Dopo la fase di rodaggio dello scorso anno, è pienamente operativa l'esclusione dei buoni postali e dei titoli di Stato dall'ISEE: le istruzioni da seguire per presentare la Dichiarazione
Avere dei buoni postali, dei titoli di Stato e dei libretti di risparmio fino a un massimo di 50.000 euro non incide in alcun modo sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
La novità, prevista dalla Manovra del 2024, è diventata operativa un anno fa e permette di escludere le cifre dal calcolo, non inserendo gli importi nella Dichiarazione Sostitutiva Unica necessaria per ottenere l’attestazione ISEE.
Modello ISEE 2026 senza buoni postali: come funziona l’esclusione
Calcolare l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è utile per verificare i requisiti di accesso a una serie di misure di sostegno, come il bonus bollette, ma anche per determinare il valore effettivo delle prestazioni riconosciute ad ampio raggio, e quindi a prescindere da una condizione di difficoltà economica, come l’assegno unico. Più basso è il valore dell’attestazione, più alta è la probabilità di ottenere aiuti e importi più generosi.
Il risultato finale, che permette di confrontare le condizioni economiche delle famiglie, è frutto di una serie di dati anagrafici, patrimoniali e reddituali che le famiglie forniscono tramite la Dichiarazione Sostitutiva Unica da presentare direttamente all’INPS o affidandosi, ad esempio, ai Centri di Assistenza Fiscale, CAF.
In fase di compilazione della DSU, i nuclei familiari possono non dichiarare nel quadro FC2, dedicato al patrimonio mobiliare, il valore dei buoni postali, dei titoli di Stato e dei libretti di risparmio fino a un massimo di 50.000 euro.
Questa esclusione riduce il valore dell’attestazione e, quindi, potenzialmente permette di ottenere maggiori benefici.
Bisogna, però, specificare che l’agevolazione introdotta dallo scorso anno non è automatica: non si sottraggono gli importi in fase di calcolo, ma è necessario escluderli a priori e, quindi, non dichiararli.
Di conseguenza, è fondamentale compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica tenendo conto delle nuove regole che permettono di ridurre o escludere gli importi.
Operativamente, quindi, è possibile non indicare in alcun modo i titoli di Stato, buoni postali e libretti di risparmio che rientrano nell’agevolazione.
A spazzare via ogni dubbio su come procedere in fase di compilazione le risposte a domande frequenti pubblicate lo scorso settembre dall’INPS.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Indicazione di titoli, buoni o libretti completamente esentati. Si chiede se tutti i rapporti del patrimonio mobiliare (Quadro FC2 sez. I e II) che hanno un valore pari a zero potranno non essere inseriti in DSU. Tale eventualità (ossia la non indicazione nella DSU), è prevista solo nei casi di rapporti azzerati per via dell’esclusione dei c.d. “Titoli di Stato” o trattasi di una nuova regola generale? | In linea generale devono essere indicati nel Quadro FC2 della DSU anche i rapporti con dati contabili pari a zero. Tuttavia, nel caso di esclusione o detrazione, fino ad un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare, dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio postale, tale regola subisce un’eccezione e i predetti rapporti, per i quali sono stati azzerati i dati contabili, possono non essere indicati nel Quadro FC2 della DSU. |
| Presenza di soli titoli di Stato con valore inferiore alla soglia di esclusione. Nel caso in cui il nucleo possieda esclusivamente Bot/Btp/CCTeu per un valore pari a 30.000 euro, è corretto non inserire alcun valore nella DSU? | Sì, è corretto e si potrà barrare la casella “Nel secondo anno precedente la presente DSU non è stato posseduto alcun rapporto finanziario” |
Modello ISEE 2026 senza buoni postali: gli importi esclusi dalla DSU
Come si legge nelle istruzioni fornite dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, cittadini e cittadine possono escludere dalle somme inserite nella sezione II del quadro FC2 i rapporti finanziari fino a un valore massimo di 50.000 euro.
