Sanzioni penali tributarie: riviste le novità del decreto fiscale 2020

Francesco Oliva - Fisco

Sanzioni penali tributarie, come cambiano? Con le ultime modifiche sul testo del decreto fiscale 2020 si sceglie una via di mezzo e diventano più leggere rispetto alle previsioni iniziali. Il carcere per i grandi evasori è uno dei punti cruciali per il governo, il testo interviene, punto per punto, sulla normativa di riferimento per rafforzare le pene detentive. L'evoluzione delle modifiche.

Sanzioni penali tributarie: riviste le novità del decreto fiscale 2020

Sanzioni penali tributarie: come cambiano con le novità del decreto fiscale 2020? Dopo una prima linea più rigida, gli emendamenti al testo, approvati il 2 dicembre in Commissione Finanze della Camera dai relatori, alleggeriscono la pressione iniziale. Quello del DL Fisco resta un intervento importante sulla normativa di riferimento.

Dalle false fatture alla distruzione di documenti contabili con l’articolo 39, il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019 interviene sulla normativa di riferimento per rafforzare le pene detentive.

Il carcere per i grandi evasori è uno dei grandi temi al centro del dibattito sul piano di novità economiche e fiscali a cui il governo sta lavorando in questi mesi. La nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2019, presentata a inizio ottobre, conteneva già in forma embrionale tutti gli elementi che hanno preso, e stanno prendendo, forma nella Legge di Bilancio e nel Decreto Fiscale 2020.

Durante la conferenza stampa di presentazione della NaDef il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte assicurava: “Ultimo, ma certo non trascurabile, obiettivo è un’operazione come mai è stata fatta in passato”.

E sottolineava:

“Per questo ultimo obiettivo siamo consapevoli di dover lavorare anche per inasprire le sanzioni e le pene ai grandi evasori, ma siamo anche che dobbiamo raggiungere con tutti i cittadini un grande patto: un patto sociale, economico, perché uno degli strumenti più efficaci è incentivare l’utilizzo della cosiddetta moneta elettronica”.

Sanzioni penali tributarie: le novità del decreto fiscale 2020 sulle false fatture

Il primo aspetto è sicuramente messo in pratica dall’articolo 39 del Decreto Fiscale 2020, seppur rivisto rispetto alla versione pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019.

Si modifica il decreto legislativo numero 74 del 2000 rafforzando le pene detentive per chi evade.

Le disposizioni avranno effetto dalla data di pubblicazione della legge di conversione.

Gli interventi sulla normativa riscrivono le conseguenze per diversi reati fiscali commessi dai contribuenti.

Si parte dell’articolo 2 che stabilisce pene per chi utilizza false fatture: le novità portano il minimo di un anno e sei mesi di reclusione a un minimo di quattro anni, e il limite massimo dei sei anni a otto.

Le modifiche introdotte nella tabella riassuntiva.

Punti oggetto di modifica dell’articolo 2 del dlgs numero 74 del 2000Pre Decreto FiscalePost Decreto Fiscale
Comma 1, limite minimo e massimo di reclusione Da un anno e sei mesi a sei anni di reclusione Da quattro a otto anni
Introduzione del comma 2 bis - Se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni

Il comma 1 dell’articolo 2 cambia nel modo che segue:

“È punito con la reclusione da quattro a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi”.

E, inoltre, dopo il comma 2, “Il fatto si considera commesso avvalendosi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti quando tali fatture o documenti sono registrati nelle scritture contabili obbligatorie, o sono detenuti a fine di prova nei confronti dell’amministrazione finanziaria”, si inserisce il comma 2 bis:

“Se l’ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni”.

Sempre sullo stesso tema, viene aggiunto un nuovo articolo anche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

In prima battuta, il testo inserito era il seguente:

Art. 25 -quinquiesdecies (Reati tributari) — 1. In relazione alla commissione del delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applica all’ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote”.

Con gli emendamenti sull’articolo 39, approvati il 2 dicembre in Commissione Finanze della Camera, il testo diventa:

“Art. 25-quinquiesdecies. – (Reati tributari) – 1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie:

  • a) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 2, comma 1, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
  • b) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 2, comma 2-bis, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
  • c) per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici previsto dall’articolo 3, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
  • d) per il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 8, comma 1, la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote;
  • e) per il delitto di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti previsto dall’articolo 8, comma 2-bis, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
  • f) per il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili previsto dall’articolo 10, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote;
  • g) per il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte previsto dall’articolo 11, la sanzione pecuniaria fino a quattrocento quote.

2. Se, in seguito alla commissione dei delitti indicati al comma 1, l’ente ha conseguito un profitto di rilevante entità, la sanzione pecuniaria è aumentata di un terzo.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, lettere c), d) ed e)”

Sanzioni penali tributarie per dichiarazione fraudolente mediante altri artifici: novità nel DL Fiscale 2020

Anche nel caso di sanzioni per “dichiarazione fraudolente mediante altri artifici”, l’intervento del Decreto Fiscale si concentra sul limite minimo e massimo della reclusione, e lo innalza.

