Tasse universitarie: tutto su esenzione per reddito e merito, riduzioni e detrazione

Anna Maria D’Andrea - Tasse scolastiche

Tasse universitarie: chi non paga? Ecco tutte le regole in merito all'esenzione per reddito, per merito, alle riduzioni previste e alle agevolazioni fiscali.

Tasse universitarie: tutto su esenzione per reddito e merito, riduzioni e detrazione

L’avvio dell’Anno Accademico 2018/2019 è ormai vicinissimo e sono tanti gli studenti interessati alle varie agevolazioni ed esenzioni dalle tasse universitarie.

L’iscrizione all’università comporta la necessità di farsi carico di spese elevate, che partono dalle tasse fino ad arrivare al costo per l’affitto per i tanti studenti fuori sede, con prezzi che nelle grandi città come Roma o Milano possono arrivare anche a 500 euro al mese a stanza.

Proprio per questo e per coniugare la voglia e necessità di studiare e specializzarsi con il bisogno di risparmiare sono previste alcune agevolazioni per chi vuole iscriversi all’università.

Per il pagamento delle tasse universitarie è prevista l’esenzione sia per reddito che per merito ma le agevolazioni per il diritto allo studio non si fermano qui e sono previste anche riduzioni e detrazioni fiscali che consentono di risparmiare e di rendere meno gravoso il costo dell’università.

Vediamo di seguito tutte le regole su chi non paga le tasse universitarie, con le esenzioni per reddito e per merito, nonché le diverse riduzioni e agevolazioni previste.

Chi non paga le tasse universitarie? Esenzione per reddito e merito

Sono esonerati dal pagamento delle tasse universitarie gli studenti e i relativi nuclei familiari che presentano un modello ISEE di valore fino a 13.000 euro e che rientrano quindi nella no tax area.

È questo il limite di reddito per non pagare le tasse previsto su base nazionale, ma ciascuna università ha la facoltà di aumentarlo ulteriormente.

L’esenzione dalle tasse per reddito dovrà essere richiesta presentando all’università il modello ISEE 2018 per l’università.

Attenzione però: le regole sopra esposte riguardano soltanto gli studenti che si iscrivono al primo anno di università.

Per le iscrizioni agli anni successivi, l’esenzione totale dal versamento delle tasse universitarie è legata anche al rispetto dei seguenti requisiti di merito:

  • per l’esenzione dalle tasse universitarie del secondo anno bisognerà aver conseguito almeno 10 CFU entro il 10 agosto;
  • per l’esenzione negli anni successivi bisognerà aver maturato 25 CFU nei 12 mesi antecedenti il 10/08 che precede l’iscrizione.

Esenzione tasse universitarie per chi ha superato la maturità con 100/100

Alcuni Atenei prevedono l’esenzione dal versamento delle tasse universitarie in caso di conseguimento della maturità con il massimo dei voti.

Chi si è diplomato con 100 o 100 e lode potrà quindi non pagare le tasse all’università ma chiariamo che in questo caso le agevolazioni variano e che non esiste una regola universale.

Alcuni Atenei possono prevedere la riduzione dell’importo, altri il versamento di una tassa minima e altri invece l’esonero totale. In questo caso è quindi fondamentale far riferimento al regolamento delle tasse della propria università.

Esenzione tasse universitarie per invalidità

Oltre alle esenzioni per reddito e per merito, anche gli invalidi e in genere gli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge 104 godono dell’esenzione dalle tasse universitarie.

L’invalidità riconosciuta dovrà essere pari o superiore al 66% e in questo caso non sono previsti limiti di reddito ISEE. Per non pagare le tasse universitarie è necessario presentare il certificato rilasciato dall’ASL.

Sono esonerati dal versamento delle tasse universitarie anche i figli di soggetti che beneficiano della pensione di inabilità. In tal caso è tuttavia necessario presentare all’università il modello ISEE 2018 e un’autocertificazione del proprio stato di famiglia.

Tasse universitarie ridotte: le agevolazioni per chi ha redditi fino a 30.000 euro

Non solo esenzioni: la legge prevede anche delle agevolazioni e riduzioni dal pagamento delle tasse universitarie per gli studenti appartenenti a nuclei familiari con redditi certificati da modello ISEE non superiori a 30.000 euro.

Le tasse universitarie per studenti iscritti al primo anno con reddito compreso tra i 13.000 euro e i 30.000 euro non potranno superare il 7% della differenza tra Isee e 13.000 euro.

