Stipendio, addio contanti: pagamento solo con bonifico

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Pagamento stipendio solo con bonifico: sarà vietato pagare le retribuzioni dei lavoratori in contanti, a disporlo è la legge Di Salvo approvata dalla Camera.

Stipendio, addio contanti: pagamento solo con bonifico

Stipendio solo con bonifico o altri mezzi di pagamento tracciabili: è questo il perno della Legge numero 1041 dell’Onorevole Di Salvo approvata dalla Camera.

Nuove regole per i datori di lavoro, per i quali viene introdotto il divieto di pagamento degli stipendi in contanti al fine di evitare la cattiva pratica di false buste paga e minacce di licenziamento.

La nuova legge passa ora al Senato; le norme, si ricorda, non sono ancora in vigore poiché è necessaria l’approvazione definitiva e la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.

L’obbligo di pagare lo stipendio a mezzo di bonifico bancario o postale è un passo importante per la tutela dei lavoratori, sia se assunti con contratto di lavoro subordinato che impiegati in forma di collaborazione o assunti come soci di cooperative.

Cosa prevede la legge e quali sono gli obblighi e le regole che dovranno rispettare i datori di lavoro? Ecco le novità e le regole circa l’obbligo di pagamento a mezzo bonifico.

Stipendio, addio contanti: pagamento solo con bonifico

Il pagamento delle retribuzioni dovrà avvenire esclusivamente mediante mezzi tracciabili e la firma della busta paga non costituirà più prova dell’avvenuto pagamento degli stipendi.

È questo il fulcro della legge n. 1041 a firma dell’on. Titti Di Salvo che la Camera ha approvato il 15 novembre 2017.

La nuova normativa della legge in materia di “Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori” attende ora l’approvazione definitiva al Senato prima della sua entrata in vigore.

Verosimilmente, a scanso di particolari difficoltà, la legge potrebbe essere approvata già entro la fine dell’anno, entrando così in vigore a partire dal 2018.

Cosa cambia per i datori di lavoro? Nuove regole e controlli, per evitare il fenomeno di false buste paga, di lavoratori pagati meno di quanto previsto da CCNL e di minacce di licenziamento.

Pagamento stipendio con bonifico, nuove regole per i datori di lavoro

Tutti i datori di lavoro titolari di partita IVA dovranno, dal momento dell’entrata in vigore della legge, effettuare il pagamento delle retribuzioni esclusivamente tramite bonifico bancario e postale.

All’articolo uno della proposta di legge approvata dalla Camera si legge che:

“La retribuzione ai lavoratori (e ogni anticipo di essa) può essere corrisposta dal datore di lavoro solo attraverso un istituto bancario o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi (comma 1):

  • accredito diretto sul conto corrente del lavoratore;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale;
  • emissione di un assegno da parte dell’istituto bancario o dell’ufficio postale consegnato direttamente al lavoratore o ad un suo delegato in caso di comprovato impedimento, che si intende verificato quando il delegato è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.”

Dal momento dell’entrata in vigore delle nuove regole il pagamento dello stipendio in favore di qualsiasi tipologia di lavoratore assunto come dipendente o collaboratore non potrà più avvenire a mezzo di assegni o contanti.

Stipendio in contanti solo per lavoratori domestici

Le nuove norme prevedono alcune esclusioni: saranno esonerati dall’obbligo di pagare lo stipendio con metodi tracciabili i datori di lavoro non titolari di partita Iva, i rapporti di lavoro domestico e quelli che rientrano nella sfera applicativa dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici.

In sintesi, i datori di lavoro domestico potranno continuare a pagare colf, badanti e baby sitter in contanti, in quanto tale tipologia di rapporto di lavoro rispetta ambedue i requisiti previsti, ossia assenza di partita Iva e tipologia di lavoratore retribuito.

Gli obblighi del datore di lavoro

L’articolo 2 della legge stabilisce quali sono gli obblighi del datore di lavoro o committente del co.co.pro. al fine di rispettare le nuove norme sui pagamenti degli stipendi a mezzo bonifico.

Innanzitutto viene previsto che il datore di lavoro dovrà inserire, nella comunicazione obbligatoria fatta al centro per l’impiego, gli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale che provvede al pagamento della retribuzione (ovvero una dichiarazione di tale istituto o ufficio attestante l’attivazione del canale di pagamento a favore del lavoratore).

L’annullamento dell’ordine di pagamento potrà essere effettuato solo inviando alla banca o all’ufficio postale indicato nella comunicazione obbligatoria, una copia della lettera di licenziamento o di dimissioni del lavoratore o del prestatore d’opera, fermo restando l’obbligo di effettuare tutti i pagamenti dovuti dopo la risoluzione del rapporto di lavoro.

In caso di trasferimento dell’ordine di pagamento ad altro istituto bancario o ufficio postale, deve darne comunicazione scritta, tempestiva ed obbligatoria, al lavoratore (tale trasferimento non può comunque comportare ritardi nel pagamento della retribuzione).

Sanzioni per i datori di lavoro che pagano lo stipendio in contanti

Pesanti sanzioni per i datori di lavoro che non rispetteranno la nuova legge. Nel caso di pagamento dello stipendio in contanti e non tramite metodi tracciabili, il datore di lavoro o committente sarà sottoposto a sanzione amministrativa pecuniaria:

  • da 5.000 euro a 50.000 euro, in caso di violazione dell’obbligo di provvedere al pagamento della retribuzione attraverso un istituto bancario o un ufficio postale attraverso uno dei mezzi indicati;
  • pari a 500 euro, in caso di violazione dell’obbligo di comunicazione al centro per l’impiego competente per territorio degli estremi dell’istituto bancario o dell’ufficio postale.

Il testo della nuova legge, approvata dalla Camera, passa ora all’esame del Senato per la conclusione dell’iter legislativo che precede l’entrata in vigore delle nuove regole.