Infortuni sul lavoro: il divario tra Nord e Sud nei Dati INAIL di aprile 2020

Tommaso Gavi - Lavoro

Infortuni sul lavoro, con la notizia del 18 maggio viene diffuso il nuovo numero di Dati INAIL di aprile 2020. Il mensile analizza l'occupazione e le denunce del 2018 a livello territoriale e per tipologia di lavoratori, con un focus sui riflessi legati all'emergenza coronavirus. Cresce il divario Nord Sud.

Infortuni sul lavoro: il divario tra Nord e Sud nei Dati INAIL di aprile 2020

Infortuni sul lavoro, nel numero di Dati INAIL di aprile 2020, diffuso con la notizia del 18 maggio, viene scattata la fotografia del lavoro e territorio relativa all’anno 2018.

Il mensile a cura della Consulenza statistico attuariale dell’Istituto si concentra sul periodo 2014-18 ed in particolare sulle tipologie di attività in base alle aree geografiche.

Il rapporto evidenzia un crescente divario Nord Sud, che si riflette anche sulle attività sospese a causa dell’emergenza coronavirus.

Sul territorio nazionale i casi mortali hanno registrato un aumento dell’8%.

Infortuni sul lavoro, il divario Nord Sud in Dati INAIL aprile 2020: le attività sospese per l’emergenza coronavirus

Infortuni sul lavoro, il nuovo numero di Dati INAIL di aprile 2020 mostra un crescente divario Nord Sud.

la fotografia scattata nel mensile a cura della Consulenza statistico attuariale dell’Istituto si riferisce all’anno 2018 ma mostra anche i riflessi sulle attività sospese per l’emergenza coronavirus.

Nel nuovo numero si sottolinea che:

“La recente emergenza Covid ha colpito il nostro paese in termini di sospensione delle attività che ha interessato nel mese di aprile 2020 le regioni in cui l’occupazione era maggiore. In primo luogo nel Nord-Est il 50,1% dei lavoratori è occupato in attività sospese ai sensi dei decreti contenenti misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, nel Nord-Ovest il 43,3%, nel Centro il 41,3%, nel Sud il 41,1% e nelle Isole il 33,6% (fonte Istat).”

Nel complesso, a 10 anni dalla crisi del 2008, nel 2018 i livelli occupazionali del Nord sono di poco al di sotto dei livelli pre-crisi, mentre quelli del Sud faticano ancora a risalire.

Oltre al livello occupazionale, nelle regioni meridionali viene mostrata una diminuzione anche della popolazione in età lavorativa.

Le ragioni evidenziate dall’analisi effettuata nell’ultimo rapporto sul mercato del lavoro a cura di Istat, INAIL, Inps, Ministero lavoro e Anpal sono il numero di stranieri inferiore rispetto a quello dell’Italia settentrionale e il trasferimento al Nord di molti giovani, per la maggior parte con un’elevata formazione.

Tra le professioni, quelle più qualificate sono presenti in misura maggiore nel Centro e nel Nord Italia, così come quelle relative agli impiegati.

Il commercio, il settore degli alberghi e ristorazione, nel Centro Nord, hanno numeri di poco più alti rispetto a quelli del Sud.

La Pubblica Amministrazione ha, invece, più impiegati nel Centro e nel Sud Italia.

Anche il settore industriale e il settore turistico faticano ad affermarsi: nel Mezzogiorno l’attività prevalente è quella agricola con profonde differenze territoriali, che, tuttavia, sono in diminuzione.

Nel complesso in Italia aumenta il lavoro dipendente e diminuisce di circa il 10% quello indipendente: il monte ore lavorate è ancora inferiore ai livelli pre-crisi.

Il tasso di occupazione nel Nord arriva a 66,7%, quasi in linea con la media europea.

Il gap da recuperare, per il Sud, è del 23%.

Infortuni sul lavoro, il 60% sono nelle regioni settentrinali

Stando ai dati del 2018 del rapporto del numero Dati INAIL di aprile 2020, sei infortuni su dieci sono accaduti nelle regioni settentrionali.

Nel complesso sono stati denunciati circa 645 mila infortuni: il 31,8% nel Nord-Est e il 29,5% nel Nord-Ovest, il 19,1% nel Centro e il 19,6% nel Mezzogiorno.

Nel periodo 2014-2018 viene mostrata una sostanziale stabilità che riflette i livelli occupazionali dei diversi territori.

Regioni con il più alto numero di infortuni sono le seguenti:

  • Lombardia con il 18,6%;
  • Emilia Romagna con il 13,4%;
  • Veneto con l’11,9%.

Il calo complessivo delle denunce dell’anno 2018, rispetto al precedente, è stato dello 0,2%.

Gli incidenti mortali sono invece aumentati dell’8%: dei 1.247 eventi nel 2018, 92 in più rispetto al 2017, la metà si sono verificati nel Nord.

Nel documento viene spiegato che:

“La maggiore incidenza dei decessi nel Sud, rispetto alle denunce di infortunio in complesso, configura presumibilmente situazioni di sotto denuncia degli eventi più lievi e presenza di lavoro nero.”

Ulteriori dettagli sono riportati all’interno della pubblicazione.

INAIL - Mensile Dati INAIL relativo ad aprile 2020
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