Ottenere un DURC a volte può diventare un'impresa epica, come nel caso capitato al dottor Marco Militello, consulente del lavoro a Roma
In un sistema che si definisce civile, la Pubblica Amministrazione dovrebbe essere il motore che agevola il lavoro e consente di creare i presupposti affinché professionisti e imprese possano prosperare.
Purtroppo, la realtà che emerge dagli uffici dell’INPS di Roma racconta una storia diversa: una storia di inefficienza, ritardi inspiegabili e un muro di gomma che rischia di mettere in difficoltà aziende sane.
Al centro di questa battaglia troviamo il consulente del lavoro Marco Militello, un professionista che oggi non veste solo i panni del tecnico, ma quelli di un vero e proprio eroe del quotidiano, in difesa dei diritti dei propri clienti.
Il paradosso del DURC: quando la regolarità diventa una colpa
Il caso è emblematico nella sua assurdità.
Un’azienda cliente del dottor Militello, da sempre regolare nei pagamenti, si ritrova con il DURC scaduto dallo scorso 11 marzo.
Il motivo? Non un debito non pagato, ma un inghippo tecnico generato proprio dalle indicazioni errate fornite dall’Istituto.
La situazione nasce quando l’INPS richiede di rifare i flussi Uniemens per una CIG per pioggia.
Le prime disposizioni fornite dall’Inps sono sbagliate. Marco Militello le contesta, ottiene un confronto e concorda una nuova logica di invio.
Nonostante i flussi siano stati reinviati correttamente, l’Inps non li acquisisce. La giustificazione? Mancanza di tempo per lavorare le pratiche...!
Conseguenze drammatiche per l’impresa
Mentre le lancette dell’orologio burocratico restano ferme, l’economia reale subisce colpi durissimi.
Per questa azienda, il mancato rilascio del DURC significa:
1. Fatture bloccate: impossibilità di incassare pagamenti vitali per la liquidità;
2. Cantieri fermi: gli operai non possono accedere a due nuovi siti produttivi.
3. Rischio esclusione: un preavviso di sospensione dall’Albo fornitori che compromette la partecipazione a gare d’appalto future.
Marco Militello: la tenacia del professionista che fa la differenza. Ma perché gli altri non protestano?
Di fronte a questo scenario, Marco Militello ha deciso di non arretrare.
Dopo tre mesi di rinvii, prese in giro telematiche sul cassetto previdenziale e infruttuosi incontri in presenza, il consulente si è recato presso la sede di Roma Casilino per pretendere un atto dovuto, pronto a coinvolgere le forze dell’ordine se necessario.
È la storia di un professionista che non si limita a compilare moduli, ma che si fa carico del destino delle famiglie legate all’azienda che assiste.
In un Paese dove la burocrazia sembra voler soffocare l’iniziativa privata, figure come Militello rappresentano l’ultima linea di difesa.
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Una domanda alle istituzioni e ai professionisti
È accettabile che un’azienda debba rischiare la chiusura perché un ufficio pubblico non ha tempo di lavorare una pratica o cliccare su un tasto di acquisizione dati?
La vicenda di Roma non è solo un disservizio, è un monito sulla necessità urgente di una riforma della responsabilità dei funzionari pubblici.
Marco Militello con la sua battaglia ci ricorda che dietro ogni pratica non ci sono numeri ma c’è una vita, un lavoro e un diritto che nessuno dovrebbe avere il potere di ignorare.
Un paio di post social di Militello sono diventati virali - chi vuole può vederli nei box sotto - e dentro ci sono commenti di diversi professionisti che confermano di aver vissuto esperienze simili.
Un’altra domanda sorge quindi spontanea: perché gli altri professionisti non protestano? Perché non se ne sente parlare a sufficienza? Si sono forse rassegnati?
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Odissea DURC a Roma: il difficile rapporto tra professionista, azienda e INPS