Nel 2025 le denunce di infortunio complessive superano quelle del 2024 ma calano i casi mortali. Forte aumento delle malattie professionali. I dati del rapporto annuale INAIL
Nel 2025 le denunce di infortunio complessive sono state 600.000, un incremento dell’1,2% sul 2024, mentre i casi mortali denunciati sono stati 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 dell’anno precedente.
Lo rileva l’INAIL nella Relazione annuale presentata questa mattina alla Camera dal presidente Fabrizio D’Ascenzo, alla presenza della Ministra del Lavoro Marina Calderone. Il rapporto, oltre alla situazione relativa alle denunce di infortunio e malattia, traccia il bilancio delle principali attività svolte dall’Istituto negli ambiti dell’assicurazione, della prevenzione, della sanità, della ricerca e degli investimenti.
Industria e Servizi, con particolare riferimento alle costruzioni, restano i settori dove l’incidenza è maggiore. Non si vede ancora l’impatto della grande novità dello scorso anno proprio per l’edilizia, la patente a crediti.
I dati evidenziano il forte aumento delle malattie professionali con 98.312 denunce rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%).
Infortuni sul lavoro in aumento: l’edilizia resta tra i settori più a rischio nonostante la patente a crediti
La fotografia scattata al 30 aprile 2026 mostra per il 2025 un aumento, seppure lieve, delle denunce di infortunio sul lavoro.
Le denunce complessive sono state 600.000 con un incremento dell’1,2% rispetto alle quasi 594.000 del 2024. Di queste 519.000 sono riferite a lavoratori e lavoratrici (+ 0,8%) mentre poco più di 80.000 a studenti.
Dopo il periodo di sperimentazione, ricordiamo infatti, dall’anno scolastico 2025/2026 la tutela dell’Istituto è stata estesa in modo strutturale a tutti gli studenti e al personale scolastico, inclusa la copertura per gli infortuni in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro, per chi svolge attività di formazione scuola-lavoro.
Tornando alla relazione, ed escludendo i dati relativi alla scuola, i casi denunciati in occasione di lavoro, avvenuti cioè durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, sono passati da 412.984 a 414.917. Ad aumentare molto di più però sono stati gli infortuni in itinere, cresciuti del 2,4%, che hanno raggiunto quota 104.417 rispetto ai 101.991 casi denunciati nel 2024.
Una valore ai massimi rispetto agli ultimi 5 anni, superiore anche ai livelli pre-pandemici del 2019 (103.492).
Gli infortuni mortali restano la nota dolente: i dati registrano 1.198 casi mortali denunciati complessivamente, una diminuzione del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024 (41 casi in meno), ma il dato resta alto e preoccupante.
Rapportando le denunce di infortuni avvenuti nello svolgimento dell’attività lavorativa al numero degli occupati Istat, nel 2025 ci sono stati 3,69 decessi ogni 100.000 occupati. Rapportando il dato all’intero anno, nel 2025 ci sono stati più di 3 infortuni mortali ogni giorno.
Per quanto riguarda le malattie professionali, le denunce nel 2025 sono state 98.312, in forte aumento rispetto alle 88.338 del 2024 (+11,3%). Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000. Come sottolineato dall’INAIL, però, questa crescita costante “non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l’emersione del sommerso”.
Va precisato che le denunce si riferiscono alle patologie e non ai soggetti ammalati, che sono stati 63.136 (+8,8% sul 2024), con una media di 1,6 denunce per ciascun lavoratore, effetto delle cosiddette “denunce plurime”, tipiche in particolare delle patologie muscolo-scheletriche. Un’unica segnalazione, infatti, può portare all’apertura di più pratiche per tracciare le singole patologie riscontrate.
Industria e Servizi registrano quasi il 90% degli infortuni totali
L’analisi dei settori dove gli infortuni sono più frequenti dipinge una mappa senza sorprese. L’89,7% delle denunce in occasione di lavoro registrate nel 2025 riguarda la gestione Industria e Servizi. Seguono poi Agricoltura (5,8%) e conto Stato (4,5%).
Un andamento che si riflette identico per i casi di infortunio mortale: l’Industria e Servizi raccoglie l’85,2% delle denunce, seguita dall’agricoltura (13,5%) e dal conto Stato (1,3%).
Da evidenziare il fatto che nella macro area di Industria e Servizi è ancora una volta quello delle Costruzioni il settore che fa registrare il maggior numero di decessi, con 175 denunce. Seguono il comparto manifatturiero con 129 (+8 sul 2024) e il Trasporto e magazzinaggio con 126 decessi (-20 sul 2024).
La grande novità del 2025 (in vigore da fine 2024) è l’introduzione della patente a crediti per lavorare nei cantieri. Introdotta dal DL n. 19/2024, modificata dal decreto sicurezza sul lavoro (n. 159/2025), si tratta di un sistema di qualificazione a punti per imprese e professionisti che operano all’interno di cantieri temporanei o mobili con l’obiettivo di migliorarne la sicurezza.
Un solo anno di operatività forse è ancora troppo poco per misurarne davvero l’impatto. Ad oggi, però, i dati del rapporto INAIL dipingono una situazione meno rosea di quanto auspicato. Rispetto al 2024 le morti registrate sono 19 in meno, ma il numero totale, 175, resta elevato, troppo.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Infortuni sul lavoro: l’edilizia resta tra i settori più a rischio nonostante la patente a crediti