La flat tax sarebbe costituzionale?

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Il dibattito sulla flat tax per tutti è sempre aperto, ma una tassa piatta uguale per tutti sarebbe in linea con i principi dettati dalla Costituzione?

La flat tax sarebbe costituzionale?

Di flat tax si continua a parlare e, di anno in anno, si susseguono proposte e idee per il progressivo passaggio alla tassa piatta per tutti.

La stessa legge delega in materia di riforma fiscale (legge n. 111/2023) prevede nell’ambito dei lavori di revisione dell’IRPEF la prospettiva della “transizione del sistema verso l’aliquota impositiva unica”.

Un’idea rimasta su carta per questioni di copertura.

Invece dell’applicazione di un’aliquota unica per tutte le persone fisiche, le recenti Manovre di bilancio hanno concentrato gli interventi sulla semplificazione e sulla riduzione delle aliquote IRPEF ordinarie.

Dalle quattro aliquote storiche si è passati a un sistema a tre scaglioni e, in parallelo, sono state potenziate le flat tax settoriali.

La tassa fissa al 15% (o al 5% per i primi cinque anni) resta confinata principalmente al regime forfettario per gli autonomi e i liberi professionisti entro la soglia di 85.000 euro, anche se resta in campo l’idea di innalzare il limite ulteriormente fino a 100.000 euro.

Il dibattito sulla flat tax fa però i conti anche con un ulteriore nodo: sarebbe costituzionale applicare un’aliquota unica per tutti?

La flat tax sarebbe costituzionale? L’articolo 53 della Costituzione e il sistema di deduzioni

Per analizzare al meglio la questione è utile partire dall’articolo 53 della Costituzione, che prevede:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Gradazione delle imposte in ragione della capacità contributiva del contribuente e progressività dell’imposta sono quindi i principi alla base del sistema fiscale italiano e l’IRPEF, strutturata per aliquote e scaglioni, è l’imposta che maggiormente rispecchia tali criteri.

Per chi è contrario alla sua introduzione, la flat tax sarebbe incostituzionale in quanto violerebbe il principio di progressività del sistema fiscale previsto dall’articolo 53 della Costituzione, prevedendo l’applicazione di un’imposta uguale per tutti a svantaggio dei redditi più bassi.

Ma a fare la differenza sarebbe in realtà il sistema alla base del calcolo della base imponibile per l’applicazione della flat tax: no tax area e deduzioni consentirebbero di salvaguardare la progressività dell’imposta.

Come rendere progressiva la flat tax

In realtà, l’introduzione di una tassa piatta non è del tutto impossibile.

A scongiurare il rischio di incostituzionalità della flat tax vi sarebbero le deduzioni dalla base imponibile per il calcolo della tassa piatta, applicate al reddito del dichiarante.

Un sistema che è alla base anche della proposta di legge in merito depositata nel 2020 in Senato dalla Lega, la quale prevedeva un sistema di deduzioni riconosciute in base al reddito della famiglia fiscale e della sua composizione.

Sono due i fattori che potrebbero “scongiurare” il rischio di incostituzionalità della flat tax:

  • la previsione di una no tax area, ossia un reddito minimo entro il quale non sono dovute imposte;
  • l’introduzione di un sistema di deduzioni fiscali strutturate in relazione al reddito del dichiarante.

Su quest’ultimo aspetto, per capire a cosa ci riferiamo è utile riprendere i contenuti delle ultime proposte di Legge depositate dai partiti di centro destra prima di andare al Governo nel 2022 (quindi durante la legislatura precedente per intenderci).

Dall’idea alla messa a terra: le proposte di flat tax “progressiva”

Tutte le proposte che negli ultimi anni si sono susseguite individuavano tre categorie di contribuenti ai fini fiscali:

  • famiglia monocomponente: fino a 30.000 euro di reddito;
  • famiglia monoreddito composta dal contribuente e almeno il coniuge e un familiare a carico: fino a 55.000 euro di reddito;
  • famiglia bireddito: fino a 70.000 euro di reddito.

Per ciascuna di questa si prevedeva uno specifico sistema di deduzioni fiscali e, senza scendere nel dettaglio delle diverse fattispecie, nel caso di famiglia monocomponente si consentiva la deducibilità integrale per i redditi fino a 14.000 euro, ridotta fino ad annullarsi a 30.000 euro di reddito familiare.

Nel secondo caso, alla deduzione fino a 13.000 euro riconosciuta per i redditi fino a 20.000 euro, decrescente all’aumentare del reddito entro i 33.000 euro, si affiancano poi quelle previste per il coniuge a carico (da 3.000 euro) e per i familiari a carico (fino a 6.000 euro per le famiglie numerose).

Esempio pratico

Passando dalla teoria alla pratica, facciamo qualche esempio per capire come si potrebbe garantire la costituzionalità e la progressività della flat tax.

Prendendo il caso di un single con reddito pari a 25.000 euro, l’imposta dovuta applicando la tassa piatta del 15 per cento sarebbe pari a 1.650 euro, ovvero:

25.000 euro (reddito lordo) - 14.000 euro (deduzione) = 11.000 euro (reddito imponibile);
11.000 euro * 15 per cento= 1.650 euro

In caso di reddito pari a 28.000 euro, l’imposta dovuta applicando gli stessi criteri di calcolo sarebbe invece pari a 2.100 euro.

Progressiva ma non sostenibile: i veri nodi della flat tax per tutti

Al pari di quanto previsto dall’IRPEF, anche la flat tax affiancata ad un sistema di deduzioni fiscali graduate in base al reddito e alla situazione familiare può quindi allinearsi ai principi previsti dall’articolo 53 della Costituzione.

L’estensione dell’aliquota unica all’intera platea IRPEF rimane però un passaggio di complessa attuazione, in prima battuta in relazione alla sostenibilità dei conti pubblici: la perdita di gettito derivante dal livellamento delle aliquote superiori richiederebbe coperture finanziarie ingenti.

In aggiunta, senza un’adeguata calibrazione delle detrazioni per spese mediche, istruzione e mutui, un passaggio rigido alla tassa piatta per tutti rischierebbe di avvantaggiare proporzionalmente le fasce di reddito medio-alte rispetto a quelle basse.