Riforma pensioni 2022, aperto il tavolo tra Governo e sindacati per rivedere la Legge Fornero

Eleonora Capizzi - Pensioni

Riforma pensioni 2022, avviato il tavolo di confronto Governo - sindacati per superare la Legge Fornero: il 16 novembre 2021 il Presidente Draghi ha incontrato le parti sociali per trovare un punto di incontro entro marzo prossimo. Sfuma così l'ipotesi di una revisione strutturale da inserire all'interno della prossima Manovra.

Riforma pensioni 2022, aperto il tavolo tra Governo e sindacati per rivedere la Legge Fornero

Riforma pensioni 2022, per una revisione strutturale della Legge Fornero bisognerà attendere fino a marzo del prossimo anno.

Questo è quanto risulta dall’incontro tra Governo e sindacati del 16 novembre 2021, in cui è emersa comunque la volontà di arrivare ad un punto di incontro il prima possibile. Il termine ultimo, con molta probabilità, è il prossimo Documento di Economia e Finanza atteso tra fine marzo e inizio aprile 2022.

Sfuma così, per chi ancora sperava nel raggiungimento di una quadra entro l’anno, l’ipotesi di una riforma strutturale del sistema previdenziale da attuare con Legge di Bilancio 2022 per mancanza, oltre che di un’intesa, anche di risorse.

Tuttavia il tavolo di confronto tra il Presidente Draghi e leader di CGIL, CISL e UIL non ha chiuso del tutto la questione Legge Fornero - Manovra. Nell’immediato infatti si preannunciano una serie di tavoli più ristretti per limare gli interventi già presenti nel testo.

In contemporanea, ma a una diversa velocità, partirà la discussione più ampia sul restyling complessivo del sistema pensionistico. Anche in questo caso sono previsti più appuntamenti tra parti sociali e Governo, il primo dei quali dovrebbe essere fissato all’inizio di dicembre.

Tra gli obiettivi annunciati dai sindacati per superare le distorsioni della Legge Fornero l’introduzione di elementi di flessibilità in uscita, l’apertura alla pensione di garanzia per alcune categorie di soggetti e la rimodulazione dei sistemi di determinazione dei requisiti in base alla gravosità delle professioni.

Riforma pensioni 2022, aperto il tavolo tra Governo e sindacati per rivedere la Legge Fornero

Il confronto sulla riforma strutturale delle pensioni partirà a dicembre e, secondo la prima tabella di marcia delineata, dovrebbe concludersi entro marzo-aprile 2022 con l’emanazione del DEF.

Mentre il dialogo sul testo della Legge di Bilancio 2022, ora in esame al Senato, partirà già nei prossimi giorni.

È quindi emerso un doppio impegno da parte del Governo:

  • nei primi giorni di dicembre si aprirà un confronto sulla Legge Fornero;
  • nei prossimi giorni si avvierà un tavolo tecnico sulle pensioni tra parti sociali e Ministro del Lavoro, in merito alla possibilità di intervenire ora sul testo della Manovra.

Per entrambi i percorsi, in ogni caso, le istanze dei sindacati rimangono le stesse. Il tutto sta nel vedere se e quando avranno un riscontro.

Tra le richieste avanzate, per esempio, c’è quella che vorrebbe una maggiore flessibilità di accesso alla pensione per tutti coloro che abbiano compiuto 62 anni o, in alternativa, abbiano maturato 41 anni di contributi a prescindere dall’età.

Secondo lo schema proposto l’importo dell’assegno verrebbe determinato in base ai soli contributi versati (sistema contributivo) e non in base agi ultimi stipendi percepiti (sistema retributivo).

Accanto a questa modifica più trasversale, CISL, UIL e CGIL vorrebbero intervenire anche nei confronti di quelle categorie di lavoratori che, ad oggi, sul fronte previdenziale risultano più penalizzate di altre le donne, i giovani, gli invalidi e non solo.

Pensioni 2022, Super APE sociale, pensione di garanzia le altre richieste dei sindacati

L’obiettivo dei sindacati era fissare, con il confronto del 16 novembre, un primo tassello sulla riforma del sistema pensionistico da attuare già in Legge di Bilancio 2022. Come visto però bisognerà attendere il prossimo anno.

Per le rimodulazioni “meno sostanziose” in tema pensioni da inserire nella Legge di Bilancio 2022, invece, i sindacati si confronteranno subito con i Ministri Daniele Franco e Andrea Orlando in sede tecnica.

Oltre alla citata soluzione “Opzione per tutti” con 62 anni di età e 41 di contributi, tra le proposte ci sarebbero quella riservata a disoccupati, invalidi, caregiver e lavoratori che gravosi e usuranti.

Si vorrebbe concedere l’anticipo pensionistico a queste categorie oltre a quelle già inserite, con l’ampliamento della platea delle professioni gravose previsto nella Manovra 2022.

Il DDL in esame oggi in Parlamento prevede infatti già la proroga di un anno dell’APE sociale in versione estesa a ulteriori categorie di lavori gravosi, 23 in tutto.

Eppure per i sindacati sarebbe necessario allargarlo ancora estendendolo, da una parte, ad altre mansioni gravose e dall’altra ai cosiddetti “precoci”, ossia coloro che hanno iniziato a lavorare prima di ver compiuto 18 anni.

C’è poi l’intenzione di favorire i giovani, le donne e i lavoratori discontinui, per i quali i sindacati spingono per una pensione di garanzia modulata, anche in questo caso, sul numero di anni di lavoro e sui contributi versati. Un “salva gente” che copra anche i periodi di disoccupazione, di formazione o quelle in cui si sono percepiti stipendi molto bassi.

In ogni caso, per sapere cosa cambierà nell’attuale sistema pensionistico bisognerà attendere ancora. Il primo “un assaggio”, come anticipato, farà parte delle novità della Legge di Bilancio 2022, da approvare entro la fine dell’anno.

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