Bollo auto, verso il via alla rottamazione: come funziona, quanto e quando si paga

Il bollo auto è tra i tributi protagonisti della rottamazione delle tasse locali e regionali. Dal 16 ottobre 2026 si apre lo sportello per fare domanda, un'opportunità che non è però per tutti. Come funziona e quali sono i benefici concessi

Bollo auto, verso il via alla rottamazione: come funziona, quanto e quando si paga

Il bollo auto non pagato dal 2000 e fino al 2023 potrà essere regolarizzato in maniera agevolata.

La rottamazione quinquies delle tasse locali e regionali non esclude la tassa automobilistica che, al contrario, occupa un posto di rilievo nel novero dei tributi per i quali sarà possibile accedervi.

La finestra per fare domanda si aprirà dal 16 ottobre 2026 e il piano dei versamenti a costo ridotto partirà nel primo trimestre del 2027.

Attenzione però: la rottamazione del bollo non è per tutti ma è circoscritta alle regioni che, entro il 31 luglio scorso, hanno detto sì alla sanatoria.

Una panoramica delle regole da conoscere.

Rottamazione del bollo auto non pagato dal 2000 al 2023: come funziona

Parte del più esteso progetto della rottamazione quinquies, la definizione agevolata del bollo auto è stata introdotta con la conversione in legge del Decreto in materia fiscale n. 38/2026.

L’articolo 10 quinquies ha esteso la rottamazione ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione da parte di comuni e regioni, subordinando però l’efficacia della misura all’approvazione di una specifica delibera entro lo scorso 31 luglio.

Dal punto di vista pratico, anche al bollo auto - il principale tributo gestito a livello regionale - si applicheranno le regole già in campo per la rottamazione nazionale.

Chi vi aderirà potrà pagare il debito contenuto nella cartella notificata dall’AdER senza sanzioni e interessi.

In aggiunta, l’importo potrà essere rateizzato in un massimo di 54 quote a scadenza bimestrale, con un minimo però di 100 euro per ciascuna di queste.

La mappa delle adesioni: le regioni che hanno detto sì alla rottamazione del bollo auto

La scelta della Regione di riferimento in merito all’adesione alla rottamazione del bollo auto e degli altri tributi di propria competenza è il passaggio più delicato.

La norma, pur avendo esteso la portata della rottamazione quinquies, ha lasciato agli Enti locali e territoriali la facoltà di scegliere se concedere o meno una chance di regolarizzazione agevolata ai propri cittadini.

Da un monitoraggio della situazione cristallizatasi dopo il 31 luglio 2026, data che come già detto ha rappresentato il termine ultimo per le adesioni, ad aver detto sì alla definizione agevolata sono state le seguenti regioni:

  • Campania;
  • Lazio;
  • Basilicata;
  • Puglia;
  • Umbria.

Le altre si collocano sulla sponda opposta e non hanno formalizzato la volontà di applicare la rottamazione quinquies per i debiti di propria competenza.

Si segnala che, in ogni caso, resta aperta la finestra a tempo indeterminato fissata dalla Legge di Bilancio 2026, che già prima dell’intervento approvato in fase di conversione del Decreto Fiscale, ha introdotto la possibilità per comuni e regioni di rottamare i debiti gestiti direttamente (e quindi non affidati ad AdER).

Lungo questa direttrice si è quindi mossa, ad esempio, la Regione Sicilia, con l’approvazione a ridosso di Ferragosto della norma “straccia bollo” che coprirà le posizioni non pagate fino al 31 dicembre 2025.

Un caso utile per evidenziare la necessità di monitorare attentamente le delibere pubblicate dalla regione di appartenenza, tenuto conto del quadro in evoluzione.

Domanda al via dal 16 ottobre. Pagamenti dal 2027

Tornando alla rottamazione dei bolli affidati all’AdER, i residenti nelle regioni aderenti dovranno prestare particolare attenzione al calendario degli appuntamenti autunnali.

Il primo è fissato al 15 ottobre 2026 ed è la data entro la quale l’Agenzia metterà a disposizione il dettaglio delle cartelle che sarà possibile rottamare. In questo elenco vi rientreranno anche i tributi comunali, sempre a patto che l’Ente di riferimento abbia aderito alla definizione agevolata.

Immediatamente dopo, dal 16 ottobre si aprirà la finestra per presentare domanda, fino alla scadenza del 15 dicembre.

Nel 2027 si aprirà invece la partita dei pagamenti. In primis, l’Agenzia delle Entrate Riscossione comunicherà il conto dovuto e il piano da seguire entro il 28 febbraio. Poi, il 31 marzo bisognerà versare la prima o unica rata prevista.