Superbonus, 52 miliardi di crediti nei cassetti fiscali: per sbloccare la cessione i prestiti ponte

Tommaso Gavi - Imposte

Nei cassetti fiscali di contribuenti, imprese, banche e intermediari ci sono 99,4 miliardi di euro di crediti relativi ai bonus edilizi. Quelli relativi al superbonus ammontano a 52,1 miliardi di euro. Si lavora allo sblocco della cessione, con la conversione del Decreto Aiuti quater. Tra le misure allo studio i prestiti ponte

Superbonus, 52 miliardi di crediti nei cassetti fiscali: per sbloccare la cessione i prestiti ponte

I crediti bloccati nei cassetti fiscali, relativi ai bonus edilizi, ammontano a 99,4 miliardi di euro.

Una buona fetta è legata agli interventi che rientrano nel superbonus: 52,1 miliardi di euro. I crediti relativi al bonus facciate ammontano, invece, a 24,8 miliardi di euro.

Lo rende noto il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti nel corso del question time di oggi, 14 dicembre 2022.

Per sbloccare il meccanismo della cessione del credito si lavora alla modifica dell’articolo 9 del Decreto Aiuti quater per favorire la circolazione dei crediti tra intermediari finanziari e i prestiti ponte alle imprese, titolari dei crediti derivanti dallo sconto in fattura.

Superbonus, 52,1 miliardi di crediti nei cassetti fiscali: tra le misure per sbloccare la cessione i prestiti ponte

Lo sblocco della cessione del credito, sfida su cui politica e tecnici sono al lavoro da giorni, è l’oggetto di un quesito posto nel corso del question time di oggi, 14 dicembre 2022.

Il deputato Fenu, nell’esporre tale quesito, ha posto l’accento su due punti principali:

  • l’esatto ammontare dei crediti fiscali incagliati;
  • le misure in programma per favorire lo sblocco del meccanismo della cessione del credito.

Sul primo punto il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha reso noti i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate.

I crediti fiscali bloccati nei cassetti fiscali di imprese, banche e contribuenti, relativi ai bonus edilizi e al periodo compreso tra ottobre 2020 e novembre 2022 ammontano nel complesso a 99,4 miliardi di euro.

Di questi oltre la metà derivano da interventi che rientrano nel superbonus 110 per cento: 52,1 miliardi di euro.

Meno della metà rispetto a quelli relativi alla maxi detrazione introdotta dal Decreto Rilancio, invece, riguardano il bonus facciate, i cui importi si attestano a 24,8 miliardi di euro.

Nel merito il Ministro Giorgetti ha chiarito quanto di seguito riportato:

“Mi corre l’obbligo di precisare che l’Agenzia delle Entrate conosce l’ammontare dei crediti ma non è in grado di stabilire i motivi in base ai quali i contribuenti abbiano deciso di mantenere i crediti nella propria disponibilità, ad esempio ai fini del successivo utilizzo in compensazione tramite modello F24 oppure se non riescono a utilizzarli ovvero a cederli ad altri soggetti.”

In altre parole, una parte di coloro che mantengono i crediti nel proprio cassetto fiscale potrebbe farlo per scelta.

Tuttavia appare logico ipotizzare che la fetta più grossa della torta comprenda crediti incagliati.

Molte imprese e contribuenti avrebbero vantaggio a liquidare le somme nel più breve tempo possibile, per garantire ad esempio la liquidità necessaria al proseguimento dei lavori dei cantieri aperti.

Superbonus: le novità in arrivo sulla cessione del credito

In merito alle misure in programma per sbloccare il meccanismo della cessione del credito il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha spiegato che modifiche alle regole saranno introdotte con la modifica dell’articolo 9 del Decreto Aiuti quater, che sta affrontando l’iter di conversione parlamentare.

Confermata, senza molti dettagli, la misura per permettere una maggiore circolazione dei crediti tra gli intermediari qualificati, si tratta dell’introduzione di un’ulteriore passaggio del credito tra banche e intermediari.

L’ulteriore intervento consiste in prestiti ponte per le imprese edili in possesso dei crediti incagliati.

Si potrebbe dover attendere fino al 17 gennaio prossimo, data entro la quale il decreto legge dovrà essere convertito dal Parlamento.

Con buona probabilità, tuttavia, le misure saranno adottate in tempi più brevi anche se si dovrà aspettare per sapere di preciso quali saranno i confini degli interventi.

Resta ferma la possibilità di utilizzo dei crediti comunicati entro il 31 ottobre 2022 in 10 rate annuali, inserita nel Decreto Aiuti quater.

Intanto, dall’analisi del centro studi di Cna sarebbero oltre 50 mila le imprese risulterebbero in difficoltà nello smaltimento dei crediti fiscali acquisiti.

Un ulteriore punto toccato dal Ministro Giorgetti nel corso del question time è stato quello della responsabilità del cessionario.

Il ministro Giorgetti ha riepilogato le regole attuali:

“ricordo che i fornitori e i cessionari rispondono per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto all’importo acquistato in caso di concorso alla violazione anche nell’eventualità in cui la detrazione risulti indebita in capo al beneficiario.”

Lo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze ha sottolineato le ulteriori disposizioni previste in merito alla responsabilità legata alle cessioni del credito:

“Inoltre le disposizioni più recentemente introdotte in particolare hanno anche modulato l’elemento soggettivo della responsabilità con particolare riferimento al caso della responsabilità solidale al fine di realizzare un equo contemperamento tra l’esigenza di contrasto alle frodi riscontrate nel contesto della cessione dei crediti e la possibilità per il soggetto cessionario di utilizzare i crediti acquistati.”

Anche sul punto potrebbero esserci novità con l’approvazione della legge di conversione del Decreto Aiuti quater.

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