Reddito di libertà, per le domande non accolte nuova chance dai fondi regionali

Edoardo Lisi - Leggi e prassi

Reddito di libertà, per le domande non accolte arriva l'opportunità di rifinanziamento da parte di Regioni e Province autonome. Le indicazioni arrivano dall'INPS, che con il messaggio n. 1053 del 7 marzo 2022, illustra le regole da seguire.

Reddito di libertà, per le domande non accolte nuova chance dai fondi regionali

Reddito di libertà, domande non accolte con possibile rifinanziamento.

Le Regioni e Provincie autonome possono incrementare le risorse del fondo statale dedicato a proprie spese, presentando domanda all’INPS.

Le risorse aggiuntive andranno a finanziare esclusivamente le domande, presentate nella stessa Regione o Provincia autonoma, che non sono state accolte per insufficienza dei fondi assegnati.

Lo si apprende dal messaggio dell’INPS n. 1053 del 7 marzo 2022, che definisce le modalità per il rifinanziamento del reddito di libertà con risorse regionali o provinciali.

Reddito di libertà, per le domande non accolte nuova chance dai fondi regionali

Le domande per beneficiare dal reddito di libertà rimaste in standby per carenza di fondi potranno essere accolte qualora la Regione o Provincia autonoma di appartenenza stanzierà una quota aggiuntiva di risorse per integrare il budget statale.

Il messaggio dell’INPS n. 1053 del 7 marzo 2022 chiarisce infatti le modalità di erogazione del sussidio per le donne che hanno presentato domanda ma che non hanno potuto beneficiare del reddito di libertà per insufficienza dei fondi statali assegnati.

Messaggio INPS numero 1053 del 7-03-2022
Reddito di Libertà. Finanziamento della misura con risorse proprie delle Regioni/Province autonome. Articolo 2, comma 2, del D.P.C.M. del 17 dicembre 2020, che definisce i criteri per la ripartizione delle risorse del "Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”, istituito dall’articolo 105-bis del D.L. n. 34 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77 del 2020.

In caso di integrazione del budget da parte Regioni e Province Autonome, le beneficiarie che hanno presentato domanda vedranno accreditarsi il sussidio in un’unica soluzione, per un importo massimo di 400 euro al mese e per un periodo non superiore a 12 mesi, fino a esaurimento dei fondi.

Gli enti locali potranno rifinanziare più volte la dotazione del fondo riservata.

Riguardo le tempistiche, l’Istituto precisa di non assumersi alcuna responsabilità in merito a eventuali ritardi della Regione o Provincia autonoma nell’accredito delle risorse per rifinanziare la misura.

L’INPS sottolinea inoltre che il reddito di libertà continuerà ad essere finanziato primariamente dal budget statale.

In caso di rifinanziamento, saranno quindi riesaminate le domande trasmesse, secondo quanto già indicato con il messaggio numero 4352 del 7 dicembre 2021.

Gli eventuali fondi aggiuntivi immessi dalle Regioni o Province autonome verranno utilizzati solamente in caso di mancanza di fondi nazionali.

Obiettivi e beneficiarie del reddito di libertà

Si ricorda che il reddito di libertà è un sussidio rivolto alle donne vittime di violenza, introdotto dall’articolo 3 comma 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2020.

La misura prevede un contributo economico massimo di 400 euro al mese erogato per 12 mensilità, corrisposto in un’unica soluzione, destinato a supportare l’autonomia abitativa, la riacquisizione dell’autonomia personale, il percorso scolastico e formativo dei figli o delle figlie minori.

A tal proposito, la circolare dell’INPS n. 166 dell’8 novembre 2021 specifica che la ripartizione a livello locale delle risorse destinate al reddito di libertà si basa sui dati ISTAT aggiornati al 1° gennaio 2020, riferiti alla popolazione femminile residente nei Comuni di ciascuna Regione/Provincia autonoma e appartenente alla fascia di età 18-67 anni.

A fronte dell’insufficienza delle risorse stanziate, pari ad un totale 3 milioni di euro, il messaggio del 7 marzo 2022 chiama ora in causa Regione e Province autonome, alle quali viene data la possibilità di integrare il budget con proprie risorse economiche.

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