Money transfer: l’abolizione dell’imposta nella legge di bilancio 2021

Tommaso Gavi - Imposte

Money transfer, l'articolo 200 del testo provvisorio della legge di bilancio 2021 prevede l'abolizione dell'imposta sull'invio di denaro all'estero, il tributo dell'1,5% a carico degli istituti di pagamento su tutte le transazioni di denaro superiori a 10 euro verso i Paesi extracomunitari.

Money transfer: l'abolizione dell'imposta nella legge di bilancio 2021

Money transfer, nel testo provvisorio della legge di bilancio 2021 è prevista l’abolizione dell’imposta sull’invio di denaro all’estero.

Tale imposta era stata introdotta dal decreto fiscale del 2019. A prevederne l’abolizione è l’articolo 200 del testo che deve essere confermato dopo l’iter parlamentare.

Fin dalla sua istituzione l’imposta aveva sollevato non pochi dubbi, non ultimo quello dell’AGCM, l’autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il tributo dell’1,5% su ogni transazione di denaro superiore ai 10 euro verso i Paesi extracomunitari sarebbe dunque giunto al termine.

Money transfer: l’abolizione dell’imposta nella legge di bilancio 2021

L’imposta sul money transfer sarebbe abolita dalla legge di bilancio 2021.

A prevederlo è l’articolo 200 del testo provvisorio in cui si legge quanto segue:

“(Abrogazione dell’imposta sul money transfer)
1. L’articolo 25-novies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, è abrogato.”

Tale imposta è stata introdotta dal Decreto fiscale del 2019 e prevede un tributo dell’1,5% a carico degli istituti di pagamento per ogni transazione di denaro superiore ai 10 euro verso i Paesi extracomunitari, con l’eccezione delle transazioni commerciali.

Il testo della nuova legge di bilancio ne disporrebbe l’abolizione, anche se tale disposizione deve essere confermata nel testo ufficiale, dopo l’iter parlamentare.

L’imposta, fin dalla sua introduzione, era stata al centro di diverse discussioni.

In merito un parere critico era arrivato anche dall’AGCM, l’autorità Garante della concorrenza e del mercato.

Money transfer, l’AGCM la riteneva discriminatoria

Nel bollettino n. 7 del 18 febbraio 2019 (Attività di segnalazione e consultiva as1562 - imposta sui trasferimenti di denaro all’estero verso paesi non Ue, 8 febbraio 2019), l’AGCM ha formulato alcune osservazioni sulla criticità concorrenziale dell’imposta sul money transfer.

Tali osservazioni sono rese nell’esercizio del potere di segnalazione, stabilito dall’articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287.

L’autorità Garante della concorrenza e del mercato rende noto che le valutazioni sono state formulate nell’adunanza del 30 gennaio 2019.

In relazione all’imposta in questione, nel documento si legge:

“risulta ingiustificatamente discriminatoria in quanto applicabile alle sole rimesse effettuate dagli istituti di pagamento (cd. money transfer operator - MTO), ma non dalle altre categorie di operatori che possono offrire analogo servizio, in particolare le banche italiane ed estere e la società Poste Italiane S.p.a.”

Alla tassa introdotta dal Decreto fiscale collegato con la legge di bilancio 2019 viene dunque fornito un parere critico:

“essa appare dunque suscettibile di alterare il corretto confronto competitivo, poiché si traduce in un elemento di costo gravante solo sugli istituti di pagamento, riducendo la loro capacità di formulare offerte competitive, a parità di altre condizioni.”

Fin dall’introduzione, quindi, l’imposta sul money transfer non ha avuto un percorso del tutto lineare e, se confermato quanto previsto nel testo provvisorio, giungerà al proprio termine.

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