Confassociazioni per l’allargamento a revisori e tributaristi

L’allargamento della platea di professionisti abilitati all’apposizione del visto di conformità ai soggetti iscritti nel registro dei revisori legali e ai tributaristi è il centro della richiesta di AssoProfessioni e Confassociazioni.

In una nota congiunta il Segretario Generale di AssoProfessioni, Roberto Falcone, e il Presidente di Confassociazioni, Confederazioni nazionali delle associazioni professionali, Angelo Deiana hanno scritto direttamente al Ministro dell’Economia Daniele Franco.

Il testo del messaggio è stato diffuso dal comunicato stampa del 6 dicembre dell’Istituto nazionale tributaristi.

Le richieste seguono la conversione in legge del Decreto fiscale 2022. Mentre nel primo testo del DL numero 146 del 2021 veniva prevista l’estensione alla possibilità di apporre il visto di conformità anche ai revisori legali, in aggiunta ai commercialisti, nel testo successivo all’iter parlamentare tale possibilità viene meno.

Confederazioni aveva presentato un emendamento per allargare ulteriormente la platea di professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità anche:

“ai professionisti di cui alla norma UNI 11511 certificati, dopo aver superato un’apposita verifica di parte terza come previsto dall’ attuale normativa, e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4.”

La motivazione che sostiene la richiesta è la seguente;

“trattasi di soggetti già autorizzati quali intermediari fiscali nonché abilitati a rappresentare ed assistere i contribuenti dinanzi agli uffici dell’amministrazione finanziaria ai sensi dell’art. 63 del D.P.R. n. 600/73, i quali garantiscono una competenza ed una professionalità del tutto analoga a quella dei professionisti già abilitati.”

La proposta di emendamento è stata superata dall’approvazione di un emendamento che ha soppresso il comma in questione.

Visto di conformità, inserire l’allargamento a revisori e tributaristi nella Legge di Bilancio 2022

La proposta di AssoProfessioni e Confassociazioni consiste nell’inserimento dell’ampliamento richiesti all’interno della Legge di Bilancio 2022.

Nella nota congiunta, infatti, viene sottolineato quanto segue:

“Alla luce di quanto in premessa, riteniamo ormai non più differibile l’ampliamento delle categorie professionali abilitate ad apporre il visto di conformità, pertanto Le chiediamo di valutare l’opportunità di un tempestivo intervento normativo già nel disegno di legge di Bilancio 2022 (AS 2448), in corso di esame presso il Senato, con un emendamento governativo o dei relatori, che miri ad estendere la possibilità di apporre il visto di conformità ai Revisori legali e ai professionisti di cui alla norma UNI 11511 e alla Legge n.4/2013.”

La misura, secondo i rappresentati di AssoProfessioni e Confassociazioni, Roberto Falcone e Angelo Deiana, ridurrebbe i costi, garantirebbe una maggiore armonizzazione della legislazione italiana e della normativa europea e offrirebbe vantaggi ai contribuenti.

Da una parte, infatti ridurrebbe le azioni di recupero dell’Agenzia delle Entrate a chi si è affidato a soggetti non abilitati.

Dall’altra, permetterebbe ai contribuenti di affidarsi allo stesso professionista che ha seguito altre questioni fiscali e tributarie.

La richiesta viene avanzata anche alla luce delle modifiche introdotte dal decreto antifrode che ampli l’obbligo del visto di conformità anche per fruizione diretta del superbonus 110 per cento, tramite detrazione nella dichiarazione dei redditi, e per l’utilizzo con cessione del credito e sconto in fattura per le altre agevolazioni edilizie.

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