Attualmente chi mette in atto una frode avvalendosi di particolari artifici può essere punito con la detenzione da un anno e sei mesi fino a sei anni. La novità porta la pena minima a tre anni e quella massima a otto.

L’articolo 3 viene riscritto nel modo che segue:

“Fuori dai casi previsti dall’articolo 2, è punito con la reclusione da tre a otto anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, compiendo operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente ovvero avvalendosi di documenti falsi o di altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento e ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, indica in una delle dichiarazioni relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi o crediti e ritenute fittizi, quando, congiuntamente:

  • a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro trentamila;
  • b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi fittizi, e’ superiore al cinque per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o comunque, e’ superiore a euro un milione cinquecentomila, ovvero qualora l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta, e’ superiore al cinque per cento dell’ammontare dell’imposta medesima o comunque a euro trentamila”.

Sanzioni penali tributarie per dichiarazione infedele: novità nel DL Fiscale 2020

E ancora, per le sanzioni previste in caso di dichiarazione infedele il Decreto Fiscale 2020 introduce quattro elementi di novità riassunti nella tabella che segue, e che riporta anche l’evoluzione delle modifiche in seguito agli emendamenti approvati a dicembre 2019.

Punti oggetto di modifica dell’articolo 4 del dlgs numero 74 del 2000Pre Decreto FiscaleDecreto Fiscale in vigore dal 27 ottobreEmendamenti dicembre 2019
Comma 1, limite minimo e massimo di reclusione Da uno a tre anni di reclusione da due a cinque anni di reclusione due anni a quattro anni e sei mesi
Comma 1, valore dell’imposta evasa 150.000 euro 100.000 euro 100.000 euro
Comma 1, ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione 3.000.000 di euro 2.000.000 di euro 2.000.000 di euro
Comma 1 ter Fuori dei casi di cui al comma 1-bis, non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che singolarmente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste dal comma 1, lettere a) e b). Abrogato Fuori dei casi di cui al comma 1-bis, non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che complessivamente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste dal comma 1, lettere a) e b).

Il testo, dunque, viene riscritto in più punti. Di seguito il risultato finale:

“1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 2 e 3, è punito con la reclusione da due a quattro anni e sei mesi chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi inesistenti, quando, congiuntamente:

a) l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a euro centomila;

b) l’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, anche mediante indicazione di elementi passivi inesistenti, e’ superiore al dieci per cento dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione, o, comunque, è superiore a euro due milioni.

1-bis. Ai fini dell’applicazione della disposizione del comma 1, non si tiene conto della non corretta classificazione, della valutazione di elementi attivi o passivi oggettivamente esistenti, rispetto ai quali i criteri concretamente applicati sono stati comunque indicati nel bilancio ovvero in altra documentazione rilevante ai fini fiscali, della violazione dei criteri di determinazione dell’esercizio di competenza, della non inerenza, della non deducibilità di elementi passivi reali.

1-ter. Fuori dei casi di cui al comma 1-bis, non danno luogo a fatti punibili le valutazioni che complessivamente considerate, differiscono in misura inferiore al 10 per cento da quelle corrette. Degli importi compresi in tale percentuale non si tiene conto nella verifica del superamento delle soglie di punibilità previste dal comma 1, lettere a) e b).”.

Sanzioni penali tributarie per omessa dichiarazione: come cambiano con il DL Fiscale 2020

L’articolo 39 del Decreto Fiscale 2020 passa a rassegna la normativa che regola le sanzioni penali tributarie e anche su quelle previste per omessa dichiarazione aggiusta il tiro.

Il riferimento cardine è l’articolo 5 del Dlgs numero 74 del 2000, come nei casi precedenti, si alza l’asticella sul periodo di reclusione previsto.

Due sono i punti in cui si interviene.

Punti oggetto di modifica dell’articolo 5 del dlgs numero 74 del 2000Pre Decreto FiscaleDecreto Fiscale in vigore dal 27 ottobreEmendamenti dicembre 2019
Comma 1, omessa presentazione della dichiarazione Da un anno e sei mesi a quattro di reclusione Da due a sei anni di reclusione da due a cinque anni
Comma 1-bis, omessa dichiarazione del sostituto di imposta Da un anno e sei mesi a quattro anni di reclusione Da due a sei anni di reclusione due a cinque anni

Con le novità del Decreto Fiscale, l’articolo 5 si presenta nel modo che segue:

“1. È punito con la reclusione da due a cinque anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro cinquantamila.

1-bis. È punito con la reclusione da due a sei cinque anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro cinquantamila”.

