Produzione mascherine, incentivi per le imprese previsti dal DL Cura Italia

Rosy D’Elia - Incentivi alle imprese

Incentivi produzione mascherine: la misura nel DL Cura Italia per far fronte all'emergenza coronavirus. Finanziamenti per 50 milioni di euro, la gestione è affidata a Invitalia. Le imprese possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni dal 26 marzo con un iter semplificato.

Produzione mascherine, incentivi per le imprese previsti dal DL Cura Italia

Incentivi produzione mascherine: le imprese possono presentare domanda dal 26 marzo. La gestione dell’agevolazione è affidata a Invitalia: 50 milioni di euro di finanziamenti per far fronte alla carenza di dispositivi medici di cui si ha bisogno in questo periodo di emergenza coronavirus.

Assicurare un’adeguata fornitura, in primis a medici e operatori, è l’obiettivo dell’agevolazione, inserita già nella prima stesura del testo, tra le misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale.

Gli incentivi consistono nella possibilità, per le imprese che intendono ampliare o convertire la loro produzione, di accedere a un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa fino a un massimo di 800 mila euro.

Incentivi produzione mascherine nella bozza del Decreto economico sul coronavirus

Il Decreto numero 18 del 17 marzo è stato ribattezzato “DL Cura Italia”: la speranza è che la ricetta adottata dal governo possa essere un antidoto contro il forte impatto economico della crisi epidemiologica.

L’articolo 5 della testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale prevede incentivi per la produzione di mascherine e di altri dispositivi medici e di protezione individuale, di cui c’è carenza e bisogno in questo momento.

Non solo mascherine, dunque, ma anche ventilatori, occhiali, camici e tute di sicurezza.

L’agevolazione sintetizza due necessità fondamentali in questo momento: dare sostegno alle imprese e potenziare da ogni punto di vista il sistema sanitario nazionale.

Il testo, nella sua versione provvisoria, recita:

“Al fine di assicurare la produzione e la fornitura di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, ai valori di mercato correnti al 31 dicembre 2019, in relazione alla inadeguata disponibilità degli stessi nel periodo di emergenza COVID-19, il Commissario straordinario di cui all’articolo 122 è autorizzato a erogare finanziamenti mediante contributi a fondo perduto e in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese produttrici di tali dispositivi”.

Incentivi produzione mascherine: finanziamenti gestiti da Invitalia

50 milioni di euro è la cifra da destinare agli incentivi per la produzione di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale.

Un ruolo di primo piano nella gestione dei finanziamenti spetta a Invitalia, soggetto gestore delle principali agevolazioni nazionali alle imprese, che ha predisposto e attivato dal 26 marzo la procedura per presentare domanda con un iter semplificato e con tempi di risposta rapidi.

Per le imprese che intendono ampliare o convertire la produzione in questo momento di emergenza c’è la possibilità di accedere a un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, che può partire da un minimo di 200 mila euro fino ad arrivare a 2 milioni.

La copertura massimo è di 800 milia euro e il mutuo agevolato può diventare a fondo perduto secondo il meccanismo di premialità definito:

  • 100% se l’investimento si completa entro 15 giorni;
  • 50% se l’investimento si completa entro 30 giorni;
  • 25% se l’investimento si completa entro 60 giorni.

Si prova, in questo modo, a dare una spinta alla produzione per far fronte alla carenza del momento.

Il testo del DL Cura Italia specifica che l’accesso agli incentivi è consentito anche alle aziende che producono dispositivi medici ai sensi dell’articolo 34, comma 3, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9:

“In relazione all’emergenza di cui al presente decreto, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori santari; sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità”.

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