Riforma fiscale: le priorità per la Commissione europea nell’intervento di Gentiloni

Tommaso Gavi - Fisco

Riforma fiscale, tre sono le priorità che arrivano dalla Commissione europea: riduzione della tassazione sul lavoro, semplificazione del sistema e lotta contro l'evasione fiscale. Ad intervenire è il Commissario Gentiloni nell'audizione delle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato del 7 maggio 2021.

Riforma fiscale: le priorità per la Commissione europea nell'intervento di Gentiloni

Riforma fiscale, con l’audizione delle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato del 7 maggio 2021 si avvia alla fase finale il confronto sulla riforma dell’IRPEF e sugli altri aspetti del sistema tributario.

Ad intervenire è il Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, che indica le tre priorità su cui deve poggiare la riforma fiscale:

  • riduzione della tassazione sul lavoro;
  • semplificazione del sistema;
  • lotta contro l’evasione fiscale.

Nell’ampia panoramica sugli aspetti europei ed internazionali, Gentiloni si è soffermato anche sulla web tax, con una proposta di tassazione europea per colpire i giganti del digitale, e il Next generation EU.

Sulla riforma italiana il commissario sottolinea che “la commissione è guardiana dei trattati” ma la competenza è nazionale e non europea.

Riforma fiscale: le priorità per la Commissione europea nell’intervento di Gentiloni

La riforma fiscale è ancora una volta al centro delle audizioni delle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato, nel corso dell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario.

In quella del 7 maggio 2021 interviene il Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, che ribadisce quali sono le priorità indicate dalla Commissione europea:

  • riduzione della tassazione sul lavoro;
  • semplificazione del sistema;
  • lotta contro l’evasione fiscale.

Priorità che però devono essere rese concrete dalle decisioni degli Stati. A riguardo il commissario Gentiloni specifica quanto segue:

“Nel gergo bruxellese si dice che la commissione è guardiana dei trattati, a me spetta innanzi tutto dire come stanno le cose degli attuali trattati europei e come funziona da questo punto di vista. Non c’è dubbio che la competenza, secondo il principio di sussidiarietà prevalente in materia di tassazione, è nazionale e non è europea.”

Nel suo intervento il commissario Gentiloni commenta anche i tempi della riforma, inseriti nel recovery plan italiano, inviato la scorsa settimana a Bruxelles.

A parere del commissario europeo la scadenza di fine luglio per la presentazione da parte del governo di una legge delega appare tecnicamente e giuridicamente possibile.

Nel suo insieme la riforma deve inoltre riuscire nella sfida di tenere insieme la creazione di ricchezza e la ridistribuzione della stessa, senza dover necessariamente sacrificare uno dei due aspetti in favore dell’altro.

La web tax europea e la sfida del Next generation EU

Oltre alla riforma fiscale italiana, l’intervento del commissario per l’economia Paolo Gentiloni si è soffermato su numerosi altri temi europei ed internazionali.

Tra questi, quello della web tax o digital tax, una tassazione sui servizi digitali.

Quello di prevedere un prelievo digitale europeo che non si sovrapponga a quello deciso in sede OCSE e che eviti il proliferare di tassazioni nazionali è una delle sfide per l’Europa.

Tra le altre ci sono anche:

  • il meccanismo di aggiustamento delle emissioni alla frontiera, con l’obiettivo di evitare uno svantaggio competitivo per le imprese dell’Unione europea;
  • l’aggiornamento della tassazione energetica.

Gli interventi in tema di energia si affianca a quelli che puntano sulla decarbonizzazione: un pacchetto di misure ambientali “pacchetto 55” per ridurre le emissioni del 55 per cento entro il 2030.

Il commissario Paolo Gentiloni ha dedicato parte del suo intervento anche alle decisioni europee dello scorso marzo 2020, nell’ambito delle politiche monetarie e di bilancio, per attenuare gli effetti della crisi causata dall’emergenza coronavirus.

Per il futuro, alle misure di grande sostegno dell’economia, seguirà una fase più selettiva per evitare conseguenze sul piano economico e sociale.

Per il rilancio e la ripresa dell’economia dell’eurozona, previsto per la seconda metà dell’anno, fondamentale sarà la buona riuscita del Next Generation EU che mobilita risorse per rendere le economie più sostenibili e competitive.

Il successo dei recovery plan, infatti, potrebbe dimostrare la replicabilità di simili investimenti e sarà fondamentale il contributo degli Stati nell’impiego delle risorse.

Strettamente connessa alla sostenibilità di tali interventi è anche la capacità di ripagare il debito con risorse proprie.

il debito verrà rimborsato con risorse raccolte dall’Unione e la cui riuscita di tale operazione è strettamente connessa con la sostenibilità dell’intero impianto di interventi.

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