Dal 2027 scatta il primo aumento dell’età per la pensione, ma potrebbe non essere l’unico. La Ragioneria generale dello Stato segnala che senza interventi i requisiti sono destinati a salire ancora dal 2029
Si prospettano nuovi aumenti per l’età pensionabile oltre a quelli che scatteranno dal 2027 e dal 2028.
Dal 2029, infatti, c’è il rischio che i requisiti per la pensione salgano di altri tre mesi per via dell’aggiornamento biennale alla speranza di vita.
Ad illustrare il quadro della situazione è la Ragioneria generale dello Stato, nel rapporto che analizza le tendenze di lungo periodo del sistema pensionistico e
sociosanitario.
Se l’aumento previsto dal 2027 è stato limitato, o meglio spalmato negli anni, dall’intervento previsto in Legge di Bilancio, la strategia per gli anni successivi è ancora tutta da definire.
Aumento età pensionabile: le misure messe in atto con la Legge di Bilancio 2026
Come noto, a partire dal 1° gennaio del 2027 i requisiti per l’accesso alla pensione saliranno di tre mesi.
L’aumento è dovuto all’aggiornamento legato all’adeguamento alla speranza di vita nel Paese, un valore che, come certificato dall’Istat, con la fine dell’emergenza sanitaria è in aumento.
E se da un lato si tratta di una buona notizia, perché significa che in Italia si vive più a lungo, dall’altro rappresenta una sfida per il sistema pensionistico che si troverà ad affrontare pressioni di spesa significative. Adeguare l’età pensionabile, alzando i requisiti per andare in pensione, è una delle soluzioni teoricamente utilizzabili ed è per questo che la legge prevede un aggiornamento biennale per modificare i requisiti.
Il frutto di tale aggiornamento previsto a partire dal 2027 è appunto l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile. Il governo è intervenuto in Legge di Bilancio per limitare l’impatto di tale incremento, spalmandolo su più anni: non tre mesi subito, ma un mese in più dal 2027 e altri due mesi dal 2028.
Dal prossimo anno, dunque, l’età per la pensione di vecchiaia passerà a 67 anni e un mese. Lo stesso per la pensione anticipata ordinaria, con i requisiti che aumentano a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028, poi, saliranno di altri due mesi.
Questo però potrebbe non essere l’unico aumento in programma. Dal 2029 infatti si prospettano ulteriori aumenti.
Aumento età pensionabile: il possibile scenario dal 2029
A fotografare la situazione è il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’Economia nella nota di aggiornamento del 26° Rapporto 2025, “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario” pubblicato lo scorso 20 gennaio.
In sintesi, l’analisi prospetta un nuovo possibile aumento dei requisiti per la pensione che, dal 2029, salirebbero di ulteriori tre mesi facendo arrivare a 67 anni e 6 mesi l’età per la vecchiaia e a 43 anni e 4 mesi quella per la pensione anticipata (sempre 1 anno in meno per le donne).
Sempre in adeguamento all’aspettativa di vita, dal biennio successivo scatterebbe un ulteriore aumento, stavolta di due mesi. A partire dal 2031, infatti, potrebbero aggiungersi altri 2 mesi (quindi 67 anni e 8 mesi per la pensione di vecchiaia, 43 anni e 6 mesi per la pensione anticipata, sempre un anno in meno per le donne).
Di seguito una delle tabelle fornite nel rapporto con il prospetto dei requisiti per l’accesso al pensionamento di vecchiaia (con 20 anni di contributi versati) fino al 2084, effettuato sulla base dello scenario demografico Istat mediano (base 2024).
Ad ogni modo, da qui al 2084, ma anche da qui al 2031, manca ancora tanto tempo e nel mentre le cose potrebbero cambiare. Quella svolta dalla Ragioneria del MEF è un’istruttoria tecnica, perché, come noto, è poi la politica a decidere se procedere su questa linea oppure introdurre modifiche, come è accaduto con la Legge di Bilancio 2026 che è intervenuta per diluire l’aumento di tre mesi previsto nel biennio 2027-2028.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pensione: si rischia un nuovo aumento dell’età dal 2029