Nell’ambito della trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia, l’INPS chiarisce requisiti e modalità per l’accesso ai benefici destinati alle lavoratrici madri
L’INPS ha fornito nuove indicazioni sulla trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità (AOI) in pensione di vecchiaia, chiarendo le procedure per le lavoratrici madri che intendono usufruire dei benefici previsti dalla normativa (articolo 1 della legge n. 222/1984).
Le istruzioni, pubblicate nel messaggio n. 2124 del 26 giugno 2026, ribadiscono il meccanismo di trasformazione automatica e le agevolazioni spettanti alle lavoratrici: l’anticipo dell’età pensionabile oppure l’applicazione di un coefficiente di trasformazione più favorevole.
Assegno ordinario di invalidità, quando scatta la trasformazione in pensione di vecchiaia
L’assegno ordinario di invalidità, disciplinato dall’articolo 1 della legge n. 222 del 1984, viene trasformato automaticamente in pensione di vecchiaia quando si raggiungono i requisiti previsti dalla stessa legge e termina il rapporto di lavoro dipendente.
Per raggiungere i requisiti contributivi necessari alla pensione di vecchiaia vengono conteggiati anche i periodi in cui è stato percepito l’AOI senza svolgere attività lavorativa. Questi periodi servono soltanto a maturare il diritto alla pensione e non incidono sul calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.
La valutazione di questi particolari periodi è ammessa soltanto nei casi di trasformazione automatica dell’assegno in pensione di vecchiaia, e non si applica a chi richiede la pensione dopo che l’assegno di invalidità è stato revocato o non confermato (circolare n. 165 del 25 luglio 1989).
Età e contributi: i requisiti per la pensione di vecchiaia derivante dall’AOI
Per i titolari di assegno ordinario di invalidità determinato sulla base dei contributi, la trasformazione in pensione di vecchiaia può avvenire in due diverse modalità:
- al raggiungimento dell’età pensionabile, fissata a 67 anni per il biennio 2025-2026 (67 anni e un mese per il 2027 e 67 anni e tre mesi per il 2028, salvo ulteriori adeguamenti alla speranza di vita), avendo almeno 20 anni di contribuzione e un importo della pensione non inferiore all’assegno sociale (importo soglia, art. 3, comma 6, della legge n. 335/1995);
- al compimento di 71 anni di età nel biennio 2025-2026 (71 anni e un mese nel 2027 e 71 anni e tre mesi nel 2028), purché siano stati maturati almeno cinque anni di contribuzione effettiva, indipendentemente dall’importo della pensione.
Per chi ha scelto di calcolare il trattamento pensionistico esclusivamente sulla base del sistema contributivo mediante l’opzione prevista dall’articolo 1, comma 23, della legge n. 335 del 1995, la trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia richiede il raggiungimento dell’età pensionabile e almeno 20 anni di contribuzione.
L’INPS precisa che questa opzione può essere esercitata soltanto durante la vita lavorativa o entro il mese precedente la decorrenza dell’assegno ordinario di invalidità. Non è quindi possibile scegliere il sistema contributivo al momento della trasformazione in pensione di vecchiaia.
Lavoratrici madri con assegno di invalidità: agevolazioni sulla pensione di vecchiaia
Per le lavoratrici madri che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità e accedono alla pensione di vecchiaia, la normativa (legge n. 335/1995) consente di ottenere uno tra i seguenti benefici:
- la riduzione dell’età richiesta per la pensione di vecchiaia (è previsto un anticipo di 4 mesi per ogni figlio);
- l’applicazione di un coefficiente di trasformazione più favorevole per calcolare l’importo della pensione.
Per richiedere uno di questi due benefici, la lavoratrice deve presentare un’apposita istanza entro il mese precedente la decorrenza della pensione di vecchiaia, calcolata senza considerare il beneficio in questione.
In attesa dell’aggiornamento delle procedure necessarie per l’invio, la richiesta può essere effettuata utilizzando la domanda di trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia, indicando nelle note il tipo di beneficio richiesto e il numero dei figli.
Lavoratrici madri con assegno di invalidità: cosa succede in caso di pensione anticipata
Se il riconoscimento del beneficio comporta una decorrenza anticipata della pensione di vecchiaia in un periodo in cui è prevista l’erogazione dell’assegno, l’AOI verrà revocato a partire dalla data in cui viene erogata la pensione.
Le somme già corrisposte come assegno di invalidità saranno compensate con gli importi spettanti sulla base della pensione di vecchiaia per lo stesso periodo. Qualora emerga un credito a favore della lavoratrice, l’INPS provvederà alla liquidazione della differenza.
Il beneficio previsto per le lavoratrici madri non potrà essere riconosciuto se la richiesta non verrà presentata entro il termine stabilito.
In mancanza dell’istanza nei tempi previsti, infatti, l’agevolazione non sarà concessa né durante la trasformazione automatica dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia né successivamente attraverso il calcolo della pensione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: In pensione prima con l’assegno di invalidità: l’aiuto extra per le lavoratrici madri