Rivalutazione partecipazioni, seconda rata senza proroga: scadenza ferma al 30 giugno 2020

Rivalutazione partecipazioni, la scadenza della seconda rata del 30 giugno 2020 non è stata oggetto di proroga. L'Agenzia delle Entrate fa il punto delle novità previste dal decreto Rilancio con la risposta all'interpello n. 236 del 3 agosto 2020.

Rivalutazione partecipazioni, seconda rata senza proroga: scadenza ferma al 30 giugno 2020

Rivalutazione partecipazioni 2019, nessuna proroga della scadenza per la seconda rata. Il termine del 30 giugno 2020 non rientra tra gli adempimenti rinviati al mese di settembre dal decreto Rilancio.

A fornire chiarimenti è l’Agenzia delle Entrate, che con la risposta all’interpello n. 236 del 3 agosto 2020 coglie l’occasione per fare il punto circa le novità previste dal decreto Rilancio.

Per chi si è avvalso della rivalutazione dei titoli posseduti al 1° gennaio 2019, i diversi decreti emanati nel periodo di emergenza non hanno previsto una proroga dei termini di versamento.

Una novità è stata tuttavia introdotta con il decreto Rilancio, che ha riaperto la procedura di rivalutazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° luglio 2020.

Rivalutazione partecipazioni, seconda rata senza proroga: la scadenza era il 30 giugno 2020

Non c’è ad oggi nessuna deroga alla scadenza del 30 giugno 2020 relativa alla seconda rata dell’imposta sostitutiva dell’11% per la rivalutazione delle partecipazioni possedute al 1° gennaio 2019.

Questo è quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello n. 236 del 3 agosto 2020.

Il decreto Rilancio ha prorogato l’agevolazione fiscale per le rivalutazioni delle partecipazioni e dei terreni edificabili con destinazione agricola posseduti al 1° luglio 2020, senza modificare il calendario dei versamenti relativi alla precedente procedura.

Nel novero di adempimenti e versamenti prorogati a settembre non rientra quindi la seconda rata della rivalutazione delle partecipazioni del 2019.

Si tratta dell’agevolazione prevista dall’articolo 1, comma 1053 della Legge di Bilancio 2019, che ha consentito di rideterminare il valore dei titoli posseduti al 1° gennaio 2019 con il versamento di un’imposta sostitutiva dell’11%.

Il versamento poteva essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2019, ovvero in un massimo di tre rate annuali di pari importo. La seconda scadenza da tenere a mente era quindi quella del 30 giugno 2020, termine rimasto invariato.

Agenzia delle Entrate - risposta all’interpello n. 236 del 3 agosto 2020
Interpello articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - termini di versamento dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei valori di acquisto delle partecipazioni ex articolo 5 della legge n. 448 del 2001

Rivalutazione 2019 senza proroga. Dal decreto Rilancio una chance per partecipazioni e terreni posseduti al 1° luglio 2020

Al chiarimento sulla mancata proroga della scadenza dello scorso 30 giugno, l’Agenzia delle Entrate affianca la novità previste dal decreto Rilancio.

Con le modifiche apportate in sede di conversione, l’articolo 137 del Decreto Rilancio, al comma 1 stabilisce che l’imposta sostitutiva dell’11% potrà essere applicata anche alle operazioni di rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola posseduti alla data del 1° luglio 2020.

Il versamento delle imposte dovute dovrà essere effettuato entro il 15 novembre 2020 o mediante rateizzazione, con un massimo di tre rate annuali, maggiorate del 3% di interessi.

Come di consueto sarà necessaria la redazione ed il giuramento della perizia, sempre entro il 15 novembre 2020. Dal decreto Rilancio c’è quindi una riapertura alla procedura di rivalutazione dei titoli, ma non una proroga dei termini.

Una chance per chi non ha pagato la seconda rata del 30 giugno 2020 è rappresentata dall’articolo 7, comma 2, lettere ee) ed ff) del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, il quale prevede che:

  • i soggetti che si avvalgono della rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati, ovvero dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola, di cui agli articoli 5 e 7 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, qualora abbiano già effettuato una precedente rideterminazione del valore dei medesimi beni, possono detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione l’importo relativo all’imposta sostitutiva già versata. [...]
  • i soggetti che non effettuano la detrazione di cui alla lettera ee) possono chiedere il rimborso della imposta sostitutiva già pagata, ai sensi dell’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e il termine di decadenza per la richiesta di rimborso decorre dalla data del versamento dell’intera imposta o della prima rata relativa all’ultima rideterminazione effettuata. L’importo del rimborso non può essere comunque superiore all’importo dovuto in base all’ultima rideterminazione del valore effettuata.

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