Come per gli altri dati patrimoniali, per l’ISEE del 2026 si fa riferimento alle somme che i componenti della famiglia detengono al 31 dicembre 2024.
| Codici | Tipologia i rapporto finanziari che possono essere esclusi dall’ISEE |
|---|---|
| 02 | Rapporti di conto deposito titoli e/o obbligazioni |
| 03 | Conti deposito a risparmio libero/vincolato detenuti esclusivamente presso Poste Italiane |
| 06 | Gestione patrimoniale |
| 07 | Certificati di deposito e buoni fruttiferi detenuti esclusivamente presso Poste Italiane |
ISEE 2026 senza buoni postali, libretti di risparmio, titoli di Stato: come escludere gli importi
In presenza di un ampio portafoglio di buoni postali, libretti di risparmio, titoli di Stato, è la persona che presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica a scegliere liberamente quali rapporti finanziari non dichiarare. E se il totale supera il limite dei 50.000 euro, da quali voci sottrarre solo una parte.
La scelta è libera dal momento che la natura specifica delle somme detratte è irrilevante: si tratta di una semplice sottrazione dagli importi considerati nel calcolo dell’ISEE.
Ci sono, però, anche casi che richiedono maggiore attenzione: quando un genitore non coniugato e non convivente, che risulta nel nucleo della figlia o del figlio minorenne o studente universitario, è preferibile dare priorità alle somme dei componenti del nucleo ordinario.
Se, poi, non è stato raggiunto il limite dei 50.000 euro, si può proseguire con l’esclusione delle cifre relative al genitore non coniugato e non convivente.
A proposito della verifica della soglia di esenzione, bisogna considerare anche il caso dei rapporti cointestati. Chi detiene, ad esempio, di libretti di risparmio insieme a una persona esterna al nucleo familiare considera la metà della cifra.
Se il valore complessivo è di 25.000 euro, soltanto 12.500 euro concorreranno al raggiungimento della soglia. Ed eventualmente potrà neutralizzare altri 37.500 che derivano da altri rapporti.
| Esclusione dal calcolo ISEE dei titoli di stato: esempio pratico |
|---|
| Una famiglia detiene due rapporti finanziari che possono essere eliminati dal calcolo ISEE, il primo con un valore di 35.000 e il secondo con un valore di 20.000 euro. Potranno essere considerati entrambi per l’esclusione:
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ISEE 2026 senza buoni postali, libretti di risparmio, titoli di Stato con la DSU precompilata
Dallo scorso giugno anche la Dichiarazione Sostitutiva Unica in versione precompilata disponibile sul portale INPS è stata adeguata alle novità.
Automaticamente gli importi relativi a buoni postali, libretti di risparmio e titoli di Stato vengono esclusi dal calcolo dell’ISEE.
In una prima fase, è stato richiesto agli utenti di eliminare o ridurre il valore dei rapporti finanziari manualmente. Dopo l’aggiornamento, le cifre dovrebbero risultare già neutralizzate in via automatica.
In questo caso è l’INPS in prima battuta a scegliere come operare il taglio:
- si parte dalle somme che possiede il dichiarante, colui o colei che presenta la DSU;
- per poi proseguire a cascata sugli altri componenti in ordine decrescente di età (dal maggiore al minore di età);
- e arrivare poi all’eventuale genitore non coniugato e non convivente che risulta comunque nel nucleo.
L’Istituto, poi, segue una scala di priorità anche sulle somme che i singoli componenti possiedono: si escludono prima di tutto i titoli di Stato presenti nei rapporti finanziari (codice 2 e 6), poi i buoni fruttiferi postali (codice 7 e operatore finanziario Poste) e infine i libretti di risparmio postale (codice 3 e operatore finanziario Poste).
Ovviamente, però, l’ultima parola spetta sempre alla persona che presenta la Dichiarazione e deve ottenere l’ISEE, anche nel caso dell’esclusione automatica prevista per la DSU precompilata.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: ISEE 2026: come presentare la DSU senza buoni postali e titoli di Stato