Riforma delle carriere nella PA: promozioni senza concorso, tornano i vincoli per i premi

Francesco Rodorigo - Pubblica Amministrazione

Arriva il primo via libera al DDL che riforma i percorsi di carriera nella pubblica amministrazione. Dai premi ai concorsi, le novità per gli statali

Riforma delle carriere nella PA: promozioni senza concorso, tornano i vincoli per i premi

Come cambia lo sviluppo delle carriere nella pubblica amministrazione?

Il disegno di legge di riforma promosso dal Ministero per la PA passa il primo esame alla Camera e si appresta a ricevere il via libera definitivo anche dal Senato.

Tra le novità di maggiore impatto il percorso interno che non sarà più gestito, almeno in parte, tramite concorso.

I nuovi dirigenti saranno promossi previa specifica selezione e conferma dell’incarico dopo un periodo di prova di almeno 4 anni.

Vengono rivisti anche i premi assegnati ai dipendenti, con la reintroduzione di specifici vincoli per evitare i giudizi positivi “a pioggia” e premiare solo chi lo merita effettivamente.

Riforma delle carriere nella PA: promozioni senza concorso

Il disegno di legge con la riforma delle carriere nella PA ha ricevuto il primo via libera dalla Camera e passa all’esame del Senato, dove dovrebbe essere confermata definitivamente senza ostacoli.

La riforma portata avanti dal Ministro Zangrillo mira a premiare solo i lavoratori e le lavoratrici più meritevoli e ad accelerare i percorsi di carriera degli statali che dimostrano di possedere responsabilità e competenze.

In primis lo sviluppo di carriera che potrà portare alla dirigenza anche senza passare necessariamente da un concorso (o dal corso-concorso SNA), come invece previsto finora.

Questa possibilità non sarà accessibile a tutti, ma solamente ai funzionari che possono vantare almeno 5 anni di esperienza nel ruolo attualmente ricoperto.

Tre anni d’attesa in meno, invece, per le cosiddette figure ad elevata professionalità che gerarchicamente si trovano subito sotto i posti da dirigente.

Per il passaggio di carriera, però, non contano solamente gli anni di esperienza lavorativa. Per poter accedere alla dirigenza i candidati dovranno superare con successo la valutazione dei titoli, dei report conseguiti negli ultimi 5/2 anni e delle attitudini dimostrate sul campo (che saranno indicate da una relazione del dirigente responsabile).

L’ultimo step consiste nello svolgimento di una prova scritta e di un colloquio individuale.

I dipendenti che risultano idonei riceveranno un incarico dirigenziale a tempo determinato. In un periodo di massimo tre anni, rinnovabile una sola volta, dovranno dimostrare di poter svolgere con successo la mansione.

A valutarlo sarà un’apposita commissione composta da 7 membri dirigenti (4 interni e 3 esterni, di cui 2 professionisti esperti nella valutazione del personale). Si applicano naturalmente le condizioni di incompatibilità già previste per i concorsi.

Il successivo giudizio positivo relativo ad un periodi di almeno 4 anni nella posizione dirigenziale garantisce l’inserimento a ruolo a tempo indeterminato.

Come previsto dal DDL, allo sviluppo di carriera secondo tali modalità sarà destinato il 30 per cento dei posti da dirigente di seconda fascia e il 50 per cento di quelli di prima fascia. Il 50 per cento dei posti totali resta riservato al concorso SNA. I posti restanti saranno coperti con i concorsi pubblici.

Riforma delle carriere nella PA: premi più alti al 30% del personale

Come anticipato, il DDL con la riforma della PA copre anche la questione dei premi ai dipendenti. Nello specifico, vengono reintrodotti dei limiti per l’erogazione, evitando il riconoscimento di premi in busta paga uguali per tutti.

Il provvedimento propone di vincolare i premi più alti al massimo al 30 per cento del personale di ogni ufficio di livello dirigenziale generale. Con le nuove regole, quindi, non tutti potranno accedere ai punteggi più alti e quindi ai premi maggiori. Il voto eccellente potrà esser assegnato ad un solo dipendente su 5.

L’obiettivo è quello di rendere l’erogazione dei premi più meritocratica, per spingere i dipendenti al miglioramento continuo.

Gli obiettivi, pertanto, saranno assegnati a inizio anno. tra questi rientrerà anche il raggiungimento del target di formazione.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network