Sanzioni penali tributarie per emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Anche sull’emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, il Decreto Fiscale 2020 rincara la dose tenendo fede alla promessa di un inasprimento del carcere per gli evasori.

Punti oggetto di modifica dell’articolo 8 del dlgs numero 74 del 2000Pre Decreto FiscalePost Decreto Fiscale
Comma 1, fatture o altri documenti per operazioni inesistenti Da un anno e sei mesi a sei anni di reclusione Da quattro a otto anni di reclusione
Introduzione del comma 2 bis - Se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni

Il nuovo testo dell’articolo 8 si presenta come segue:

“1. È punito con la reclusione da quattro a otto anni chiunque, al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

2. Ai fini dell’applicazione della disposizione prevista dal comma 1, l’emissione o il rilascio di piu’ fatture o documenti per operazioni inesistenti nel corso del medesimo periodo di imposta si considera come un solo reato.

2-bis. Se l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti, per periodo d’imposta, è inferiore a euro centomila, si applica la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

3. (Comma abrogato)”

Sanzioni penali tributarie per occultamento o distruzione di documenti contabili

Per le sanzioni previste per occultamento o distruzione di documenti contabili, invece c’è una sola modifica e riguarda il periodo di reclusione: il limite minimo passa da un anno e sei mesi a tre e quello massimo da sei a sette anni.

Ecco come cambia il testo dell’articolo 10 del dlgs numero 74 del 2000:

“1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da tre a sette anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, ovvero di consentire l’evasione a terzi, occulta o distrugge in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui e’ obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari”.

Sanzioni penali tributarie per omessi versamenti

Nel caso di omesso versamento di ritenute dovute o certificate o di IVA, il Decreto Fiscale agiva sui limiti delle somme non versate dal contribuente. Con gli emendamenti approvati in Commissione Finanze della Camera tutto torna al punto di partenza.

L’articolo 10 bis, omesso versamento di ritenute dovute o certificate, punisce con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versi entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d’imposta. E non più 100.000 euro, come era stato modificato dal Decreto Legge numero 124 del 2019.

Limiti oggetto di modificaPre Decreto FiscaleDecreto Fiscale in vigore dal 27 ottobreEmendamenti dicembre 2019
Articolo 10 bis - omesso versamento di ritenute dovute o certificate 150.000 euro 100.000 euro 150.000 euro
Articolo 10 ter- Omesso versamento IVA 250.000 euro 150.000 euro 250.000 euro

Allo stesso modo, secondo quanto stabilito dalle novità sull’articolo 10 ter, viene punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a 250.000 euro per ciascun periodo d’imposta. E non più 150.000 euro, come era stato modificato.

Sanzioni penali tributarie per casi particolari di confisca

Infine, il Decreto Fiscale aggiunge al testo del dlgs numero 74 del 2000 un nuovo intero articolo: il 12 ter, casi particolari di confisca.

Nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 ottobre, i contenuti:

“1. Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per taluno dei delitti previsti dal presente decreto,diversi da quelli previsti dagli articoli 10 -bis e 10 -ter , si applica l’articolo 240 -bis del codice penale quando:

  • a) l’ammontare degli elementi passivi fittizi è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 2;
  • b) l’imposta evasa è superiore a euro centomila nel caso dei delitti previsti dagli articoli 3 e 5, comma 1;
  • c) l’ammontare delle ritenute non versate è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 5, comma 1 -bis ;
  • d) l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 8;
  • e) l’indebita compensazione ha ad oggetto crediti non spettanti o inesistenti superiori a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 10 -quater ;
  • f) l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 11, comma 1;
  • g) l’ammontare degli elementi attivi inferiori a quelli effettivi o degli elementi passivi fittizi è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 11, comma 2;
  • h) è pronunciata condanna o applicazione di pena per i delitti previsti dagli articoli 4 e 10”.

Nel testo dell’emendamento la revisione:

“Nei casi di condanna o di applicazione della pena su richiesta a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per i delitti di seguito indicati, si applica l’articolo 240-bis del codice penale quando:

  • l’ammontare degli elementi passivi fittizi è superiore a euro duecentomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 2;
  • l’imposta evasa è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 3;
  • l’importo non rispondente al vero indicato nelle fatture o nei documenti è superiore a euro duecentomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 8;
  • l’ammontare delle imposte, delle sanzioni e degli interessi è superiore a euro centomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 11, comma 1;
  • l’ammontare degli elementi attivi inferiori a quelli effettivi o degli elementi passivi fittizi è superiore a euro duecentomila nel caso del delitto previsto dall’articolo 11, comma 2;
  • dopo la lettera q) è aggiunta la seguente: q-bis) all’articolo 13, comma 2, dopo le parole: «di cui agli articoli» sono inserite le seguenti: 2, 3”.

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