TARI 2026, il MEF aggiorna i criteri per calcolare il “costo giusto”

TARI 2026, arrivano dal MEF i criteri per l'approvazione dei piani finanziari tenuto conto dei fabbisogni standard, uno dei parametri che determina il costo giusto della tassa rifiuti

TARI 2026, il MEF aggiorna i criteri per calcolare il “costo giusto”

TARI 2026, pronte le nuove linee guida applicative per l’applicazione dei fabbisogni standard.

Con il documento pubblicato il 28 gennaio, il Dipartimento delle Finanze del MEF in collaborazione con IFEL e Sogei fornisce le indicazioni per la gestione dei rifiuti nel perioodo 2026-2029. Ai comuni è richiesto di definire i costi del servizio rifiuti tenuto conto di una serie di parametri che, nell’ottica dell’efficienza, tengono conto di alcuni parametri oggettivi.

Si tratta dei fabbisogni standard, l’indicatore che permette di stimare la spesa necessaria per garantire il servizio di raccolta, tenuto conto delle caratteristiche del territorio, e che determinano quindi il “prezzo” della TARI.

TARI 2026, le linee guida sui fabbisogni standard guidano il calcolo

Le linee guida interpretative pubblicate dal Dipartimento delle Finanze il 28 gennaio 2026 aggiornano i criteri di calcolo dei fabbisogni per i comuni alla luce dellla deliberazione Arera n. 397/2025, con la quale è stato definito il Metodo Tariffario per il servizio di gestione Rifiuti per il periodo 2026-2029.

Il fabbisogno standard diventa il banckmark di riferimento per determinare il costo unitario effettivo del servizio di gestione dei rifiuti urbani, in particolare in relazione al coefficiente di recupero di produttività, di potenziamento del serivizio e per le valutazioni relative al superamento del limite alla crescita annua delle tariffe TARI, per migliorare la qualità del servizio e sostenere l’integrazione delle attività gestite.

Si tratta quindi di un documento di natura tecnica che chiama all’azione diretttamente i comuni, i quali anche qualora abbiano già approvato le tariffe TARI 2026 potranno ulteriormente intervenire entro il termine di approvazione del bilancio di previsione.

Le valutazioni degli enti avranno un peso diretto sul calcolo delle tariffe a carico degli utenti, chiamati a contribuire al servizio di raccolta a smaltimento dei rifiuti.

TARI 2026, come si calcola il “costo standard”: a fare la differenza anche territorio e popolazione

Alla base del sistema dei fabbrisogni standard c’è un’idea di fondo semplice: per ogni Comune esiste un prezzo ideale per gestire una tonnellata di rifiuti.

Questo valore non è uguale per tutti, ma viene calcolato partendo da una base nazionale pari a circa 130,45 euro per tonnellata, alla quale si aggiungono o si sottraggono dei costi a seconda delle caratteristiche del territorio.

Come indicato dalla circolare ministeriale, il fabbisogno standard finale di ogni comune è il risultato del prodotto di due grandezze:

  • il costo standard di riferimento per la gestione di una tonnellata di rifiuti;
  • le tonnellate di rifiuti urbani gestite dal servizio.

A influenzare il “costo standard” e qundi le tariffe TARI sono gli elementi variabili che l’amministrazione può gestire per migliorare l’efficienza.

Tra questi la raccolta differenziata, e quindi gli investimenti in termini di maggiore costo di gestione del servizio, la presenza di centri di raccolta, che riduce il costo standard di circa 31,95 euro per tonnellata, così come la gestione associata, che al contrario riconosce un costo extra tenuto conto della maggiore complessità organizzativa.

Contano poi anche i vincoli territoriali, come ad esempio la distanza dagli impianti, e di conseguenza l’aumento dei costi di trasporto, e la caratteristica della popolazione, dall’età media al reddito.

Tutti questi parametri influiscono sui fabbisogni, e consentono di determinare se i costi reali dichiarati dall’ente sono o meno allineati rispetto allo standard. Si tratta in sostanza di un parametro che serve anche per evitare sprechi e gestioni inefficienti, a garanzia del buon andamento del servizio a tutela della collettività.

Per approfondire si rimanda al documento pubblicato dal Dipartimento delle Finanze e disponibile in allegato:

TARI - Linee guida interpretative fabbisogni standard
Linea guida pubblicate dal Dipartimento delle Finanze il 28 gennaio 2026

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