Isopensione e assegno straordinario: l’INPS aggiorna i requisiti per l’esodo

Francesco Rodorigo - Pensioni

Fino a 9 mesi in più per l’accesso alla pensione via esodo. L’INPS aggiorna i requisiti legati all’età pensionistica e stima gli aumenti per i prossimi anni

Isopensione e assegno straordinario: l'INPS aggiorna i requisiti per l'esodo

L’aumento dei requisiti previsto per i prossimi anni potrebbe rinviare l’accesso alla pensione via esodo anche di 9 mesi.

L’INPS recepisce i nuovi requisiti per la pensione ufficialmente in vigore dal 2027 e le stime per gli anni successivi.

Sulla base di questi valori le aziende devono pianificare le azioni di accompagnamento alla pensione dei dipendenti, tramite isopensione e assegno straordinario dei fondi di solidarietà bilaterali.

Isopensione e assegno straordinario: l’INPS aggiorna i requisiti per l’esodo

Con l’aumento dei requisiti per la pensione salgono vanno adeguati anche i criteri per il pensionamento via esodo, cioè per l’accesso ai piani di accompagnamento alla pensione dei dipendenti tramite isopensione e assegno straordinario dei fondi di solidarietà bilaterali.

Dal 1° gennaio 2027, come noto, scatterà l’aumento dell’età pensionabile in adeguamento alla speranza di vita che, per effetto dell’intervento previsto in Manovra, sarà spalmato su più anni: salirà di un mese dal 2027 e ulteriori due mesi dal 2028.

Con il messaggio n. 558/2026, l’INPS ha annunciato di aver aggiornato le funzionalità della procedura Unicarpe per consentire la lavorazione delle nuove domande.

L’Istituto ha tenuto conto sia dell’aumento già definito, così come individuato dalla Legge di Bilancio, sia di quello stimato per gli anni successivi sulla base delle previsioni contenute nella nota di aggiornamento al Rapporto n. 26/2025 sulle “tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario”, elaborata dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

Le tabelle contenute in tale rapporto prospettano ulteriori aumenti dei requisiti per la pensione nei prossimi anni:

  • altri 3 mesi nel 2029/2030;
  • ulteriori 2 mesi nel 2031/2032;
  • 1 mese nel 2033/2034.

Naturalmente, precisa l’Istituto, i valori da considerare e applicare dal 2029 in poi devono essere confermati: diventeranno definitivi solo in seguito alla pubblicazione dell’apposito decreto interministeriale che li ufficializzerà, come accaduto con il decreto 19 dicembre 2025 per l’aumento 2027/2028.

Solo a seguito dell’emanazione di tale decreto saranno modificati i requisiti pensionistici per il biennio 2029/2030, che potrebbero anche differire da quelli attualmente indicati.

Se effettivamente dovessero essere confermate le stime attuali, però, si rischiano fino a 9 mesi in più per l’accesso alla pensione via esodo. Per chi concluderà l’isopensione nel 2033, infatti, si prospetta un accesso alla vecchiaia con 67 anni e 9 mesi d’età.

Isopensione e fondi bilaterali: nuove domande con requisiti aggiornati

Come previsto dalla circolare INPS n. 142/2021 che disciplina le prestazioni di accompagnamento alla pensione, ai fini del completamento delle procedure di certificazione per i dipendenti interessati dall’esodo via isopensione, l’istituto utilizzerà nel 2026 i nuovi requisiti previsionali contenuti nelle tabelle diffuse a gennaio.

Per i dipendenti che hanno cessato il rapporto di lavoro alla fine del 2025, quindi, la pensione sarà liquidata nel rispetto dei nuovi requisiti (almeno 67 anni e un mese d’età).

Discorso diverso per i fondi bilaterali dove non è prevista la certificazione preventiva. In questi casi, la domanda di assegno straordinario inviata dai datori di lavoro sarà gestita dall’Istituto direttamente con i requisiti previsionali aggiornati.

Come precisato dall’INPS nel messaggio:

“Nel caso in cui non siano soddisfatti i requisiti per l’accesso alle prestazioni di esodo, anche con riferimento al periodo di permanenza massima previsto, si deve comunicare al datore di lavoro esodante e al lavoratore interessato la reiezione della relativa domanda.”

Per i piani di esodo già definiti, i requisiti vengono aggiornati periodicamente sulla base delle tabelle pubblicate annualmente fino alla certificazione, tramite decreto, dell’eventuale aumento.

Una questione, quella degli aumenti, che ha puntato i riflettori sul rischio di nuovi esodati: lavoratori e lavoratrici che, fino al 31 dicembre 2025, hanno sottoscritto accordi di uscita dal lavoro attraverso isopensione, contratti di espansione e Fondi di solidarietà e che ora, o meglio dal 2027, rischiano di ritrovarsi ad inseguire i requisiti pensionistici che si spostano in avanti, restando nel mentre senza reddito e senza pensione.

L’allarme lanciato dalla CGIL a gennaio denunciava 55.000 esodati, un numero ridimensionato di molto dal Ministero del Lavoro che ha parlato di circa 5.000 persone coinvolte.

La Ministra Calderone ha comunque fornito rassicurazioni agli interessati. A garanzia dei lavoratori, ha precisato, sulla questione si procederà, previo confronto con le parti sociali, a disposizioni attuative volte a chiarire che la corresponsione della prestazione sarà garantita fino al raggiungimento degli effettivi requisiti per il pensionamento.

INPS - Messaggio n. 558 del 17 febbraio 2026
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