Lotteria degli scontrini o cashback: quale misura eliminare per recuperare risorse? Sondaggio

Rosy D’Elia - Fisco

Lotteria degli scontrini o cashback: quale strumento eliminare per recuperare risorse senza compromettere le nuove strategie di contrasto all'evasione fiscale? La parola ai lettori di Informazione Fiscale. Risposte al sondaggio direttamente online e commenti via mail alla redazione.

Lotteria degli scontrini o cashback: quale misura eliminare per recuperare risorse? Sondaggio

Lotteria degli scontrini o cashback: a quale dei due si può rinunciare per recuperare risorse senza compromettere la nuova strategia di contrasto all’evasione fiscale?

Le due misure del piano Cashless, carissimo al Governo Conte bis, sono giovanissime dal punto di vista operativo, ma hanno già una lunga vita sul banco delle discussioni. Giuste o sbagliate? Utili o poco efficaci? Adeguate o meno ai tempi che viviamo?

Come è ovvio, entrambi gli strumenti del piano hanno un costo, oltre che un valore.

Sarebbe opportuno rinunciare a uno dei due o a entrambi per recuperare risorse utili a far fronte all’emergenza coronavirus che persiste senza però compromettere le nuove strategie di lotta all’evasione fiscale?

La parola ai lettori. Per esprimere la propria opinione basta cliccare su “partecipa al sondaggio” nel box di seguito.

Lotteria degli scontrini o cashback?

Quale misura eliminare per recuperare risorse?

L’invito della redazione è anche quello di approfondire la risposta con commenti, motivazioni e considerazioni inviando una mail con oggetto “Lotteria o cashback - sondaggio” all’indirizzo [email protected].

Lotteria degli scontrini o cashback: quale misura eliminare per recuperare risorse? Sondaggio

Non si fa in tempo ad approvare uno scostamento di bilancio che già si parla della necessità di ulteriori risorse.

L’emergenza sanitaria, dopo un anno, continua. E continua a richiedere restrizioni, chiusure, limitazioni che a loro volta richiedono misure di aiuto, contributi a fondo perduto, agevolazioni.

E infatti mentre il Decreto Sostegno, che avrà un valore di 32 miliardi di euro, non ha ancora preso forma, il premier Mario Draghi annuncia già la necessità di proporre un nuovo scostamento di bilancio.

Le risorse non bastano mai. Nasce spontaneo un interrogativo: come e dove tagliare i costi per lo Stato così da reperirle? Un unico taglio non basta, questo è certo. Ma tutte le strategie di risparmio potrebbero aiutare.

In un contesto di necessità vive e tutele per l’essenziale come quello definito da un anno di pandemia, hanno debuttato ufficialmente nei primi mesi del 2021 lotteria degli scontrini e cashback.

Non sono mancate le polemiche: tempismo sbagliato, costi alti per gli esercenti, scarso vantaggio per gli acquirenti.

Lotteria degli scontrini o cashback: i costi per lo Stato

I due strumenti hanno dato piena operatività al “piano messo a punto dal Governo (ormai non più in carica) per incentivare l’uso di carte e app di pagamento, al fine di modernizzare il Paese e favorire lo sviluppo di un sistema più digitale, veloce, semplice e trasparente”. Obiettivo finale? Combattere l’evasione fiscale facendo leva su un sistema di incentivi per i cittadini.

Il valore c’è. Ma, ovviamente, anche i costi.

La lotteria degli scontrini è una riffa di stato con estrazioni settimanali, mensili e annuali a cui possono partecipare tutti i cittadini maggiorenni, residenti in Italia che al momento dell’acquisto mostrano all’esercente il codice lotteria. Per il consumatore e per l’esercente sono in palio vincite fino a 5 milioni di euro. Ogni anno in totale il valore dei premi ammonta a 45 milioni di euro e a partire dal 2021 si mettono in gioco 6 milioni di euro per far fronte alle spese di gestione.

Nei paesi che hanno introdotto negli anni scorsi strumenti di questo tipo sono stati registrati dati molto positivi sia in termini di gettito che di transazioni. Ma il debutto è avvenuto in altri tempi e in altre condizioni.

Il cashback, invece, consiste in un rimborso del 10 per cento per coloro che usano per i pagamenti carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app.

Spettano ai cittadini fino a 300 euro all’anno, cioè fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti. I fondi necessari per garantire i rimborsi ammontano a 3 miliardi di euro per il 2021 e altri 3 per il 2022.

Sono piccole cifre se confrontate alla mole di risorse che l’emergenza coronavirus ha mosso fino ad ora. Ma spostarle potrebbe essere utile in ogni caso e comunque non comprometterebbe la nuova strategia di lotta all’evasione fiscale?

L’ultima parola passa direttamente ai lettori: l’invito è quello di partecipare al sondaggio sul tema cliccando su “partecipa al sondaggio” nel box disponibile in testa all’articolo e di approfondire la risposta con commenti, motivazioni e considerazioni inviando una mail con oggetto “Lotteria degli scontrini e cashback - Sondaggio” all’indirizzo [email protected].

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