CCNL funzioni locali: firmato il rinnovo, aumento medio di 152 euro

Francesco Rodorigo - Pubblica Amministrazione

C'è la firma sull'ipotesi di rinnovo del CCNL per le funzioni locali per il triennio 2025/2027. I dipendenti comunali riceveranno un aumento mensile medio di 152 euro. Novità anche su nuove figure e intelligenza artificiale

CCNL funzioni locali: firmato il rinnovo, aumento medio di 152 euro

Aumenti di stipendio in arrivo per dipendenti di comuni e regioni, riceveranno circa 150 euro in più al mese in busta paga.

L’incremento, a cui si aggiungono arretrati medi da circa 1.100 euro, è previsto dall’ipotesi di rinnovo del CCNL funzioni locali per il triennio 2025/2027.

Non solo aumenti retributivi e arretrati ma anche novità per disciplinare l’intelligenza artificiale e rafforzare il sistema di welfare integrativo. Il nuovo CCNL introduce anche la regolamentazione della figura del social media e digital manager.

CCNL funzioni locali: firmato il rinnovo, aumento medio di 152 euro

A pochi mesi dall’ultimo rinnovo arriva un nuovo traguardo per i dipendenti statali degli enti locali. L’ARAN e le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto hanno sottoscritto il 21 luglio l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL relativo al triennio 2025/2027.

Il contratto collettivo nazionale riguarda circa 403.000 lavoratori e lavoratrici dipendenti di Regioni, Comuni, Camere di Commercio e degli altri enti del comparto. L’ipotesi di rinnovo introduce una serie di novità, non solo dal punto di vista economico.

Per quanto riguarda la retribuzione, il nuovo CCNL prevede un aumento di stipendio medio di 152 euro lordi mensili per 13 mensilità per il personale dei Comuni e a 141 euro mensili lordi per 13 mensilità per il personale degli altri enti del comparto.

Gli arretrati, calcolati ad ottobre 2026 ammontano a 1.136 euro medi.

Come si legge nel comunicato dell’ARAN, in continuità con il precedente contratto, il rinnovo valorizza le componenti fisse della retribuzione (stipendio tabellare e indennità di comparto) e garantisce l’utilizzo delle risorse aggiuntive previste dalla legge di bilancio a favore dei Comuni.

Di seguito le tabelle con gli incrementi mensili, la nuova retribuzione tabellare annua e con l’indennità di comparto.

Ma le novità dell’ipotesi di rinnovo del CCNL funzioni locali non si limitano alla parte retributiva. Il nuovo contratto, infatti, si sofferma anche su altri aspetti importanti, a partire dalla disciplina dell’utilizzo dei sistemi di IA.

Rinnovo CCNL funzioni locali: le novità nel nuovo contratto

Dopo l’introduzione delle regole su settimana corta e buoni pasto con rinnovo per il triennio 2022/2024, con la nuova tornata contrattuale sono in arrivo anche altre importanti novità.

Il contratto introduce, per la prima volta nella contrattazione collettiva delle funzioni locali, un titolo interamente dedicato all’intelligenza artificiale. Qui sono disciplinati l’utilizzo dei sistemi di IA, le garanzie per il personale e la formazione per un uso responsabile.

Tra le altre innovazioni si segnala:

  • la regolamentazione della figura del social media e digital manager, in attuazione del decreto-legge n. 25/2025;
  • la particolare attenzione alle modalità di finanziamento degli incarichi di EQ negli Enti senza la dirigenza;
  • la rivisitazione, per determinate casistiche, delle voci economiche da riconoscere durante la fruizione delle ferie;
  • il rafforzamento del sistema di welfare integrativo (assistenza sanitaria integrativa, sostegno alle famiglie, previdenza complementare) come leva di attrattività del lavoro pubblico;
  • maggiori flessibilità per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, con priorità ai soggetti più fragili e a chi svolge un ruolo di cura;
  • l’integrale riscrittura della costituzione del Fondo risorse decentrate, in ottica di semplificazione;
  • l’incremento dell’indennità di comparto e la semplificazione delle regole del Fondo risorse decentrate.

Da evidenziare poi il meccanismo di copertura economica in caso di vacanza contrattuale: a partire dall’anno successivo alla scadenza, un’anticipazione pari al 30 per cento dell’inflazione IPCA misurata sugli stipendi tabellari, che sale al 50 per cento dopo sei mesi.