Ecco alcuni esempi forniti dal MIUR sulla tassa massima prevista per chi ha accesso alle agevolazioni della no tax area:

Detrazione tasse universitarie

Oltre all’esenzione e alle diverse agevolazioni previste si ricorda che con la dichiarazione dei redditi è possibile portare in detrazione anche le spese sostenute per l’iscrizione a università e corsi di specializzazione pubblici o privati.

La detrazione delle spese universitarie riguarda l’iscrizione e la spesa per la frequenza dei seguenti corsi:

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi di specializzazione universitaria;
  • corsi di perfezionamento e master universitari;
  • dottorato di ricerca;
  • Istituti tecnici superiori (ITS);
  • corsi istituiti dopo il DPR 212/2005 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

La prima accortezza da seguire riguarda proprio la differenza prevista nel caso di iscrizione a università statali o università private.

Per quanto riguarda l’iscrizione e le spese relative a corsi di università statali è possibile portare in detrazione Irpef 19% le spese sostenute relative a:

  • tasse d’iscrizione per triennale, master e specialistica anche nel caso di studenti fuori corso;
  • ricongiunzione di carriera;
  • tasse per l’iscrizione all’appello di laurea e rilascio della pergamena;
  • frequenza a corsi singoli, finalizzati o meno all’ammissione a un corso di laurea magistrale;
  • iscrizione a test d’ingresso (anche se non seguiti da iscrizione);
  • trasferimenti di ateneo;
  • passaggi di corso.

In merito alla detrazione delle spese per l’iscrizione o la frequenza di università private bisognerà seguire regole specifiche.

L’importo delle spese detraibili è stabilito annualmente dal MIUR non può essere superiore a quello stabilito per le tasse e i contributi per gli studi con un indirizzo uguale o affine svolti nelle università statali della stessa città o della stessa regione.

Se si configura un’eventuale eccedenza nelle tasse pagate, su quell’eccedenza non può essere calcolata alcuna detrazione.

Il decreto del Miur pubblicato in G.U. del 18 marzo 2018 ha stabilito i nuovi tetti di spesa in base all’area disciplinare dell’università e alla regione in cui ha sede l’università, ovvero:

Area disciplinare corsi istruzioneNordCentroSud Isole
Medica 3.700 euro 2.900 euro 1.800 euro
Sanitaria 2.600 euro 2.200 euro 1.600 euro
Scientifico-tecnologica 3.500 euro 2.400 euro 1.600 euro
Umanistico-sociale 2.800 euro 2.300 euro 1.500 euro

Con lo stesso decreto il MIUR ha fissato inoltre i limiti di detraibilità relativi alle spese per l’iscrizione e la frequenza di corsi di dottorato, di specializzazione e di master universitari di primo e di secondo livello.


L’importo massimo di spesa detraibile con la dichiarazione dei redditi 2018 è fissato nelle seguenti misure:

Spesa massima detraibileNordCentroSud Isole
Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello 3.700 euro 2.900 euro 1.800 euro

Non solo tasse universitarie: detrazione dell’affitto per gli studenti fuori sede

Le spese per la frequenza dell’università non si fermano a quelle per l’iscrizione e per le tasse. Uno dei costi maggiori che interessa i tanti studenti fuori sede è quello per il pagamento dell’affitto.

Il costo sostenuto per i canoni di locazione, ovvero la spesa relativa all’affitto, può essere portata in detrazione nel limite totale di 2.633 euro.

Il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2018 ha modificato le regole sulla detrazione fiscale del 19% che consente di beneficiare di un rimborso di 500 euro circa.

Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e per il 2018 la detrazione dell’affitto stipulato in favore di studenti fuori sede potrà esser richiesta anche nel caso in cui l’immobile oggetto di locazione sia situato nella stessa provincia di residenza.

Resta il vincolo della distanza tra luogo di residenza e Comune in cui ha sede l’università: dovrà esser pari ad almeno 100 km.

Tra le novità viene tuttavia previsto che, qualora lo studente viva in una zona montana e disagiata, la detrazione potrà esser richiesta anche nel caso in cui la distanza tra luogo di residenza e di studi sia pari ad almeno 50 km.

Per il calcolo della distanza geografica dei 100 Km o dei 50 Km si prende in considerazione il domicilio fiscale del nucleo familiare che ha a carico lo studente, prendendo in considerazione anche le reti ferroviarie, gli autobus e le autostrade.

Il principio è che la detrazione è ammessa nel caso in cui il costo del trasporto per raggiungere la sede degli studi universitari risulti troppo gravoso per la famiglia.