Scade a fine mese il termine per sottoscrivere una polizza catastrofale. L’obbligo riguarda le micro e piccole imprese del settore turistico e della ristorazione ma anche di pesca e acquacoltura. Senza non è possibile accedere agli incentivi statali
Il 31 marzo scade l’ultimo termine utile per sottoscrivere una polizza assicurativa contro i danni da calamità naturali.
Entro la fine del mese le micro e piccole imprese del comparto turistico e della ristorazione, quindi ad esempio bar, ristoranti e hotel, devono adeguarsi e provvedere all’adempimento.
La scadenza interessa anche le attività del settore della pesca e dell’acquacoltura.
La cosiddetta polizza CAT-NAT rappresenta un requisito essenziale per l’accesso alle agevolazioni statali. Senza non è possibile richiedere contributi, crediti d’imposta o altri tipi di finanziamento.
Polizze catastrofali: scadenza il 31 marzo per bar, hotel e ristoranti
L’obbligo di stipula di una polizza assicurativa per proteggersi dai danni che possono essere provocati da calamità naturali nasce con la Legge di Bilancio 2024 ma è stato gradualmente applicato a partire dallo scorso anno.
Le grandi imprese sono state le prime ad adeguarsi alla novità, con l’obbligo scattato lo scorso 31 marzo e a settembre è stato, poi, il turno delle medie imprese (50-250 dipendenti).
La scadenza prevista per le micro e piccole imprese è stata invece fissata al 31 dicembre 2025. Tale termine è stato prorogato dal DL Milleproroghe 2026 ma solamente per le imprese che svolgono l’attività in specifici settori.
Per loro la scadenza per adeguarsi al nuovo obbligo è slittata al 31 marzo 2026. Nello specifico la proroga riguarda le:
- imprese della pesca e dell’acquacoltura;
- attività di somministrazione di alimenti e bevande;
- imprese turistico-ricettive.
Oltre a chi svolge attività di pesca e acquacoltura, si tratta, quindi, di attività come bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie e pasticcerie, alberghi, bed & breakfast, ostelli, affittacamere e case vacanza ma anche birrerie, locali notturni, sale da gioco e da ballo, stabilimenti balneari e attività assimilate.
Entro la fine del mese, pertanto, la micro e piccole imprese che operano in tali settori devono provvedere a sottoscrivere una polizza catastrofale contro i danni da calamità naturali.
Come detto la proroga si applica solamenta ai settori indicati. Per tutte le altre micro e piccole imprese il termine di scadenza è rimasto quello di fine dicembre.
Cosa succede se non si stipula la polizza CAT-NAT?
Stipulare una polizza catastrofale contro i possibili danni da calamità naturali come terremoti, alluvioni e frane, è molto importante perché, come anticipato, rientra tra i requisiti necessari per poter accedere a sussidi e agevolazioni pubbliche.
Una previsione che è diventata ancora più netta con l’entrata in vigore del codice degli incentivi e del relativo articolo 9.
Non ci sono, infatti, sanzioni pecuniarie dirette per le imprese che non si adeguano ma le conseguenze possono essere anche più pesanti:
- perdita di finanziamenti pubblici: l’inadempimento comporta l’esclusione da bandi, contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie erogate dallo Stato, anche se non direttamente legati a calamità;
- accesso al credito: le banche potrebbero considerare la mancanza di copertura un rischio maggiore, rendendo più difficile l’ottenimento di finanziamenti o richiedendo garanzie aggiuntive.
In caso di evento catastrofale, inoltre, l’azienda non potrà ricevere aiuti economici pubblici per i danni subiti.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Polizze catastrofali: scadenza il 31 marzo per bar, hotel e ristoranti