Tra i pagamenti elettronici da indicare nello scontrino ci sono anche bonifici e finanziamenti

Alessio Mauro - Comunicazioni IVA e spesometro

Alla luce delle nuove regole di collegamento tra POS e cassa, classificare correttamente i pagamenti elettronici da indicare nello scontrino è fondamentale: rientrano nella categoria anche finanziamenti o bonifici

Tra i pagamenti elettronici da indicare nello scontrino ci sono anche bonifici e finanziamenti

Il nuovo obbligo di collegamento tra POS e cassa porta con sé anche la necessità di classificare e indicare correttamente nello scontrino emesso le modalità con cui vengono pagate le spese da parte dei clienti.

L’obiettivo è quello di dare un quadro chiaro e coerente dei flussi di incasso all’Agenzia delle Entrate. Per questo motivo è fondamentale classificare correttamente i pagamenti elettronici da indicare nel documento commerciale, anche in casi meno lineari come quando si riceve un bonifico o chi acquista sceglie di attivare un finanziamento al consumo.

Anche bonifici e finanziamenti rientrano tra i pagamenti elettronici da indicare nello scontrino

Con l’aggiornamento periodico delle FAQ, risposte a domande frequenti, l’Agenzia delle Entrate sta tracciando il quadro delle regole da seguire per inquadrare correttamente le modalità di pagamento nello scontrino.

D’altronde, tra le novità in vigore da inizio anno c’è anche la necessità di riportare correttamente la formula scelta dai clienti.

“La memorizzazione puntuale dei dati dei pagamenti elettronici è effettuata al momento della registrazione delle operazioni di vendita o prestazione con lo strumento di certificazione dei corrispettivi, riportando nel documento commerciale le forme di pagamento utilizzate e il relativo ammontare. I dati dei pagamenti elettronici memorizzati, di cui al periodo precedente, sono trasmessi giornalmente in forma aggregata”.

Si legge, infatti, nel provvedimento del 31 ottobre, che contiene tutte le istruzioni da seguire per collegare POS fisici e virtuali al Registratore telematico.

Se il pagamento con carta o contanti non pone difronte ad alcun dubbio, ci sono forme di incasso più difficili da classificare. È il caso, ad esempio, di chi acquista tramite finanziamento.

Al pari del bonifico bancario, questa forma di pagamento indiretto va indicata nello scontrino come pagamento elettronico.

“Nell’ipotesi in cui il pagamento del corrispettivo non venga effettuato direttamente dal cliente ma tramite successivo bonifico da parte della società che eroga il credito al consumo”, il documento commerciale deve indicare la stessa modalità di incasso prevista per chi utilizza carte o bancomat.

Questo nuovo chiarimento si aggiunge alla precisazione sugli assegni, bancari o postali, che al contrario devono essere inquadrati come pagamenti in contanti negli scontrini elettronici.

Le sanzioni per chi non indica correttamente le modalità di pagamento nello scontrino

Procedere correttamente al momento dell’emissione dello scontrino è fondamentale per non incorrere in sanzioni.

Per chi trasmette corrispettivi indicando, anche solo per errore, un metodo di pagamento diverso da quello effettivo è prevista una sanzione amministrativa di 100 euro per trasmissione, fino a un massimo di 1.000 euro per trimestre.

È questa, infatti, la penalità prevista in caso di invio di dati incompleti o non veritieri, che non incidono sulla corretta liquidazione del tributo.

D’altronde, le nuove regole introdotte dal 1° gennaio rispondono proprio all’esigenza di dare una panoramica chiara all’Agenzia delle Entrate su canali e flussi di dati che riguardano pagamenti e scontrini elettronici.

Chi si accorge subito di aver indicato le modalità errate può rimediare, però, con l’annullamento del documento commerciale.

Sono queste le istruzioni da seguire “per evitare l’emergere di irregolarità contabili e fiscali e l’irrogazione delle relative sanzioni fisse in virtù di errori materiali da parte dell’operatore”, come ha confermato anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze durante una interrogazione a risposta immediata che si è svolta alla Camera alla fine dello scorso anno.

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