Versamenti entro il 20 agosto senza maggiorazione: la lettera dei Commercialisti

Tommaso Gavi - Imposte

Versamenti entro il 20 agosto, dopo il “no” del MEF al rinvio delle scadenze le associazioni di categoria dei Commercialisti scrivono al Viceministro dell'Economia Misiani per evitare la maggiorazione. La denuncia dell'ingorgo dei termini, i numerosi adempimenti dell'emergenza e le incertezze per le imprese sono i punti principali della lettera del 20 luglio 2020.

Versamenti entro il 20 agosto senza maggiorazione: la lettera dei Commercialisti

Versamenti entro il 20 agosto, dopo il “no” del MEF alla proroga arriva la risposta delle associazioni dei Commercialisti che scrivono al Viceministro dell’Economia, Antonio Misiani per evitare la maggiorazione delle imposte scadute.

Nella lettera congiunta del 20 luglio 2020 sono molti i punti messi in evidenza.

Alcuni dei quali saranno discussi anche nella conferenza stampa dal titolo “Dai Decreti Covid al Decreto Semplificazione: Navigazione a vista in piena tempesta”, che si svolgerà il 21 luglio alle ore 16.00 presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato.

Le 9 associazioni di categoria non accolgono positivamente la possibilità di provvedere alle scadenze entro il 20 agosto 2020 con un sovrapprezzo.

Viene denunciata una situazione a collo di bottiglia che è causata dalla mancanza di semplificazioni in ambito fiscale.

La mancata proroga non viene incontro ai professionisti che sono stati impegnati in numerosi adempimenti collegati con le misure governative per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Le associazioni di categoria denunciano infine le difficoltà delle imprese nella progettazione di azioni per il medio periodo, a causa della mancanza di diversi provvedimenti attuativi delle misure economiche.

Versamenti entro il 20 agosto senza maggiorazione: la lettera dei Commercialisti a Misiani

Dopo la mancata proroga delle imposte per il “no” del MEF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, arriva la risposta delle associazioni di categoria dei Commercialisti per chiedere la possibilità di effettuare i versamenti entro il 20 agosto e senza maggiorazione.

In programma c’è anche la conferenza stampa dal titolo “Dai Decreti Covid al Decreto Semplificazione: Navigazione a vista in piena tempesta”, che si svolgerà il 21 luglio alle ore 16.00 presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato.

Il 20 luglio 2020, invece, le associazioni scrivono una lettera congiunta al Viceministro dell’Economia, Antonio Misiani.

Associazioni dell’ODCEC - Lettera aperta del 20 luglio 2020
Lettera aperta al Vice Ministro dell’Economia Antonio Misiani.

I firmatari sono i rispettivi presidenti delle sigle sindacali:

  • Maria Pia Nucera - Presidente ADC;
  • Andrea Ferrari - Presidente AIDC;
  • Marco Cuchel - Presidente ANC;
  • Amelia Luca - Presidente ANDOC;
  • Antonella La Porta - Presidente FIDDOC;
  • Stefano Sfrappa - Presidente SIC;
  • Giuseppe Diretto - Presidente UNAGRACO;
  • Matteo De Lise - Presidente UNGDCEC;
  • Domenico Posca - Presidente UNICO.

La lettera aperta si apre con un appunto sulla possibilità di provvedere alle scadenze entro il 20 agosto 2020:

“Egregio Viceministro,
ci informa oggi dalla sua pagina facebook che si può procedere ai versamenti entro il 20 agosto, con un leggerissimo sovraprezzo (che in realtà, su base annua rappresenta un tasso cento volte superiore al tasso legale stabilito dalla legge).”

La lettera congiunta denuncia la mancanza di semplificazioni in ambito fiscale, che ha creato una situazione molto difficile da gestire:

“Sembra quasi che la richiesta dei professionisti scaturisca da una non volontà di dare seguito al dovere di adempiere alle scadenze e non dalla reale impossibilità di affrontare in questo momento il collo di bottiglia che si è venuto a creare per le mancate semplificazioni da parte di questo come di precedenti governi.”

Le rappresentanze dei Commercialisti si concentrano poi sulla mole di adempimenti legati alle misure economiche governative per far fronte all’emergenza Coronavirus:

“Ci permettiamo di ricordarLe che la potenza di fuoco, messa sul terreno con i Decreti Cura Italia, Liquidità, Rilancio e Semplificazione, ha richiesto un massiccio lavoro di interpretazione da parte delle categorie professionali coinvolte nell’applicazione delle norme.”

L’ultima denuncia è legata alla comunicazione relativa alle misure, troppo spesso improntata a sottolineare la semplicità di procedure piuttosto complesse nella pratica:

“Peraltro, la consueta politica degli annunci ha scatenato nei destinatari dei provvedimenti l’illusoria aspettativa che tutto fosse già pronto e semplice quando così non era: né pronto e tanto meno semplice. Inevitabile, come conseguenza, la raffica di richieste di chiarimenti su dettagli in seguito rivelatisi inesistenti e per giunta quando gli uffici delle aziende erano forzosamente chiusi e accumulavano ritardi nelle procedure amministrative, di pari entità di quelli nella produzione.”

Versamenti entro il 20 agosto senza maggiorazione: l’incertezza sul futuro delle imprese

La richiesta di poter effettuare i versamenti entro il 20 agosto 2020 e senza maggiorazione è il nodo centrale della lettera dei Commercialisti che, come sottolineato anche dall’INT, fanno sapere che i professionisti sono messi a dura prova dal mancato rinvio delle scadenze.

I Commercialisti chiedono ragione di alcuni rinvii ma non di quelli dei versamenti legati alle imposte sui redditi:

Sapientemente, i bilanci aziendali sono stati prorogati di due mesi, le dichiarazioni dei redditi no, seppure soggette alle stesse dinamiche. Per non parlare dell’introduzione nell’anno 2020 della compensazione solo dopo presentazione dei dichiarativi.

La lettera diffusa attraverso il comunicato stampa del 20 luglio 2020 descrive una situazione tutt’altro che rosea:

“In sostanza, dopo aver passato mesi a fare pratiche di Cassa Integrazione, di procedure di riapertura, di domande per la concessione di prestiti pseudogarantiti dallo Stato, di provvedimenti di fondo perduto, questi ultimi peraltro odiosamente negati ai professionisti iscritti agli albi, ora ci si rimprovera la richiesta di concessione di una proroga oziosa.”

Infine viene denunciato lo scollamento tra le istituzioni e il tessuto imprenditoriale del Paese e la difficile situazione delle imprese, impossibilitate a pianificare l’attività di medio periodo:

“Il rifiuto di venire incontro alle nostre richieste, drammaticamente motivate, ci dà la misura della distanza che separa l’Esecutivo dalle forze produttive di questo Paese e dalle esigenze di chi lavora: tenere sul tavolo 358 provvedimenti di attuazione da emanare significa non concedere neanche una certezza a chi si chiede cosa sarà della sua attività nel prossimo autunno, che non sarà caldo, ma bollente.”

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