Premi di produttività 2020, tassazione e agevolazioni: guida completa per lavoratori e aziende

Premi di produttività 2020: quale tassazione si applica, quali sono le agevolazioni previste e chi può beneficiare? Guida completa per lavoratori ed aziende, con requisiti, regole da rispettare ed istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.

Premi di produttività 2020, tassazione e agevolazioni: guida completa per lavoratori e aziende

Premi di produttività 2020, tassazione ed agevolazioni: facciamo il punto sul regime fiscale previsto per le somme erogate a titolo di premio di produzione.

Non cambiano requisiti e condizioni per beneficiare della detassazione dei premi di produttività: anche nel 2020 si applica un’imposta sostitutiva del 10% sulle somme riconosciute al lavoratore, fino a 3.000 euro.

In specifiche fattispecie, sui premi di produzione il datore di lavoro può inoltre fruire di una decontribuzione parziale: l’agevolazione si applica in caso di coinvolgimento paritetico del lavoratore, ed entro il limite di 800 euro.

Accanto alle regole sulla detassazione, non cambiano neppure gli adempimenti richiesti ai datori di lavoro: il deposito all’ITL (ex DTL) del contratto aziendale o territoriale è uno degli obblighi da rispettare. Proprio su questo punto e sui tempi da rispettare è recentemente intervenuta l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 36/E del 26 giugno 2020.

Ecco quindi una guida completa e aggiornata ai premi di produttività 2020 e alle regole in materia di tassazioni ed agevolazioni previste.

Premi di produttività 2020, tassazione ed agevolazioni: requisiti ed importi per detassazione e decontribuzione

I premi di produttività sono un incentivo, dall’ammontare variabile, corrisposto dai datori di lavoro ai propri dipendenti a seguito di aumenti di produzione, redditività, qualità, efficienza o innovazione.

Su queste somme è prevista l’applicazione di una tassazione agevolata con imposta sostitutiva pari al 10% e, in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori, è previsto l’esonero parziale dagli obblighi contributivi sia per l’azienda che per il lavoratore.

Sono ammessi a beneficiare del regime di favore sulle somme corrisposte a titolo di premio di produzione i lavoratori che nell’anno precedente a quello di percezione del premio hanno percepito reddito di lavoro dipendente per un importo non superiore a 80.000 euro annui.

L’importo del premio assoggettabile a imposta sostitutiva del 10% e sul quale è possibile beneficiare del bonus di produzione è fissato a 3.000 euro. In caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori, tale limite è aumentato a 4.000 euro per i contratti stipulati prima del 24 aprile 2017.

Il DL n. 50/2017 ha sostituito l’aumento dell’importo ammesso alla detassazione con un’agevolazione di natura contributiva.

Pertanto, per i contratti stipulati dopo il 24 aprile 2017 è prevista la decontribuzione di una parte del premio erogato.

L’agevolazione contributiva sui premi di risultato prevede che:

  • il datore di lavoro può ridurre i contributi a proprio carico del 20% per una quota di premio di risultato non superiore ad 800 euro;
  • il lavoratore non versa su tale importo i contributi a proprio carico.

Decontribuzione premi di produttività 2020: i chiarimenti INPS sul requisito del coinvolgimento paritetico

Sulla decontribuzione dei premi di produttività le istruzioni operative sono state fornite dall’INPS, con la circolare n.104/2018.

L’agevolazione è stata introdotta in sostituzione dell’aumento a 4.000 euro dell’importo ammesso al bonus fiscale, e prevede come requisito fondamentale il coinvolgimento paritetico dei lavoratori.

In merito al concetto di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, l’agevolazione sui premi di produzione si applica qualora i contratti collettivi prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento dei dipendenti, attraverso un piano che stabilisca, ad esempio, la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive.

Si tratta in sostanza di imprese che prevedano la “partecipazione dal basso” dei dipendenti nelle scelte aziendali: è questo il perimetro entro il quale è possibile fruire della decontribuzione fino ad 800 euro del premio aziendale erogato ai dipendenti.

In merito alla decontribuzione prevista per la quota dei premi di risultato non superiore a 800,00 euro sono previste:

  • una riduzione, pari a venti punti percentuali, dell’aliquota contributiva IVS a carico del datore di lavoro;
  • l’esclusione di ogni contribuzione a carico del dipendente;
  • la corrispondente riduzione dell’aliquota di computo per il calcolo del trattamento pensionistico.

Premi di produttività 2020: il deposito del contratto o accordo aziendale, chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

La possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali sui premi di produttività non è automatica, ma sottoposta a determinati adempimenti. Il più importante è il deposito del contratto o dell’accordo aziendale presso l’ITL o DTL, entro il termine di 30 giorni dalla data di sottoscrizione dello stesso.

Proprio in merito ai tempi relativi a stipula e deposito del contratto ed il riconoscimento del premio di produzione è recentemente intervenuta l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 36/E del 26 giugno 2020.

