Statali: c’è la firma sul rinnovo CCNL, aumento medio di 162 euro

Francesco Rodorigo - Pubblica Amministrazione

Trovato l'accordo sull'ipotesi di rinnovo del CCNL Funzioni centrali 2025/2027. In arrivo un aumento medio di 162 euro. Tra le novità la disciplina dell'intelligenza artificiale e il rafforzamento delle misure di conciliazione vita-lavoro

Statali: c'è la firma sul rinnovo CCNL, aumento medio di 162 euro

Le trattative per il rinnovo del contratto collettivo Funzioni centrali, che interessa circa 200.000 dipendenti della pubblica amministrazione, arrivano a un punto di svolta.

Le parti coinvolte hanno siglato l’ipotesi di contratto per il triennio 2025/2027.

Il nuovo CCNL migliora le condizioni economiche e interviene su questioni legate alla flessibilità e al benessere lavorativo, ma introduce anche una specifica disciplina dedicata all’intelligenza artificiale.

L’aumento medio in busta paga sarà di 162 euro mensili, per tredici mensilità.

Statali: c’è la firma sul rinnovo CCNL, aumento medio di 162 euro

Il 9 giugno è arrivato l’accordo per il rinnovo del contratto Funzioni centrali 2025/2027.

L’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, e alcune delle principali organizzazioni sindacali hanno firmato l’ipotesi di CCNL che interessa circa 200.000 dipendenti della pubblica amministrazione, in particolare di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come INPS e INAIL.

Tra le principali novità sicuramente l’aspetto economico. Per quanto riguarda la retribuzione, infatti, lavoratori e lavoratrici riceveranno in busta paga un aumento medio di 162 euro lordi mensili, per 13 mensilità. Un incremento che fa crescere del 5,4 per cento il complesso della busta paga.

Il nuovo adeguamento non è operativo da subito. Manca infatti il passaggio di verifica della Ragioneria e della Corte dei conti e il via libera definitivo dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri.

L’incremento si aggiunge a quello del 6 previsto dal rinnovo per il triennio 2022/2024, firmato il 27 gennaio 2025 e soprattutto, come evidenziato anche dal Ministro per la PA Paolo Zangrillo, è la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica che un contratto del comparto funzioni centrali viene firmato dentro il triennio di competenza.

Le nuove tabelle retributive prevedono incrementi lordi mensili della retribuzione che vanno dai circa 44 euro per gli operatori ai circa 221 euro per le elevate professionalità, da corrispondere per 13 mensilità.

Di seguito le tabelle con gli aumenti mensili per il triennio.

AreaDal 1° gennaio 2025Dal 1° gennaio 2026Dal 1° gennaio 2027
Elevate professionalità 78,10 156,20 221
Funzionari 57,20 114,40 161,80
Assistenti 47,10 94,20 133,20
Operatori 44,70 89,50 126,60

Di seguito, invece, la nuova retribuzione tabellare annua per 12 mensilità a cui aggiungere la tredicesima.

AreaDal 1° gennaio 2025Dal 1° gennaio 2026Dal 1° gennaio 2027
Elevate professionalità 35.571,69 36.508,89 37.286,49
Funzionari 26.049,53 26.735,93 27.304,73
Assistenti 21.449,57 22.014,77 22.482,77
Operatori 20.384,04 20.921,64 21.366,84

Rinnovo CCNL Funzioni centrali: conciliazione vita lavoro e intelligenza artificiale

Il nuovo CCNL Funzioni centrali, come anticipato, prevede una serie di importanti novità, a partire dall’introduzione di una specifica disciplina dedicata all’intelligenza artificiale.

Si tratta, come evidenziato dal Presidente dell’Aran Antonio Naddeo, dell’introduzione, per la prima volta in assoluto, di un titolo contrattuale dedicato all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo è quello di accompagnare i processi di innovazione tecnologica garantendo trasparenza, tutela dei lavoratori e centralità della decisione umana. Nello specifico, il contratto prevede il diritto all’informazione preventiva sull’utilizzo di sistemi di IA, il divieto di decisioni integralmente automatizzate che incidano sul rapporto di lavoro, così come specifici percorsi formativi per favorire un utilizzo consapevole e responsabile della tecnologia.

Ma non solo. Il nuovo CCNL prevede il miglioramento della disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto, con il rafforzamento delle misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e la possibilità di ampliare il numero delle giornate svolte a distanza per i lavoratori che presentino particolari esigenze di salute, esigenze connesse alla genitorialità o che assistano familiari con disabilità grave.

Tra le altre novità dell’ipotesi di rinnovo si segnalano, poi, il rafforzamento degli istituti di partecipazione sindacale (attraverso l’ampliamento delle informazioni preventive e l’estensione delle materie oggetto di confronto e contrattazione integrativa), una maggiore attenzione allo sviluppo professionale del personale mediante la previsione di un sistema integrato di valorizzazione delle competenze e di strumenti di pianificazione strategica delle conoscenze e dei saperi e il rafforzamento degli strumenti di contrattazione integrativa e dei fondi destinati alla valorizzazione del personale.