Società benefit, decreto Rilancio: il credito d’imposta per il 50% dei costi

Tommaso Gavi - Imposte

Società benefit, la legge di conversione del decreto Rilancio, che ha ottenuto il via libera definitivo dal Senato il 16 luglio 2020, prevede un credito di imposta del 50% per i costi di costituzione e trasformazione. Le spese devono essere sostenute tra la data di entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre 2020.

Società benefit, decreto Rilancio: il credito d'imposta per il 50% dei costi

Società benefit, il decreto Rilancio, la cui legge di conversione ha ricevuto l’approvazione definitiva del Senato il 16 luglio 2020, prevede un’agevolazione sui costi di costituzione e trasformazione.

Viene stabilito un credito di imposta del 50% sulle spese sostenute tra la data di entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre 2020.

Si può beneficiare del credito in compensazione attraverso il modello F24 a partire dal 1° gennaio 2021.

Vengono, dunque, incentivati i soggetti che decidono di perseguire una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse.

Per il 2020 vengono messi a disposizione 3 milioni di euro, che aumentano a 7 per l’anno 2021.

Società benefit, decreto Rilancio: il credito d’imposta per il 50% dei costi

Per la costituzione o la trasformazione in società benefit è previsto un credito d’imposta del 50% per i costi sostenuti.

L’agevolazione è inserita nell’articolo 38-ter della legge di conversione del decreto Rilancio, che ha ottenuto il via libera definitivo dal Senato il 16 luglio 2020.

Potranno usufruire del credito d’imposta tutti i soggetti che sostengono le spese per costituire o trasformarsi in una società benefit, regolata dall’articolo 1, commi 376 e seguenti, della legge di Bilancio 2016, ovvero legge numero 208 del 2015.

Tali società, oltre allo scopo di dividere gli utili nell’esercizio dell’attività economica, perseguono una o più finalità di beneficio comune nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni ed ogni altro portatore di interesse.

Le spese devono essere sostenute tra la data di entrata in vigore del decreto e il 31 dicembre 2020.

Si può beneficiare del credito d’imposta del 50% tramite compensazione con modello F24 a partire dal 1° gennaio 2021, fino all’esaurimento delle risorse finanziarie stanziate.

Società benefit, decreto Rilancio: le somme stanziate

Il credito d’imposta previsto per la costituzione o la trasformazione in società benefit è rivolto esclusivamente alla promozione di quelle nel territorio nazionale.

Il comma quattro dell’articolo 38-ter prevede che vengano stanziati 3 milioni di euro per il 2020 e 7 milioni di euro per il 2021, provvedendo agli oneri come segue:

“si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall’articolo 265, comma 5, del presente decreto.”

Le modalità e i criteri di attuazione della norma, nel rispetto dei limiti di spesa stabiliti, saranno regolamentate da un decreto del Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Tale misura deve essere adottata entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Il comma 2 chiarisce che il credito d’imposta deve essere riconosciuto nel rispetto delle condizioni e dei limiti della normativa europea in materia di aiuti di stato.

Nello specifico la legge di conversione stabilisce che:

“2. Il credito d’imposta è riconosciuto nel rispetto delle condizioni e dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”, al regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” nel settore agricolo, e al regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis” nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Il credito d’imposta è utilizzabile, esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per l’anno 2021.”

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