La possibilità di beneficiare della detassazione si applica nel caso in cui il raggiungimento dell’obiettivo di incremento fissato dal contratto avvenga successivamente alla stipula dello stesso.

È quindi necessario che i parametri per misurare l’avvenuto incremento di produzione vengano fissati con ragionevole anticipo. Tuttavia, specifica l’Agenzia delle Entrate, l’importo del premio ammesso alla detassazione non deve essere ricalcolato, in sede di erogazione, tenendo conto della data di sottoscrizione del contratto.

L’Agenzia delle Entrate fornisce un utile esempio, che riportiamo di seguito:

“Nell’ipotesi di un contratto aziendale sottoscritto il 28 marzo 2019 che prevede, per il medesimo anno, l’erogazione di un premio di risultato annuale di euro 1.200, fermo il rispetto delle condizioni richieste dal legislatore, è applicabile il regime fiscale agevolato per l’intero importo del premio di risultato, ovvero euro 1.200, a nulla rilevando la circostanza che il contratto aziendale è sottoscritto dopo l’inizio del periodo congruo, nell’esempio, a marzo dell’anno di riferimento, in cui osservare l’incremento degli obiettivi di produttività.”

La stessa regola è prevista anche in caso di modifica, dopo il deposito, di un contratto aziendale che non rispetti i requisiti previsti.

Agenzia delle Entrate - risoluzione n. 36/E del 26 giugno 2020
Regime fiscale dei Premi di risultato erogati ai sensi dell’articolo 1, commi da 182 a 189, legge 28 dicembre 2015, n. 208 e ss.mm. Ulteriori chiarimenti

Il deposito dei contratti di secondo livello per i premi di produttività 2020 deve avvenire in modalità telematica, non è così più necessario recarsi presso gli uffici territoriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il deposito dovrà essere effettuato accedendo all’apposito servizio messo a disposizione dal Ministero del Lavoro.

Premi di produttività, requisiti: bonus solo con incremento verificabile

In merito ai requisiti per poter beneficiare del bonus fiscale sui premi di produttività, è bene ricordare che è fondamentale che l’incremento di produzione previsto dai contratti collettivi sia verificabile.

Questo perché tra i requisiti previsti per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10 per cento sulle somme erogate a titolo di premio di risultato è necessario verificare che sia stato raggiunto un incremento di produttività o redditività in base a quanto previsto dal contratto collettivo.

La verifica del raggiungimento del risultato previsto per l’erogazione delle retribuzioni premiali dovrà essere effettuata in base al periodo congruo, definito dall’accordo, che potrà essere indifferentemente annuale, infrannuale o ultrannuale.

A ribadirlo è stata l’Agenzia delle Entrate, che ha sottolineato come il risultato conseguito dall’azienda e che giustifica l’erogazione del premio e l’applicazione dell’imposta sostitutiva agevolata debba essere misurabile rispetto ad un risultato antecedente.

Pertanto nei contratti collettivi per la detassazione dei premi di risultato è necessario che siano stabiliti i criteri di misurazione e verifica degli incrementi rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo.

Premi di produzione 2020, conversione in benefit di welfare aziendale

L’erogazione dei premi di produzione può avvenire anche nella forma di benefit di welfare aziendale. L’azienda può in pratica convertire il premio in servizi che non sono considerati redditi e che pertanto sono esenti sia dal punto di vista contributivo che fiscale. Il riferimento normativo di riferimento è l’articolo 51 del TUIR al comma 2, 3 e 4.

Anche per convertire i premi in misure di welfare è necessario che ne sia data apposita indicazione all’interno dei contratti o degli accordi collettivi: i lavoratori, singolarmente, non potranno negoziare la conversione del premio in denaro in benefit sotto forma di servizi qualora non sia esplicitamente previsto nei contratti depositati.

In ogni caso, la conversione dei premi di produttività in welfare è abbastanza conveniente sia per l’azienda che per il dipendente, il quale potrà fruire di diversi servizi, tra cui:

  • contributi per l’assistenza sanitaria;
  • contributi alla previdenza complementare;
  • spese per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto messe a disposizione direttamente dal datore di lavoro mediante convenzioni con aziende esterne.

Tutti i casi nel dettaglio sono analizzati nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5/E del 2018 che alleghiamo di seguito:

Agenzia delle Entrate - circolare n. 5/E/2018
Premi di risultato e welfare aziendale

Tra le misure di welfare previste vi è il rimborso dell’abbonamento dei mezzi pubblici, somma per la quale è prevista l’esenzione fiscale in favore del datore di lavoro.

Il regime fiscale di favore è riconosciuto sia nell’ipotesi in cui il benefit sia erogato dal datore di lavoro volontariamente sia nell’ipotesi in cui sia erogato in esecuzione di disposizioni di contratto, accordo o di regolamento aziendale.

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