Partite IVA, verso la prima scadenza per il bollo sulle fatture 2026. Modifiche al via

Dal 15 aprile sono disponibili gli elenchi delle fatture elettroniche del primo trimestre 2026 per le quali è dovuto il bollo di 2 euro. A fine mese il termine per le modifiche, in vista della scadenza per il versamento da parte dei titolari di partita IVA

Partite IVA, verso la prima scadenza per il bollo sulle fatture 2026. Modifiche al via

Partite IVA, parte la stagione del bollo sulle fatture elettroniche 2026.

Il 15 aprile l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione, come da cronoprogramma, gli elenchi relativi alle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno per le quali risulta dovuto il bollo di 2 euro.

Un passaggio che segna l’avvio dell’attività di modifica e integrazione, in vista della chiamata alla cassa fissata per lunedì 1° giugno.

Anche per il 2026 è confermato il calendario mobile delle scadenze: è l’importo dovuto per il trimestre a dettare le tempistiche da seguire, con la possibilità di differire i versamenti in caso di somme inferiori a 5.000 euro.

Fatture elettroniche, bollo per il primo trimestre 2026: modifiche entro il 30 aprile

È ormai un meccanismo rodato quello che regola il calcolo e il versamento del bollo sulle fatture elettroniche. A cadenza trimestrale, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati trasmessi al SdI per elaborare il conto dovuto, guardando ai documenti emessi dai titolari di partita IVA.

In presenza di fatture per le quali è stato valorizzato il campo “Bollo virtuale”, queste verranno usate per calcolare l’imposta dovuta trimestralmente. L’Agenzia delle Entrate esamina inoltre le fatture per scandagliare la presenza di documenti che, seppur in assenza del flag alla relative voce, rispettano i requisiti per l’applicazione del bollo.

Il duplice intervento dell’Agenzia delle Entrate porta alla messa a disposizione di due elenchi nel portale Fatture e Corrispettivi, l’elenco A e l’elenco B. Su quest’ultimo è ammessa la revisione e l’integrazione da parte del titolare di partita IVA, secondo uno specifico calendario di scadenze.

La prima, relativa alle fatture elettroniche del primo trimestre 2026, è fissata al 30 aprile, ultimo giorno per apportare le modifiche utili al calcolo delle somme dovute definitivamente per il periodo che va da gennaio a marzo.

Ai titolari di partita IVA è quindi richiesto di verificare il calcolo online, disponibile dal 15 aprile, e procedere con le revisioni o le integrazioni utili ai fini di quantificare correttamente l’importo dell’imposta di bollo dovuta.

La scadenza per il versamento è fissata al 31 maggio, termine che cadendo di domenica è automaticamente differito al lunedì successivo, 1° giugno.

PERIODO DI RIFERIMENTOMESSA A DISPOSIZIONE ELENCHI A E BDATA LIMITE MODIFICHE ELENCO BVISUALIZZAZIONE IMPORTO DOVUTO IMPOSTA DI BOLLOSCADENZA VERSAMENTO IMPOSTA DI BOLLO
1° TRIMESTRE 15 aprile 30 aprile 15 maggio 31 maggio
2° TRIMESTRE 15 luglio 10 settembre 20 settembre 30 settembre
3° TRIMESTRE 15 ottobre 31 ottobre 15 novembre 30 novembre
4° TRIMESTRE 15 gennaio dell’anno successivo 31 gennaio dell’anno successivo 15 febbraio dell’anno successivo 28 febbraio dell’anno successivo

Fatture elettroniche, scadenza mobile per l’imposta di bollo anche nel 2026

Rodato è non solo il percorso che porta al calcolo del bollo dovuto sulle fatture elettroniche del trimestre di riferimento, ma anche il set di regole che determina le scadenze da rispettare.

Anche nel 2026 l’imposta di bollo segue un calendario differenziato in base al totale dovuto per il periodo di riferimento.

In particolare, sia per il primo che per il secondo trimestre, se l’imposta non supera la soglia di 5.000 euro è possibile pagare entro il periodo successivo.

In pratica quindi, se l’imposta di bollo del primo trimestre 2026 è di importo inferiore, sarà possibile procedere con il versamento entro il 30 settembre.

Parimenti, se l’importo dovuto per il primo e secondo trimestre resterà ancora sotto-soglia, il pagamento potrà essere effettuato entro il 30 novembre.

Si tratta di una deroga ai termini ordinari voluta per semplificare il calendario degli adempimenti per le partite IVA minori.