Rottamazione quinquies, prima scadenza senza decadenza

Francesco Rodorigo - Imposte

Con il mancato pagamento della rata unica si decade dalla rottamazione quinquies. Lo stesso accade anche a chi non paga la prima rata? Il chiarimento dell'AdE a Telefisco

Rottamazione quinquies, prima scadenza senza decadenza

Rottamazione quinquies, decadenza esclusa per chi non paga la prima rata.

Questo in sintesi il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate nel corso dell’edizione 2026 di Telefisco, il convegno annuale del Sole 24 Ore-L’Esperto risponde.

Se con il mancato pagamento della rata unica si decade dalla rottamazione, lo stesso non si può dire in caso di omesso versamento della prima rata in caso di opzione per il pagamento dilazionato.

Rottamazione quinquies, prima scadenza senza decadenza

Con i primi pagamenti in partenza il 31 luglio 2026 si continuano a sciogliere dubbi sulla rottamazione quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle.

Per aderire, ricordiamo, c’è tempo fino al 30 aprile 2026. Nella nuova pace fiscale rientreranno le cartelle esattoriali affidate dal 1° gennaio 2000 e fino al 31 dicembre 2023, con alcune specifiche condizioni.

A fornire i chiarimenti è stata l’Agenzia delle Entrate nel corso della 35° edizione di Telefisco. Il quesito posto all’Amministrazione finanziaria riguarda in particolare la fase dei pagamenti e le possibili cause di decadenza dalla definizione agevolata.

Come noto, infatti, uno dei possibili motivi di esclusione dalla rottamazione quinquies è proprio il mancato pagamento delle somme dovute.

La normativa prevede che gli ammessi alla rottamazione quinquies possano optare per il pagamento delle somme dovute in un’unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali.

Chi sceglie di versare il debito in un’unica soluzione deve provvedere entro la scadenza del 31 luglio 2026.

Stessa data anche per il pagamento della prima rata secondo il piano concordato.

Nel caso di mancato pagamento della rata unica scatta la decadenza dalla rottamazione. Come specificato dall’Agenzia, lo stesso non si può, invece, dire per l’omesso pagamento della prima rata.

Rottamazione quinquies: si decade dalla seconda rata

Se, dunque, il debitore omette o ritarda il pagamento della prima rata, in scadenza come detto sempre al 31 luglio 2026, non si decade dalla rottamazione come invece accade in caso di rata unica.

Questo in sintesi il chiarimento fornito dall’Agenzia delle Entrate.

Scendendo nel dettaglio, l’AdE precisa che come stabilito dalla Legge di Bilancio 2026, la rottamazione quinquies non produce effetti in caso di mancato o insufficiente versamento:

  • dell’unica rata;
  • di due rate non consecutive;
  • dell’ultima rata.

Pertanto, l’Agenzia conferma che laddove il contribuente scelga di pagare il debito a rate, l’omesso o ritardato pagamento della prima rata “non determina l’inefficiacia della definizione”.

Tuttavia, prosegue l’AdE, “si incorrerà nell’inefficacia qualora il tardivo pagamento della prima rata, come di qualsiasi altra, si protragga per un lasso di tempo tale da determinare il mancato versamento di due rate”.

In pratica il mancato pagamento della prima rata non comporta la decadenza automatica. Questa scatterà rimane se si salta anche il versamento della seconda, o di una delle altre previste.

Nel caso in cui una rata non venga versata”, aggiunge inoltre l’Agenzia, “la prima rata successiva pagata sarà imputata a quella precedentemente non corrisposta”.

I possibili effetti per il contenzioso

Una disposizione che, come evidenziato nel corso del convegno, ha effetti anche in termine di contenzioso. Questo perché per perfezionare gli effetti processuali della rottamazione è sufficiente il pagamento della prima rata.

Gli effetti, pertanto, si vedranno al 31 luglio 2026. Chi paga si ritroverà dentro la rottamazione, perdendo però l’azione giudiziale. Chi, invece, non paga subito avrà due possibilità.

Se non si procede al versamento della prima rata, come detto, si sta comunque dentro la rottamazione ma non sono stati ancora perfezionati gli effetti processuali della stessa (dato che non è stata pagata la prima rata). Questo significa che il contribuente la possibilità di prendere tempo fino al 30 settembre 2026 (scadenza della seconda rata) per decidere se:

  • tenere in piedi il contenzioso (magari nel mentre è stata depositata una sentenza favorevole che fa prefigurare un esito positivo) e non pagare neanche la seconda rata (si decade e si va avanti col contenzioso);
  • proseguire con la rottamazione (ad esempio si è incerti sul contenzioso oppure è arrivata una sentenza negativa). Si paga la seconda rata e si resta dentro, ricordandosi che, come sottolineato dall’AdE, quel pagamento sarà imputato automaticamente alla rata scaduta il 31 luglio.

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