Pensioni, Quota 100: cos’è, come funziona e cosa prevede la nuova riforma

Alessio Mauro - Pensioni

Novità pensioni quota 100: ecco cos'è, come funziona e cosa prevede la nuova riforma nelle mani del Governo Lega e Movimento 5 Stelle.

Pensioni, Quota 100: cos'è, come funziona e cosa prevede la nuova riforma

Novità pensioni, quota 100 al centro del dibattito sulla riforma annunciata dal Governo Lega e Movimento 5 Stelle, che intendono superare in questo modo la legge Fornero.

Per capire nel dettaglio come funzionerà la quota 100 per l’accesso alla pensione sarà necessario attendere, ma vista la portata del tema ogni giorno emergono novità su chi potrà richiederla e quali potrebbero essere i requisiti.

Il sistema sarà molto simile alla pensione di anzianità in vigore fino al 2011 e prevede che dalla somma di età e contributi versati si arrivi, per l’appunto, alla quota 100. Tuttavia è possibile venga fissato un minimo di età anagrafica per l’accesso alla misura: bisognerà avere almeno 64 anni.

Tra le news emerse negli ultimi mesi e ancor più prepotentemente negli ultimi giorni pare che nel pacchetto di riforma pensioni che il Governo Conte e il Ministro del Lavoro Luigi di Maio intendono approvare torni anche l’Opzione Donna. Ad essere abolite, invece, potrebbero essere le due forme di pensione anticipata introdotte dal Governo Renzi: Ape sociale e Ape volontaria.

Sull’abolizione dell’Ape sociale si è espresso l’ex Ministro del Lavoro, Cesare Damiano: cancellarla sarebbe uno svantaggio per disoccupati o caregiver e sarebbe inoltre negativo se la nuova riforma delle pensioni abolisse i benefici per i lavori usuranti che, attualmente, prevedono la possibilità di accesso alla pensione anticipata con 63 anni e 36 di contributi.

Il Governo Conte dovrà valutare attentamente quali novità introdurre nell’annunciata ed attesa riforma delle pensioni: il superamento della Legge Fornero sarà uno dei banchi di prova di Lega e Movimento 5 Stelle, accanto alla flat tax fortemente voluta dalla Lega.

Cerchiamo di seguito cos’è, come funziona e chi potrà accedere alla pensione con la Quota 100.

Riforma pensioni: cos’è la Quota 100 e come funziona

La Quota 100, una delle novità relative alla riforma pensioni del Contratto di Governo, è un sistema che prevede l’accesso alla pensione quando la somma tra età anagrafica e anni di contributi è pari, appunto, a 100.

Nelle ultime ore stanno emergendo molte indiscrezioni su quali requisiti sarà necessario avere per l’accesso alla quota 100, punti che all’interno del programma di Governo Lega e M5S non sono specificati.

Tra questi vi è l’età anagrafica che, stando alle novità, dovrebbe essere pari ad almeno 64 anni. Pertanto, per fare un esempio, non si potrà andare in pensione perfezionando la quota 100 con 62 anni e 38 di contributi.

Stesse indiscrezioni riguardano gli anni di contributi necessari: secondo alcuni sarà stabilito un minimo di 35, il che consentirebbe di uscire dal mondo del lavoro una volta raggiunti i 65 anni di età.

Novità pensioni 2019 senza riforma

Vista l’attenzione sempre alta sulle pensioni, è opportuno ricordare che in caso di mancata riforma a partire dal 2019 vi saranno numerose novità circa i requisiti necessari per l’uscita dal mondo del lavoro.

Come ben sintetizzato dagli esperti in materia fiscale di Money.it nell’infografica che di seguito si allega, dal 1° gennaio 2019 cambieranno i requisiti per andare in pensione. La legge Fornero ha infatti disposto l’adeguamento biennale con le aspettative di vita rilevate dall’ISTAT e ciò porta a:

  • un innalzamento dell’età pensionabile (ad esclusione di alcune categorie di lavoratori)
  • una riduzione dei coefficienti di trasformazione utilizzati per il calcolo contributivo (i trattamenti previdenziali liquidati saranno più bassi di quelli di quest’anno)

In sostanza, nel caso di mancata approvazione della riforma pensioni, dal 2019 vi saranno otto tipologie pensionistiche. Ecco quali sono le modifiche che entreranno in vigore l’anno prossimo in merito ad età e contributi necessari:

Ovviamente è necessario attendere per valutare quali saranno le modifiche che il Governo introdurrà, verosimilmente, con la Legge di Bilancio 2018.

Quota 41 e Opzione Donna nella riforma pensioni insieme alla Quota 100

Non solo Quota 100: con la nuova riforma, una volta approvata, sarà introdotta la cosiddetta Quota 41 per tutti, attualmente prevista solamente per i lavoratori precoci e previo rispetto di specifici requisiti.

La novità sarebbe l’eliminazione di ogni altro requisito ulteriore ad eccezione dei 41 anni di contributi, che potranno esser perfezionati con un massimo di 2 o 3 anni di contributi figurativi.

Verrà inoltre reintrodotta l’Opzione Donna: le lavoratrici potranno andare in pensione anticipata, con calcolo dell’assegno esclusivamente con sistema contributivo, con almeno 35 anni di contributi e una volta perfezionato il requisito anagrafico di 57-58 anni di età.

Fin qui tutto bene, ma cosa ne sarà dell’Ape sociale, la pensione anticipata introdotta per alcune categorie svantaggiate come disoccupati o lavoratori con disabili a carico?

Alcune indiscrezioni parlano della possibile abolizione della misura che prevede, ad oggi, la possibilità di andare in pensione con almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi (36 per attività usuranti).

Ad essere svantaggiati dalla nuova misura sarebbero, inoltre, le donne: la Legge di Bilancio 2018 ha introdotto la l’Ape rosa, con uno sconto fino a 2 anni sui contributi richiesti per la pensione anticipata.

Si chiarisce, tuttavia, che si tratta soltanto di annunci e indiscrezioni: il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, dovrà tastare bene il terreno per capire cosa lasciare e cosa togliere nella riforma delle pensioni, anche alla luce dei moniti sulla tenuta dei conti dell’INPS avanzati dal Presidente Tito Boeri.