Da ottobre prende il via il pagamento INPS degli arretrati del bonus cuneo fiscale sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione. Discorso diverso invece per i titolari di Naspi: facciamo chiarezza sulle regole
Anche sulla Naspi spetta il bonus per il taglio del cuneo fiscale.
Ad averne diritto sono i titolari di redditi fino a 20.000 euro, soglia superata la quale l’agevolazione si trasforma in ulteriore detrazione spettante in caso di capienza fiscale.
Introdotto per la prima volta nel 2025, il bonus è stato protagonista della stagione del modello 730/2026 per i disoccupati, i quali hanno potuto recuperare le somme spettanti e non erogate dall’INPS mensilmente a rimborso.
Il tema del pagamento del bonus cuneo fiscale con la Naspi è tornato al centro dell’attenzione nelle ultime settimane, a seguito della pubblicazione da parte dell’INPS di un messaggio che ha esteso l’applicazione della misura ai titolari di prestazioni di accompagnamento alla pensione.
Naspi, nessuna novità sul pagamento degli arretrati: si parte da ottobre 2026 solo sulle pensioni
L’atteso sblocco degli arretrati a partire dalla mensilità di ottobre 2026 non riguarda la generalità dei percettori di indennità di disoccupazione Naspi.
Questo quanto si evince dall’analisi letterale del messaggio INPS n. 2829 del 14 settembre 2026.
Nel documento, l’Istituto annuncia che dal mese di ottobre verranno corrisposte le somme spettanti per il “bonus aggiuntivo” e per l’ulteriore detrazione, comprensive degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026.
Tuttavia, il perimetro del provvedimento è ben delimitato: le nuove istruzioni operative e il conguaglio degli arretrati si applicano esclusivamente alle prestazioni di accompagnamento alla pensione assoggettate a tassazione ordinaria, come l’APE Sociale, l’isopensione, gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà e i contratti di espansione.
Nessuna menzione specifica o automatismo diretto viene previsto per la Naspi. Per i disoccupati, la fruizione del beneficio continua a seguire le consuete regole di calcolo e di conguaglio, salvo ovviamente chiarimenti specifici da parte dell’INPS.
Il cortocircuito tra teoria e realtà: perché i disoccupati non vedono il bonus nei pagamenti mensili
A livello normativo, l’INPS in qualità di sostituto d’imposta è tenuto a calcolare il beneficio mese per mese determinando un “reddito annuale teorico”.
In teoria, quindi, l’agevolazione dovrebbe essere accreditata direttamente nell’indennità mensile.
Nella prassi operativa, tuttavia, il meccanismo è differente.
A causa della natura precaria, variabile e spesso frazionata della Naspi - unita alla difficoltà dell’INPS di conoscere in tempo reale eventuali altri redditi da lavoro percepiti dal cittadino nel medesimo anno - l’Istituto adotta una linea prudenziale.
Il rischio, infatti, sarebbe quello di erogare quote di bonus mese per mese a chi, superando poi la soglia reddituale a fine anno, si ritroverebbe a dover restituire interamente le somme percepite.
Di conseguenza, molti percettori non vedono il bonus integrato regolarmente nei cedolini mensili, alimentando l’aspettativa per “sblocchi” o “maxi-conguagli” straordinari che, come nel caso di ottobre, si rivelano però destinati ad altre platee.
Il precedente delle CU 2026 e i correttivi “ex post” dell’INPS
La confusione e il clima di incertezza che avvolgono la gestione fiscale della Naspi non nascono oggi.
Già in occasione della Certificazione Unica 2026 (relativa ai redditi del 2025), la gestione delle misure di riduzione del cuneo fiscale a favore dei titolari di prestazioni a sostegno del reddito ha vissuto momenti di forte criticità.
All’inizio dell’anno, l’assenza di un completo allineamento procedurale aveva portato all’emissione di CU incomplete o non aggiornate per quanto riguarda i punti relativi alla “Somma che non concorre alla formazione del reddito”.
Per evitare che migliaia di disoccupati perdessero l’agevolazione o fossero costretti a complessi ricalcoli in sede di dichiarazione dei redditi, l’INPS è dovuta intervenire ex post.
Solo tra la fine di marzo e le prime settimane di aprile l’Istituto ha riemesso e aggiornato le Certificazioni Uniche, consentendo all’Agenzia delle Entrate di recepire i dati corretti nel Modello 730 precompilato.
Una correzione in extremis che ha confermato le difficoltà dell’Istituto nel gestire in modo fluido e tempestivo la veste di sostituto d’imposta per le prestazioni temporanee.
Come recuperare le somme spettanti
Per la grande maggioranza dei percettori di Naspi che non hanno ricevuto l’agevolazione mensilmente nel corso del 2026, la strada principale per ottenere il bonus o l’ulteriore detrazione resta quella del conguaglio finale o della dichiarazione dei redditi.
I beneficiari potranno verificare l’esatto importo spettante nella Certificazione Unica che l’INPS rilascerà a inizio 2027 e, laddove il credito non sia stato riconosciuto o sia stato applicato solo parzialmente, potranno recuperare l’intera somma a rimborso tramite il Modello 730.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Naspi, pagamento del bonus cuneo fiscale da ottobre? Facciamo chiarezza